Capitolo 277

Eccoci qua e ancora buon anno nuovo: meglio dirlo una volta di più che una di meno. Le vacanze di Natale sono ormai agli sgoccioli e devo dire che è stato bello questo periodo di poco lavoro e tanto cinema. Ho visto talmente tanti film che per ragioni di spazio ho dovuto eliminare i rewatch più scontati passati in tv (Indiana Jones e Ritorno al Futuro) per concentrarmi su questi restanti 7 film visti nelle ultime due settimane. Ricominciamo: daje tutta.

Il Socio (1993): Un thriller classico degli anni 90 che penso di non aver mai visto prima (forse da piccolo, ma non ne sarei sicuro). Ha tutti i pregi e i difetti del cinema di quel decennio, non si ferma mai un momento, tiene il ritmo a mille per tutto il tempo e ti porta al finale con l’adrenalina a mille. Bellissimo.

Love Actually (2003): Non vivo di tradizioni, specialmente a Natale, ma se c’è una cosa che faccio praticamente ogni dicembre è vedermi il film di Richard Curtis. Lo avrò visto non so, forse quindici volte, la quantità di scene epiche è incredibile: i cartelli, il pacchetto regalo, il bar americano, la corsa in aeroporto, il balletto di Hugh Grant. “Enough, enough now” è la frase che mi sono ripetuto più spesso nel primo decennio del duemila… La prima volta che ho visto questo film era l’estate del 2004 e subito dopo la fine ho trovato il coraggio di chiamare una ragazza che mi piaceva un sacco: non mi ha risposto. Il bello è che la settimana scorsa mi sono rivisto il film su Prime Video e, appena finito, l’ho trovato su Rete4 e mi sono rivisto di nuovo l’ultima mezzora. Inoltre la colonna sonora è stata usata durante l’addio al calcio di Totti, un motivo di commozione in più. Capolavoro.

The Lighthouse (2019): Il miglior complimento che si potrebbe fare al film di Eggers è che sembra un film di David Lynch: non tutto è limpido e chiarissimo ma è talmente ammaliante e accattivante che ti coinvolge totalmente. Dafoe e Pattinson sono straordinari e la fotografia in bianco e nero, con le sue immense ombre proiettate sulle pareti, fa pensare a Murnau e a Fritz Lang. Splendido.

Labyrinth (1986): Altra tradizione invernale, un po’ più recente. Da tre anni passo il capodanno a casa di una cara amica dove, con i rispettivi partner, ceniamo e poi ci vediamo al proiettore un cult degli anni 80. Dopo “E.T.” e “Gremlins”, quest’anno è toccato al fantasy con David Bowie. Il film non è invecchiato benissimo, ma alcune trovate visive sono sempre pazzesche. La colonna sonora, curata dal Duca Bianco, è ovviamente stupenda. Rumours per il prossimo capodanno: “Big” o “Sweet Sixteen”?

Cleo dalle 5 alle 7 (1962): Non conoscevo assolutamente questo film di Agnes Varda finché non è stato scelto come film della vita all’interno del progetto Film People, che vi invito a seguire. Ho deciso dunque di recuperarlo e mi sono trovato di fronte a qualcosa di meraviglioso: due ore nella vita di Cleo, prima di ritirare i test che potrebbero dirle che ha un cancro. Due ore in cui la protagonista vaga per Parigi, incontrando amici e sconosciuti, cercando di scaricare l’ansia e la tensione e riflettendo sulle cose importanti della vita. Corinne Marchand mi è entrata nel cuore. Film meraviglioso.

L’attimo fuggente (1989): Non vedevo il film di Peter Weir da almeno quindici anni buoni ma le emozioni restano intatte. Anche io ho avuto la fortuna di trovare sulla mia strada un professore stimolante, ma il film ti fa venire sempre una voglia assurda di far parte di quel gruppo di amici. “Capitano mio capitano”, mamma mia che film!

Colossal (2016): L’altra mattina ho messo su il caffè, mi sono preparato la colazione e ho acceso la tv. C’era questo film in cui Anne Hathaway, per qualche motivo, quando va in un parco vicino casa sua diventa un mostro gigante che si muove per Seul. Non riesco a spiegarlo bene, perché è una premessa proprio assurda: un’assurdità che inizialmente mi aveva incuriosito, motivo per cui ho guardato tutto il film, ma poi ben presto diventa ovviamente una cazzata allucinante. Ma allucinante proprio.

SERIE TV: La terza stagione di Mrs Maisel è sempre bellissima, ma secondo me fa un passo indietro rispetto alle stagioni precedenti: un passo indietro di questa serie è sempre avanti alla media delle cose che ci sono in tv, quindi niente paura. The Mandalorian non è male, ma devo dire che più andavo avanti e meno sentivo l’urgenza di vedere l’episodio successivo, cose che ho comunque fatto perché, come ho detto, non è male per niente, il fatto è che quando l’episodio migliore resta il pilota, allora abbiamo un problema. Il metodo Kominski è da vedere, questa seconda stagione mantiene alto il livello della prima, diverte, è ben scritta e gode di una coppia di grandi protagonisti. Per il resto ho cominciato Brooklyn 99 su Netflix perché volevo qualche riempitivo da 20 minuti per i piccoli buchi quotidiani e devo dire che mi sta piacendo un sacco, anche se lo sto vedendo molto a rilento. Che altro? A febbraio arriva la serie di “Alta Fedeltà” e la sto aspettando tantissimo, inoltre a breve comincerò la miniserie “Dracula” su Netflix, che sembra promettere bene. In arrivo anche la nuova stagione di “Better Call Saul” e chissà che altro sto dimenticando. Si preannuncia un 2020 in tuta e pantofole, povero me.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sam Simon ha detto:

    Dopo E.T.,Gremlins e Labyrinth io propenderei più per The Goonies o Young Sherlock Holmes (Pyramid of Fear)! Comunque… Gran bella tradizione! :–)

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    1. AlessioT ha detto:

      I Goonies lo sappiamo tutti a memoria e anche se lo vedrei tutti i giorni non penso farà parte della shortlist, Piramide di paura l’ho proposto per l’anno prossimo ma ho avuto poco supporto (che film! Lo adoro!). Proverò a mostrare il tuo commento per fargli avere maggiore considerazione 🙂

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      1. Sam Simon ha detto:

        Piramide di paura è stupendo! Che film sottovalutato e dimenticato, è un vero peccato! :–)

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