Capitolo 268

In teoria notte di San Lorenzo, stelle cadenti, desideri. In pratica 40 gradi, città deserta, cinema e serie tv. Da che mondo è mondo agosto è il mese peggiore dell’anno, quest’anno è ancora peggio del solito, soprattutto quando ti sei fatto le vacanze a luglio e ora devi muoverti per Roma neanche fossi il protagonista di “28 giorni dopo” o Will Smith in “Io sono leggenda”. Se stasera dovessi vedere una stella cadente, le chiederò di far arrivare la fine del mese più velocemente possibile.

L’ospite (2018): Idealmente potrebbe essere il seguito del bellissimo “Orecchie” (la coppia di protagonisti è la stessa: Daniele Parisi – Silvia D’Amico). In seguito ad un periodi di crisi, il protagonista si allontana dalla ragazza e si appoggia di volta in volta sul divano in casa di coppie di amici, scoprendo problemi anche nelle loro relazioni. Commuove e al tempo stesso diverte, un gioiellino.

History of Violence (2005): Avevo visto questo film di Cronenberg soltanto una volta al cinema, l’ho ritrovato una sera in tv, appena cominciato, ed è stato un piacere ritrovarlo. Il film in sé è bellissimo, però anche questa volta ho notato lo stesso difetto della prima visione: la resa dei conti finale è troppo rapida, succede tutto troppo in fretta. Al di là di questo, gran film: Viggo Mortensen grandioso, Maria Bello grandiosa (ed è uno schianto), Ed Harris fantastico.

Non per soldi ma per amore (1989): Amo molto il cinema di Crowe ma non avevo mai visto questo suo film d’esordio, con un John Cusack giovincello. Sembra un film di John Hughes, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti (ragazza ricca e intelligente esce con studente mediocre dal cuore d’oro, padre di lei non approva ecc…). Dolce, se siete in vena di commedie romantiche ai tempi del liceo, è il film adatto.

Una meravigliosa stagione fallimentare (2015): Documentario sportivo molto interessante. Nel 2014/2015 il Bari comincia il campionato di Serie B con una società in fallimento, che non paga gli stipendi ai calciatori e senza budget per fare acquisti. Nonostante tutto, una manciata di giovanotti lanciano la squadra fino ai vertici del campionato, ad un passo dal sogno Serie A. Storia di una città (e di una squadra) circondata di passione durante uno degli anni più difficili e problematici della sua storia. Molto coinvolgente (è su Prime Video).

Midsommar (2019): Ogni tanto la critica USA prende un giovane regista e lo esalta a dismisura, talvolta (spesso) esagerando oltre i limiti: vedi Jordan Peele, Barry Jenkins o, appunto, Ari Aster. “Hereditary” è stato un bel film, osannato da alcuni come il più grande horror della storia (ma li mortacci vostra!) e ora con “Midsommar” c’è chi parla di capolavoro. Io davvero non capisco che film abbiano visto: le interpretazioni sono imbarazzanti, nel film non succede nulla per un’ora e quando finalmente succede qualcosa è tutto molto lento e compassato, oltre che prevedibile, e la cosa è alquanto fastidiosa. Non crea angoscia, dura troppo, i personaggi non ti stanno a cuore anche perché i protagonisti sono insopportabili e l’unica cosa che desideri è vederli morti. Stesso destino dei 6 euro spesi per la sala 11 dell’Adriano, che è grande quanto la mia stanza (e faceva pure caldo!). Bocciati tutti.

SERIE TV: In queste lunghe giornate d’agosto, con il lavoro ridotto ai minimi termini, l’unica salvezza contro l’afa del mondo esterno sono i film e le serie tv. In un weekend mi sono sparato su Prime Video tutte e 12 le puntate delle due stagioni di Fleabag, che è una serie geniale (anche se la prima stagione è inarrivabile, mentre la seconda cala un po’). Per il resto, ho cominciato ora, nel 2019, per la prima volta, Friends. Ho quasi finito la prima stagione (di dieci!) e, per quanto sia molto divertente e decisamente piacevole (le voci originali non sono insopportabili come quelle italiane), non sarà mai migliore di How I Met Your Mother. Poi un giorno magari scriverò un pezzo e spiegherò meglio tante cose, sia perché lo sto vedendo soltanto adesso, sia perché lo reputo meno bello di Seinfeld, di cui è senza dubbio figlia, e appunto HIMYM. La prossima settimana invece torna Mindhunter e quindi yuppi, ci volevano un po’ di pazzi criminali per rendere meno noioso questo agosto forzatamente romano.

3 pensieri su “Capitolo 268

    • Con 10 gradi in meno la amo anche io, da fotografo poi, capirai, è il massimo, è che però non sopporto dover stare fermo in casa per colpa del troppo caldo. Almeno è una buona scusa per vedere ancora più cose e aggiornare il blog 🙂

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      • Effettivamente, su questo siamo in totale accordo… salvo mattina presto e sera inoltrata, non si vive.
        E allora, anch’io leggo e scrivo “come non ci fosse un domani”, come si usa dire… 😉

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