Recensione “Into the Night” (2020)

Arrivata sottovoce dal Belgio, l’ultima novità targata Netflix è un distopico dramma di fantascienza in cui alcuni passeggeri di un aereo notturno sono costretti a viaggiare costantemente verso ovest nel tentativo di sfuggire ai raggi del sole, che uccidono ogni organismo vivente che colpiscono. Ognuno dei sei episodi che compongono la prima stagione è incentrato su uno dei personaggi principali, in costante bilico tra i conflitti che inevitabilmente si creano all’interno del velivolo e la fuga da una morte certa.

Aeroporto di Bruxelles, tarda serata. Alcuni passeggeri e parte della crew salgono su un aereo diretto a Mosca, improvvisamente un soldato italiano fa irruzione nella cabina di pilotaggio e costringe il pilota ad una partenza improvvisa verso la direzione opposta al sorgere del sole. Il dirottamento riesce e l’aereo è ora in volo verso l’Islanda, dove potrà fermarsi a rifornirsi e dove (così si pensa), il dirottatore verrà prelevato dalle forze dell’ordine. Lo scenario però è ben diverso da ciò che si credeva: c’è qualcosa nel sole che sta uccidendo ogni forma di vita colpita dai suoi raggi. I passeggeri della BA Airlines dovranno così continuare a volare “into the night”, per sfuggire alla morte e al tempo stesso cercare di trovare una soluzione, una maniera per scendere dall’aereo e ripararsi dall’alba del loro ultimo giorno.

Con delle premesse del genere sarebbe piuttosto facile scadere nell’assurdo, nell’incredibile, eppure la serie in qualche modo riesce a reggere per tutte e 6 le puntate, pur avvicinandosi pericolosamente al limite dell’inverosimile. A dare linfa alla storia sono soprattutto i conflitti interni, lo scontro tra le personalità in cui ogni passeggero mostra una gamma di sfumature interessanti, dove nessun personaggio è completamente positivo o negativo ma porta nella vicenda, chi più chi meno, pace e caos. Una serie piena di adrenalina e colpi di scena, che guarda costantemente verso Ovest riportando in auge il mito della frontiera, quel west da inseguire ad ogni costo, purché si resti nelle tenebre.


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5 risposte a “Recensione “Into the Night” (2020)”

  1. Avatar The Butcher

    Ha una trama interessante. Abbastanza folle ma non ridicola. Il resto poi dipende dallo sviluppo. Mi ha interessato.

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    1. Avatar AlessioT

      Secondo me questa prima stagione regge abbastanza bene, è corta e seppur con qualche difetto, ha il suo perché. Già soltanto il fatto di essere una produzione belga e non statunitense la rende meno “cazzona” di quel che ci si aspetti.

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  2. Avatar Alessandra

    Il fatto che sia completamente ambientato sull’aereo mi incuriosisce molto.

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    1. Avatar AlessioT

      Non interamente perché in ogni episodio fanno sosta rifornimento da qualche parte, ma comunque buona parte 🙂

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  3. Avatar Alessandra

    Ah ecco… va beh, lo metto in lista.

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