Capitolo 282

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Seconda settimana da naufrago nella mia casa, continuo la mia cura che funziona più o meno così: un film al giorno leva la malinconia di torno. Dei sette film visti in quest’ultima settimana, ben quattro sono prodotti del secolo scorso (praticamente tutti degli anni 90), in cui va segnalata la doppietta Nanni Moretti, che oggi più che mai è un toccasana per lo spirito. In questa settimana appena cominciata ho in programma di recuperare un vecchio film di Lanthimos, uno di Malick, oltre al rewatch di un classico di Alexander Payne che è una cosa che andrebbe fatta sempre (più varie ed eventuali, che al momento non so neanche io quali potrebbero essere). In tutto ciò meglio dirlo una volta di più che una di meno: state a casa.

Apri gli occhi (1997): Amenabar firma forse il suo film più geniale, riproposto pochi anni dopo da Cameron Crowe nel più celebre “Vanilla Sky”. Rispetto al remake statunitense il film spagnolo gode di un realismo più toccante, di una messa in scena molto meno pop e di protagonisti più credibili. Penelope Cruz invece è meravigliosa in entrambe le pellicole. Rivisto dopo tanti anni, meritava un rewatch.

Zodiac (2007): Uno dei migliori ricordi che ho di un film visto al cinema. Erano tanti anni che desideravo vederlo di nuovo e finalmente ne ho avuto occasione nei giorni scorsi. Solo il regista di “Seven” poteva riuscire a realizzare un thriller che fosse all’altezza del suo nome e “Zodiac”, tra splendide interpretazioni e un costante senso di ansia e pericolo, non smette di essere meraviglioso neanche per un istante. Probabilmente il miglior thriller di questo secolo, sicuramente sul podio.

World War Z (2013): Avevo visto questo film al cinema durante un’estate disperata in cui cercavo qualcosa da vedere in sala. Va’ a capire perché me lo sono rivisto, forse per esorcizzare il periodo, il virus e tutto quanto. La scena iniziale è davvero molto bella, ma poi il film rovina tutto con Brad Pitt che si salva da un incidente aereo da lui stesso provocato. C’è anche Favino.

Aprile (1998): Splendido specchio degli anni 90, tra vita reale di Nanni Moretti (la nascita del piccolo Pietro) e realtà storica (le elezioni del 94). Una serie di perle, dalla scelta del nome del bambino al primo film da fargli percepire durante la gravidanza (Strange Days, “una cazzata memorabile!”), fino all’indimenticabile confronto tv tra D’Alema e Berlusconi: stiamo ancora aspettando che D’Alema dica qualcosa. Bellissimo.

Palombella Rossa (1989): Altro classico di Moretti, dalla narrazione un po’ più sfilacciata e più difficile da seguire, ma sempre condito da perle incredibili, dai momenti musicali con le canzoni di Battiato (“E ti vengo a cercare”) e Springsteen (Silvio Orlando che canta “I’m on Fire” è una cosa totalmente surreale) fino al mitico tormentone “le parole sono importanti”. Storia di un pallanuotista in cerca di identità, metafora del PCI prima della caduta del muro, il tutto durante una partita in trasferta ad Acireale. Che perla.

Hook (1991): Una serata di leggerezza per un sabato sera indietro negli anni 90. Ricordo che avevo 10 anni e lo vidi al cinema con mio padre, un pomeriggio in cui in realtà avevo scelto di vedere “La casa nera”. Essendo troppo piccolo però non mi permisero di entrare al film di Wes Craven e così ripiegai su questo filmone di Spielberg, uno di quelli che ti segnano l’infanzia. Cosa sarebbe il mondo senza Capitan Uncino?

Interstate 60 (2002): Avevo visto questo film una volta sola, una quindicina di anni fa. Ora che l’hanno messo su Prime ho deciso di rivederlo perché non ricordavo assolutamente nulla, tranne che mi fosse piaciuto molto. Dai creatori di “Ritorno al Futuro” (non casuali le presenze di Michael J. Fox e di Christopher Lloyd), un road movie assurdo sul senso della vita, divertente e mai banale. Con James Marsden, Chris Cooper e l’ottimo Gary Oldman. Recupelatelo!

SERIE TV: Il nulla. Non so perché, nonostante il tempo a disposizione, non riesco a vedere niente di niente a parte l’episodio settimanale di Better Call Saul. Forse temo di trovare qualcosa che crei dipendenza e che mi abbrutisca davanti alla tv tutto il giorno, che è una cosa che in questo momento vorrei evitare.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sam Simon ha detto:

    Quanti bei film! Difficile per me dire quale sia il più geniale di Amenábar, ha una filmografia eccezionale (per me ha toppato solo con Regression).

    E il Nanni Moretti di quegli anni lì era davvero immenso! :–D

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    1. AlessioT ha detto:

      Verissimo, la filmografia di Amenabar è davvero incredibile! Regression mi sa che non l’ho visto 🙂

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      1. Sam Simon ha detto:

        Lo puoi saltare, secondo me…

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