Capitolo 273

Winter is coming. Ma non così in fretta, anche se questo antipasto a base di pioggia torrenziale è un’ottima scusa per restare al caldo e all’asciutto per vedere e rivedere film. Riprendiamo le sani abitudini, che non fanno mai male. In questo capitolo quasi 6 film (vi spiegherò perché quasi) e il rewatch di una trilogia che porto nel cuore, nello stomaco, nella testa e in molte altre parti del corpo (no, quelle no). Spoilerone: ho finito Friends. Leggere per credere.

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Recensione “The Irishman” (2019)

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Martin Scorsese è come quell’amico che speri sempre di trovare ad una festa, perché senza di lui mancherà sempre quella certa atmosfera. Per fortuna il nostro alla Festa del Cinema di Roma si presenta eccome, con uno dei suoi film più chiacchierati (sia per la rimpatriata di attori che per la distribuzione su Netflix), che è puro Scorsese anni 80, forse meno iconico, volendo anche meno divertente, ma senza dubbio più maturo, più amaro, più malinconico, con una lunga riflessione sulla mortalità, sul passare del tempo e sul rimpianto.

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Recensione “El Camino” (2019)

L’attesa è finita: 6 anni dopo la fine di “Breaking Bad” possiamo finalmente conoscere il destino di Jesse. Il film è esattamente come ce lo si poteva aspettare, almeno da un punto di vista narrativo: 80% fan service, 20% vero film. Per usare le parole dello stesso Vince Gilligan, creatore della serie e regista del film, “El Camino” è un costante deja vu, una rimpatriata di volti noti che scorre davanti allo schermo, tra passato e presente.

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Capitolo 270

Casa nuova, vita vecchia: questo che state leggendo è il primo capitolo della mia vita da cinefilo scritto nella mia nuova dimora, ancora mezza vuota e invasa da pacchi e scatoloni, con la connessione internet del cellulare in attesa dell’allaccio, ma pronta ad una svolta epocale: per evitare di traslocare quattro pacchi pieni di dvd e per migliorare sensibilmente la qualità della visione, ho deciso che, lentamente e con 130 anni di ritardo, comincerò a trasformare la collezione di dvd in una collezione di blu ray. Ci vorranno pazienza e dedizione (e molti mercatini dell’usato), ma presto o tardi avrò la mia nuova collezione di film. Vi terrò aggiornati.

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Capitolo 267

Sono tornato a Roma già da poche ore, immerso nella malinconia per una vacanza ormai conclusa: mi muovo con passi incerti tra balle di fieno che rotolano sulla via Trionfale e quella sensazione di vuoto che ogni anno fa somigliare questa città al set di “28 giorni dopo”, almeno così sembra in alcuni momenti. Penso a come riuscirò ad elevare l’Inferno di questo agosto romano in un modesto Purgatorio e già sono all’opera per controllare gli orari dei cinema, le arene estive e tutto ciò che serve a trasformare il nulla in qualcosa di bello. Sarà difficile, soprattutto dopo un mese in Paradiso, ma ci proverò.

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Recensione “Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco” (“Saint Seiya – Knights of the Zodiac”, 2019)

Ricordo bene quel 26 marzo del 1990: ero incollato davanti alla televisione in camera di mia madre, sintonizzata su OdeonTv, per l’inizio di questo nuovo cartone animato tanto pubblicizzato nei giorni precedenti, che basava la sua storia sulle battaglie tra questi incredibili cavalieri, individui dotati di grandi poteri, ognuno simboleggiante una costellazione del cielo. Quello che è stato uno dei più amati anime della storia della tv italiana (e non solo), dopo una serie indefinita di seguiti, spin-off e versioni alternative, è tornato ora su Netflix con un reboot ambizioso, a tal punto da riproporre gran parte dei doppiatori originali della serie.

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