Twin Peaks 2017: Let’s Rock (Episodio 12)

In questa nuova puntata c’è tanta carne al fuoco, tante piccole scene che invece di dissipare qualche dubbio ci creano nuovi interrogativi. Lo spettatore più esigente sarà stanco di tutte queste lungaggini, ma l’impressione è che Lynch voglia tirare la storia per le lunghe, fino alla fine della stagione. A me sta bene così. Di certo la prima cosa che viene in mente nel veder scorrere i titoli di coda è: quant’è strano guardare un episodio di Twin Peaks senza Kyle MacLachlan (a parte una scena della durata di cinque secondi). Ormai siamo abituati a qualunque stranezza che riusciamo a godere di Twin Peaks con qualunque personaggio, in qualunque ambiente.

La puntata comincia con un bello spiegone di Albert a proposito dei casi “Rosa Blu”. Se avete visto recentemente “Fuoco cammina con me” (e avreste dovuto farlo, per capire qualcosa di questa stagione) sapete che con questo codice l’FBI si riferisce a quei casi in cui c’è di mezzo il sovrannaturale. Per questo è stato creato il reparto Blue Rose, con a capo Phillip Jeffreys (che era interpretato da David Bowie). Al servizio di Jeffreys furono impiegati soltanto tre agenti: Albert, Cooper e Chet Desmond (sparito nel nulla mentre indagava sul caso Teresa Banks nel parcheggio per camper di Carl, che abbiamo visto molte volte in questa stagione). Albert fa giustamente notare che è l’unico dei quattro membri della squadra a non essere sparito, motivo per cui l’FBI non ha fatto trapelare informazioni a proposito di questa task force. Finora, perché ad ascoltare tutta questa storia è Tammy, che viene invitata ad entrare nella squadra. La ragazza accetta con entusiasmo. Poco dopo entra in scena, da un tendone rosso che ci ricorda ben altri luoghi, la solita enigmatica Diane. Albert e Gordon le offrono un lavoro, oltre all’occasione di capire che cosa è successo al suo amico Cooper. La donna accetta usando un’espressione piuttosto simbolica: “Let’s Rock!” (termine usato dal Nano – The Man From Another Place – nella Loggia Nera durante il sogno di Cooper e soprattutto il messaggio lasciato su un camper subito dopo la sparizione di Chet Desmond in “Fuoco cammina con me”).

Passiamo a Twin Peaks: qualche secondo con Jerry Horne stralunato, tanto per non farcelo mancare, quindi la scena si sposta in un supermercato. Qui c’è Sarah Palmer che compra bottiglie di alcolici fino a ritrovarsi in preda ad una visione. Attacca i cassieri dicendo che devono stare attenti e affermando molte altre cose un po’ sibilline: “La tua stanza sembra diversa e degli uomini stanno arrivando. Possono succedere delle cose! A me sono successe delle cose…”. Gli uomini di cui parla la madre di Laura sono probabilmente gli uomini neri (i barboni, i woodsmen o come vogliamo chiamarli): erano stati creati dentro un minimarket e il fatto di trovarci in un supermercato potrebbe essere simbolico. Subito dopo qualche scambio di battute tra Carl e un suo inquilino, prima di trasferire la scena a Las Vegas, dove il figlio di Dougie lancia una palla da baseball verso il padre, colpendolo su una spalla.

Torniamo a Twin Peaks, che è meglio. Una casa inconfondibile domina l’inquadratura: è la casa dei Palmer. Hawk si reca a far visita a Sarah, per capirne di più sulla sua scenata al supermercato. I due parlano sulla soglia, la donna dice di star bene adesso, poi si sentono dei rumori dentro casa e Hawk si insospettisce e domanda se in casa c’è qualcuno. Sarah sembra stia nascondendo qualcosa, anche se afferma che si tratta di semplici rumori in cucina (sta mentendo, cazzarola!): “è una stramaledetta brutta faccenda, non è vero, Hawk?”. La signora Palmer sembra di nuovo in piena crisi, ma subito dopo si calma e congeda il vice-sceriffo. Che donna inquietante (e che attrice straordinaria).

Breve panoramica su Miriam in terapia intensiva (non devo ripetere ogni volta chi sono i personaggi, vero? Miriam era la testimone oculare dell’incidente in cui Richard ha investito il bambino, mandata all’ospedale dallo stesso Richard, il quale ha tentato di ucciderla un paio di puntate fa), quindi andiamo in South Dakota, dove Diane si messaggia con Mr C (il Cooper malvagio, come abbiamo spiegato qui): “Las Vegas?”, chiede lui, “Non l’hanno ancora chiesto”, replica lei. Las Vegas! Dougie! Quindi Mr C pensa che l’FBI sia già a conoscenza dell’esistenza di Dougie. Altro cambio di scena, torniamo a Twin Peaks: lo sceriffo Truman va da Ben Horne per riferirgli che suo nipote ha ucciso il bambino (quindi Miriam è riuscita a denunciarlo, evvai!). La prima cosa che vedo in questa scena è il portachiavi verde della stanza 315: presumo che Ben, dopo le cattive notizie, sposterà la conversazione su Cooper. E così è! Il direttore del Great Northern consegna allo sceriffo le chiavi, ricevute per posta qualche puntata fa, lasciando Truman molto sorpreso dai collegamenti che si stanno creando negli ultimi episodi. Poi Ben, una volta salutato lo sceriffo, parla a Beverly di suo nipote Richard, dicendo che è cresciuto senza un padre (ma tanto si è capito che ad ingravidare Audrey è stato Cooper cattivo, è inutile che date altri indizi).

South Dakota, again, Gordon Cole è intento a bere bordeaux con una gattina francese, quando Albert lo interrompe. Il serioso agente racconta dei messaggi tra Diane e il misterioso interlocutore, domandandosi insieme a Gordon cosa dovrebbero chiedere a Diane a proposito di Las Vegas. Lo scopriremo, nel frattempo Cole vorrebbe tornare a bere vino con la signorina di prima. Albert resta impassibile: “Albert, certe volte mi preoccupo tantissimo per te” (ma come facevano durante le riprese a non ridere questi due fenomeni? Sono stupendi). Nel frattempo Tim Roth, in compagnia di Jennifer Jason Leigh, fa fuori il direttore del carcere del South Dakota (l’ho capito leggendo il nome sui titoli di coda, se no chi se lo ricordava…).

Altra scena: Jacoby, nelle vesti di Beppe Grillo, lancia una delle sue invettive televisive contro la società. Nadine, come al solito, è estasiata. Subito dopo c’è un’entrata in scena totalmente inaspettata: Audrey Horne (!!!) è in piedi davanti ad un camino e sembra arrabbiata. La sua entrata in scena non è cool come quella di Diane ad inizio stagione, anzi, sembra che Audrey non sia mai andata via. Lynch continua a prenderci per i fondelli: ci ha fatto desiderare il ritorno di Audrey per dodici puntate e poi ce la propone così, all’improvviso, in una scena del tutto inaspettata. Dietro ad una grossa scrivania c’è un nano, che è suo marito (!!!). Lei è infuriata, perché vuole convincere Charlie (il marito) a venire con lei per cercare un certo Billy, che a quanto pare è il suo amante. L’uomo parla di un accordo che ha stipulato con Audrey: “Rinunceresti al nostro contratto? Rinnegheresti un contratto?” (non credo sia il contratto matrimoniale, anche se questo matrimonio deve far parte di un qualche strano accordo tra i due, ma magari mi sbaglio). Audrey fa un sacco di nomi (Billy, Paul, Tina) e noi ci chiediamo cosa stia succedendo: Lynch mette altra carne al fuoco quando mancano solo sei puntate? L’uomo alla fine fa una telefonata per scoprire cosa è successo a Billy, parla con questa Tina e dalla conversazione sembrano emergere notizie sensazionali. Audrey è sbalordita, vuole saperne di più e anche noi, ma purtroppo la scena si interrompe prima che possiamo capirci qualcosa. Si parla comunque di un camion di cui Billy e proprietario: forse si tratta del tizio spaventatissimo interrogato da Andy e poi sparito nel nulla? Quello a cui Richard aveva preso il camion con il quale aveva investito il bambino (cfr. Episodio 7)? Boh. Il punto è: noi siamo Audrey: sbuffiamo, vogliamo capirci qualcosa ma non possiamo. Lynch è Charlie: sa tutto e non ce lo dice.

Stacco su Diane. Al bar dell’albergo la donna digita le coordinate che aveva visto sulla foto del braccio di Ruth Davenport: indovinate un po’ che luogo indicano quelle coordinate? Ovviamente la nostra Twin Peaks. Proprio qui, come al solito, va a terminare la puntata: due ragazze bevono Heineken e parlano di una loro amica, del tizio con cui esce e di varie frivolezze, anche se il tutto è avvolto da uno strano alone: qualcosa sta per succedere. Per ora non ne sappiamo di più, speriamo vivamente di avere qualche risposta in più tra sette giorni, ma tanto sappiamo già che non l’avremo. Buonanotte.

Sherilyn Fenn in a still from Twin Peaks. Photo: Courtesy of SHOWTIME

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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