Recensione “Homemade” (2020)

Diciassette storie, diciassette cortometraggi ideati e realizzati durante il lockdown, diciassette modi diversi di raccontare la quarantena, la solitudine, l’assenza, la mancanza. Questo è molto più è “Homemade”, una delle chicche nascoste di Netflix, che mette insieme una bellissima collezione di registi internazionali per una serie di cortometraggi originale, a tratti divertente, a tratti alienante, a tratti geniale, sicuramente emozionante. Da Paolo Sorrentino a Pablo Larrain, da Ladj Ly a Maggie Gyllenhaal, da Gurinder Chadha a Kristen Stewart, per chiudere con Sebastian Lelio e Ana Lily Amirpour, solo per citare i nomi più altisonanti.

C’è un po’ di tutto in “Homemade”: Ladj Ly realizza una sorta di spin-off del suo splendido “I Miserabili”, Paolo Sorrentino invece, grazie all’uso di due statuine, gira un corto sulla reclusione usando come protagonisti due reclusi eccellenti, la Regina Elisabetta e Papa Francesco, ottenendo senza dubbio la palma per l’originalità. C’è la commedia romantica di Rungano Nyoni, dove due fidanzati si separano via whatsapp, oppure la storia fantascientifica di Maggie Gyllenhaal, dove la Luna sta diventando sempre più grande a causa del virus e un uomo riceve dei segni piuttosto bizzarri da parte della defunta consorte. Antonio Campos invece sceglie il thriller, con il ritrovamento di un uomo privo di sensi da parte di una bambina, che porterà ad una serie di eventi misteriosi e disturbanti. Su tutti spicca il gioiello di Pablo Larrain: un anziano, prima di morire, chiama via skype una vecchia fiamma per dichiararle per un’ultima volta il suo amore, il finale tuttavia sarà del tutto imprevedibile.

Una serie di riflessioni sull’isolamento, la bellezza delle menti creative che incontra la spietata realtà di questi ultimi mesi. Perché tra i tanti ruoli che possiamo affidare all’arte, c’è anche quello di mostrarci ciò che già conosciamo da un punto di vista diverso, originale, creativo, poetico o, per l’appunto, artistico. Un insieme di lavori diversissimi tra loro, schizofrenici nel continuo cambio di registro, atmosfere e luoghi (si va da Roma a Santiago del Cile, passando per Los Angeles, il Giappone, il Messico, Berlino, Parigi e molte altre città), tutti però uniti da un denominatore comune: la quarantena atta a contrastare la diffusione del Covid 19. Un bellissimo coro di voci che un giorno ci aiuterà a ricordare e in qualche modo a comprendere cosa ha significato per noi restare chiusi in casa per così tanto tempo. Un’evasione artistica e cinefila in cui, nonostante il virus, possiamo apprezzare come la bellezza di ciò che ci è mancato durante l’isolamento sia l’antidoto giusto contro ogni grigiore del quotidiano.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Celia ha detto:

    So che hai sospeso il progetto “foto di gente con lavagnetta che dichiara il proprio film preferito”, ma nel caso ti tornasse utile, sappi che sono, ancora per una settimanella, alla Garbatella: disponibile ad un ritratto foto-filmico in regolamentare mascherina 😉

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    1. AlessioT ha detto:

      Ho ripreso proprio da pochi giorni il progetto Film People ma purtroppo non sono a Roma. Se dovessi tornare nei paraggi ad agosto o settembre fammi sapere, sarei contentissimo di fotografarti! 🙂

      filmpeopleproject.wordpress.com

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      1. Celia ha detto:

        Sarà fatto.

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  2. Alessandra ha detto:

    Per ora ne ho visti solo due (ero impegnata nella revisione totale di Dark, cosa che mi ha illuminata ulteriormente su tutti i particolari della serie), ma conto di vedere tutti gli altri al più presto. Tra i due che ho visto c’è quello di Sorrentinto: bellissimo!

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    1. AlessioT ha detto:

      Mi raccomando quello di Larrain… 😉

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  3. Alessandra ha detto:

    Poi l’ho visto, sono arrivata all’11° corto. Mitico quello di Larrain!

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