Recensione “Yesterday” (2019)

Seppur diretto da Danny Boyle, “Yesterday” è un film di Richard Curtis a tutti gli effetti. Il problema con Curtis, in questo caso sceneggiatore, è che ti fa sempre innamorare delle sue protagoniste: la Keira Knightley di “Love Actually” è sempre da qualche parte nei miei sogni più romantici, Marianne di “I love Radio Rock”, presentata sulle note di Otis Redding, mi fa ancora battere il cuore, per non parlare di Rachel McAdams in “Questione di tempo”, che è la donna da amare per eccellenza. Vedete, i film di Richard Curtis, che abbia firmato la sceneggiatura o la regia, mi hanno aiutato a innamorarmi, su questo non c’è dubbio. Parafrasando Nick Hornby: vedevo un suo nuovo film, con una scena che mi scioglieva dentro, e prima che me ne accorgessi stavo già cercando qualcuna, e prima che me ne accorgessi, l’avevo già trovata. Il cinema di Richard Curtis ti fa perdere in una specie di trasognamento e a quel punto hai bisogno di qualcuna da sognare, e poi la trovi, e allora, beh, cominciano i guai.

Jack, un mediocre musicista, durante un curioso black out che coinvolge tutto il mondo, viene investito da un bus: al risveglio si ritrova in un mondo in cui i Beatles non sono mai esistiti. Jack comincia così a spacciare per sue le canzoni del Fab Four di cui è l’unico, segreto, custode. La realizzazione come artista geniale però va condivisa con il senso di colpa, con la solitudine di chi può avere tutto e con il rimpianto per un amore che sembra perduto tra le tortuose strade del successo.

Quella della coppia Boyle-Curtis è una favola a tutti gli effetti, in cui le canzoni dei Beatles sono un semplice pretesto per raccontare le pieghe del successo, i lati oscuri dell’industria musicale, ma soprattutto una storia d’amore, in cui la semplicità è il vero segreto della felicità, grazie anche alla rivelazione di uno straordinario quanto inaspettato mentore. “Yesterday” non sarà trascinante quanto “Blinded By The Light”, tanto per citare un altro recente successo cinematografico a tema musicale, ma è comunque un film a cui voler bene, da abbracciare, nonostante i difetti (e nonostante Ed Sheeran).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.