Recensione “The Invite”: La Coppia Che Fa Traboccare il Vaso

A metà strada tra commedia brillante di stampo teatrale e un dramma coniugale un po’ meno riuscito, il nuovo film di Olivia Wilde si regge interamente sulle spalle di quattro formidabili interpreti: la stessa regista (dalla sorprendente verve comica), che sceglie di farsi accompagnare da Seth Rogen, Penelope Cruz ed Edward Norton, tutti impegnati in una gara di bravura. Un semplice invito a cena, con tour della casa, è la scusa con cui i primi due, non proprio abituati ad avere ospiti, invitano l’altra coppia. I nuovi vicini di casa, Hawk e Pina, fino a quel momento conosciuti solo attraverso le intense attività notturne ascoltate dall’altra parte del soffitto, piombano nella vita di Angela e Joe come un soffio di libertà dentro un matrmonio troppo stretto: il punto è capire in quale parte della stanza ci troviamo noi stessi.

Tratto da un’opera teatrale di Cesc Gay e remake dell’adattamento cinematografico Sentimental, diretto dallo stesso regista catalano, The Invite è stato preceduto dalle versioni più disparate, tra Svizzera, Francia, Corea del Sud e addirittura Italia (il mediocre Vicini di Casa di Paolo Costella). Insomma, al di là dei remake dell’originale spagnolo, film di questo tipo, tutti ambientati in una o due stanze, il cinema è piuttosto ricco, da Carnage di Roman Polanski a The Party di Sally Potter fino al recente La Riunione di Condominio di Santiago Requejo (tutti ottimi film, per citarne tre a caso). Eppure, quando mi sono seduto sulla poltroncina del cinema e The Invite è cominciato, ho subito capito che mi sarei divertito parecchio. Se vi state chiedendo come, posso dirvi che è bastata una citazione del mio amato Oscar Wilde, omonimo della regista (ma non c’è alcuna parentela), a suggerirmelo: Bisogna essere sempre innamorati. Ecco perché non ci si dovrebbe mai sposare.

Olivia Wilde gioca benissimo con la tensione, intesa sia come chimica sessuale sia come timbro di ostilità, ed è per questo che il suo lavoro è così valido, nonostante si basi su premesse non del tutto originali. In meno di due ore The Invite riesce a mettere in scena una sfilza di gag brillanti e dialoghi al fulmicotone (si nota la mano della co-sceneggiatrice Rashida Jones, che in più di due anni sul set di The Office qualcosa sulla comicità l’ha imparata bene), oltre a una disamina piuttosto cruda sui limiti del matrimonio e sui desideri repressi di una normale coppia di piccoli borghesi disillusi, come ce ne sono a migliaia, anche a due passi da noi. La regista si diverte a separare le coppie, mischiarle, far crescere la tensione tra la stravagante e ansiosa Angela e il placido e affascinante Hawk, uniti da una ridicola passione per i tappeti, e contenere la frustrazione di Joe grazie al fascino di Pina (e agli effetti di una canna). Poi le coppie tornano insieme, procedendo senza intoppi fino al vero punto di svolta.

Molti di voi prima o poi vedranno questo film su piattaforma, seduti sul divano di casa o a letto, come capita spesso a me, a voi, a tutti. Mi permetto però di sottolineare che buona parte della riuscita di questa spassosa commedia risiede nel piacere di guardarla dentro una sala gremita, accompagnata dalle risate di tutte le file del cinema: è stata una delle cose che ho preferito. Sono quei casi in cui il cinema diventa un’esperienza contagiosa e sarebbe davvero un peccato perdersela.

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