Recensione “Solo – A Star Wars Story” (2018)

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Ron Howard riesce nella sfida più difficile: far sembrare credibile il suo protagonista. Il resto è cibo per i fan di Star Wars e penso che possa andarci benissimo così. Voglio dire, ci sono Chewbecca, il Millennium Falcon e Lando Carlissian, quanto basta per acquistare un biglietto e volare al cinema. Alden Ehrenreich deve aver studiato molto il volto e la gestualità di Harrison Ford, perché il suo Han Solo piace, è la canaglia che abbiamo sempre amato e, nonostante la diffidenza che potevamo riservargli, funziona.

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Recensione “Parigi a piedi nudi” (“Paris Pieds Nus”, 2016)

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Il belga Dominique Alba e la canadese Fiona Gordon, coppia di artisti che vive in un’ex-fattoria trasformata in open space nei dintorni di Bruxelles, dirige e interpreta una dolce commedia romantica che strizza continuamente l’occhio a Jacques Tati e ai grandi del cinema muto, da Chaplin a Keaton. Il film è composto da una lunga serie di sequenze divertenti, dove la gag è sempre dietro l’angolo e dove i dialoghi sono ridotti all’osso: a parlare è soprattutto la grande fisicità dei due protagonisti, in giro per Parigi alla ricerca di una straordinaria fuggiasca, Emmanuelle Riva, qui alla sua ultima interpretazione.

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Capitolo 241

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Come al solito uno non si può distrarre un attimo e si ritrova con un altro capitolo pieno di film: 8 pellicole viste nelle ultime due settimane, complici i giorni di festa, il ponte del 25, quello del Primo Maggio e le ferie forzate. Mi sto lamentando? Giammai. Tre proiezioni stampa (prima di Cannes c’è sempre un bel pienone), due rewatch del passato, un paio di film su Netflix, una capatina al cinema e un bel po’ di episodi di serie tv, tanto per non farsi mancare niente. Via con la sigla, perché c’è molto di cui parlare.

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Recensione “Loro 2” (2018)

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Difficile parlar di “Loro” come di due film separati, eppure le differenze ci sono e sembrano esser anche piuttosto nette. Se nel primo il trenino delle apparenze e dell’effimero potere partiva e si lasciava andare senza soluzione di continuità, questo secondo film conferma la celebre frase di Jep Gambardella: “Sono belli i trenini che facciamo alle nostre feste, sono belli perché non vanno da nessuna parte”. Sorrentino racconta dunque la storia di un venditore, di un abile manipolatore, la cui leggenda collassa intorno a quella stessa immagine che Lui aveva contribuito a creare. Resteranno le macerie, simili a quelle di un’Italia piegata dal terremoto del 2009.

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Recensione “Kodachrome” (2017)

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Destinato a diventare un piccolo cult per gli appassionati di fotografia, il film di Mark Raso gioca sulla nostalgia, sul passato, sulla malinconia di ciò che lentamente svanisce (tutti concetti associabili per estensione alla fotografia), per raccontare il conflitto tra un padre e un figlio. L’idea di partenza si basa su un fatto reale: i due devono infatti raggiungere il Kansas, dove c’è veramente stato l’ultimo laboratorio al mondo dove era possibile sviluppare la mitica pellicola Kodachrome della Kodak, tolta dal mercato nel 2009.

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Una Vita da Netflix – Maggio 2018

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Episodio 2. Ormai Netflix è diventato parte integrante delle nostre vite, una delle opzioni più gettonate per passare le serate, ma soprattutto una delle cause principali della riduzione della nostra vita sociale. Ce ne faremo una ragione. La mia guida a Cosa vedere su Netflix, che vedete nella colonna qui di fianco, è sempre attiva e costantemente aggiornata, tuttavia mi accorgo che possa sembrare dispersiva, con le sue centinaia di titoli, motivo per cui ogni mese vi proporrò questa rubrica contenente una selezione di film e serie tv, dei consigli mirati per aiutarvi a navigare nel mare di titoli proposti dalla nostra piattaforma streaming preferita. Come vedrete la rubrica è divisa in categorie, e ogni categoria avrà titoli di tenore differente il base al vostro mood. Insomma, fate prima voi a leggere che io a spiegarvelo. Essendo solo la seconda parte di questo progetto in fase totalmente sperimentale, vi invito a lasciare feedback, consigli e idee per migliorarlo e renderlo un vero e proprio punto di riferimento per i Netflix-dipendenti.

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Recensione “A Beautiful Day” (“You Were Never Really Here”, 2017)

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Il nuovo film di Lynne Ramsay si presenta in Italia con un biglietto da visita niente male: due premi a Cannes per il miglior attore e la migliore sceneggiatura, ma soprattutto l’incoronazione del “Times” che lo ha definito il Taxi Driver del 21° secolo. Con un fardello simile sulle spalle, “A beautiful day” arriva con un immenso carico di aspettative, motivo per cui chi si aspetta il capolavoro potrebbe rimanere deluso. Si tratta ad ogni modo di un film decisamente ben realizzato, di ottima fattura, con un Joaquin Phoenix gigantesco (a livello di stazza e di interpretazione).

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Torna Visionär, il Festival del Nuovo Cinema

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Dopo il successo ottenuto lo scorso anno, alla sua prima edizione, Visionär Film Festival torna e raddoppia: più film, più sale cinematografiche, una nuova sezione e molte altre novità. Di questi tempi, dove la cultura e l’arte sembrano avere sempre meno spazio, lo sviluppo e il successo di un nuovo festival cinematografico vanno accolti con entusiasmo e partecipazione. Anche per questo abbiamo deciso, già dallo scorso anno, di abbracciare Visionär, un festival di cinema per talenti emergenti che si svolge a Berlino dal 2 al 7 maggio 2018.

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Capitolo 240

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L’iniziativa Cinemadays (cinema a 3 euro) è finita, ma non posso dire di non averla sfruttata a dovere. Prevedevo una scorpacciata di film e così è stato: tre capatine al cinema in quattro giorni, due film su Netflix, qualche serie tv (che ormai non può più mancare), ma soprattutto il film più bello dell’anno: Roma-Barcellona. Per quanto mi riguarda il prossimo anno lo manderei agli Oscar in rappresentanza dell’Italia, anche se mi dicono che non vale. A proposito, martedì prossimo esce “Loro” di Sorrentino, ma temo proprio che guarderò Liverpool-Roma: Paolo non me ne volere, recupereremo in un altro momento, ok?

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