Capitolo 233

Buon anno, ragazzi e ragazze. Le feste sono finalmente finite e si torna alla vita reale. La mancanza di lavoro tra Natale e l’Epifania mi ha portato a vedere molti più film del solito, motivo per cui vi tocca sopportare un capitolo con ben nove pellicole. Prima di addentrarci nel racconto vi lascio qualche inutile statistica a proposito del mio 2017. Secondo Letterboxd (il sito sul quale aggiorno il mio diario dei film visti), l’attore che ho visto di più nell’anno appena trascorso è Adam Driver (che ho già rivisto anche nel 2018), mentre il regista di cui ho guardato più film è David Lynch. Ah, a quanto pare nel 2017 ho visionato la bellezza di 120 film. Vabbè, bando alle ciance, passiamo alla ciccia.

Io sono leggenda (2007): Prima di Natale ho letto il libro di Matheson e l’ho trovato un capolavoro, incredibilmente moderno rispetto al 1954, anno in cui è stato pubblicato. Un inno alla solitudine, un trattato cupo ma coraggioso sulla speranza. Il film lo amavo, tanto da averlo in dvd, ma rivedendolo ora… che tracollo! L’ho detestato. Paragone impietoso.

La battaglia dei sessi (2017): Dopo “La La Land” mi risulta difficile perdermi un film di Emma Stone, soprattutto se i registi poi sono gli stessi di “Little Miss Sunshine” e “Ruby Sparks”, due film che ho amato di brutto. Questo funziona, vale la pena di esser visto, e suona più attuale di quanto sembri a causa dell’ambientazione negli anni 70. Tratto da una bella storia vera.

Lady Bird (2017): Aspettavo di vedere questo film più di Star Wars, pensate un po’. Greta Gerwig è una di quelle persone che vorrei avere nella cerchia delle amicizie. Il film, neanche a dirlo, è talmente bello che me lo rivedrei ora. Ovviamente appena uscirà al cinema andrò di corsa a rivederlo su grande schermo. Spiritualmente si potrebbe definire il prequel di “Frances Ha”.

E.T. l’Extraterrestre (1982): A Capodanno ormai non mi aspetto più di fare grandi cose. Quest’anno sono stato a cena a casa di una coppia di amici e dopo mangiato abbiamo deciso di rivederci un classico del cinema con il proiettore. La scelta è caduta su Spielberg, ed è stata la scelta perfetta per chiudere un anno e cominciarne un altro. Pausa doverosa a mezzanotte per vedere i fuochi dal terrazzo e poi di nuovo “Telefono Casa”. Che capolavoro.

Corpo e anima (2017): La prima grande sorpresa del nuovo anno, un film ungherese vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino. Una storia romantica ma davvero originale, due solitudini che smettono di essere tali di notte, quando dormendo si incontrano in sogno, sotto forma di cervi. Nella vita reale è tutto un po’ più complicato però. Splendido.

Tutti i soldi del mondo (2017): Che vi devo dire, il nuovo film di Ridley Scott non è riuscito minimamente a coinvolgermi. Il doppiaggio poi l’ho trovato piuttosto scadente, così come la scelta di far interpretare a Romain Duris e a Nicolas Vaporidis la parte di due malviventi calabresi… Bocciato, nonostante non sia un brutto film.

Ascensione (2017): Ogni tanto, ma solo ogni tanto, la mia ragazza ha il potere di scegliere che film vedere su Netflix (è l’unico potere che mi rimane, ma ogni tanto neanche quello). Quando mi ha detto che avremmo visto sta cosa mai sentita ho temuto il peggio, invece è un film molto carino. Ispirato ad una storia vera, racconta l’avventura incredibile di un ragazzo franco-senegalese che, per dimostrare alla ragazza che ama di non essere un buono a nulla, decide di scalare l’Everest, senza nessuna esperienza. Si ride e gli scenari mozzano il fiato. Molto carino davvero.

Frances Ha (2012): Rivedere questo capolavoro di Baumbach è come ritrovare una vecchia amica e sedersi a bere un bicchiere insieme. Il film che vorrei girare io se avessi tempo, soldi e talento (e un centinaio di altre cose). Non c’è un film più adatto a raccontare cosa significa avere 30/35 anni e vivere in una grande città, cambiando case e coinquilini, cercando di restare a galla, con leggerezza e un po’ di ottimismo. Stupendo (e la scena con “Modern Love” di Bowie poi, che ve lo dico a fare).

Prossima fermata: Fruitvale Station (2013): Ancora ricordo quattro anni fa, quando vidi questo film in proiezione stampa. Di solito, sui titoli di coda, c’è un grande chiacchiericcio, cellulari che si accendono per leggere i messaggi, confusione, commenti vari ed eventuali. Dopo questo film invece c’era il silenzio più totale. Rivederlo adesso conferma tutte le belle parole espresse in passato: film stupendo (è su Netflix, non fatevelo scappare).

frances-ha

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Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Capitolo 233

  1. Giampaolo ha detto:

    L’interpretazione di Plummer in “Tutti i soldi del mondo” (2017) com’è?
    Ciao!

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