Festa del Cinema di Roma 2021 – Parte VI

Venerdì 22 Ottobre 2021
Penultimo giorno di proiezioni, per quanto mi riguarda, visto che domenica non ho alcun interesse a vedere il film di chiusura di Chloe Zhao, “Eternals”, soprattutto a causa di una trama agghiacciante: “Un’epica storia che abbraccia migliaia di anni e vede protagonisti un nuovo team di Super Eroi immortali, costretti a uscire dall’ombra per unirsi contro il più antico nemico dell’umanità, I Devianti”. L’unica devianza domenica sarà uscire di casa per andare a vedere Angelina Jolie (e pure Jon Snow, dai) in conferenza stampa, per il resto il mio programma domenicale sarà formidabile, tipo frittatona di cipolle, famigliare di Peroni gelata e Roma-Napoli. In questo penultimo giorno dunque mi dirigo all’Auditorium per vedere Red Rocket, di cui so poco o nulla, ma dalla sinossi intrigante. Poco prima di entrare in sala incontro un’amica che mi dice che sta andando a vedere il film di Sean Baker e nella mia testa comincia a muoversi finalmente qualcosa. Improvvisamente mi ricordo che Baker è uno dei miei registi preferiti degli ultimi anni (“Tangerine” e soprattutto “The Florida Project” sono pazzeschi) e che questo suo nuovo film era stato pochi mesi fa in selezione ufficiale a Cannes. Quindi scopro solo cinque minuti prima della proiezione che un film che sono andato a vedere quasi per caso è il nuovo film di quel Sean Baker e sono improvvisamente eccitatissimo.

La storia è interessante (un ex famoso attore porno, ora squattrinato, torna nel paesino del Texas dove è cresciuto e dove nessuno lo vuole vedere per chiedere ospitalità alla ex moglie e cercare di ricominciare, nonostante il suo passato e il suo ego siano piuttosto ingombranti) ma la grandezza del film è in un protagonista sopra le righe e assolutamente geniale, Simon Rex, fino a ieri celebre per mediocri parodie (tra cui buona parte della saga di “Scary Movie”) e B-movies. Rex sfodera un’interpretazione pazzesca, la macchina da presa lo pedina in ogni scena e si appoggia letteralmente sulla sua verve, sulle sue capacità istrioniche, sui suoi ammiccamenti e il suo entusiasmo. Il suo Mikey alla fine è un personaggio sempre positivo, sempre preso a bene nonostante le circostanze (e nonostante sia fondamentalmente un bastardo). Il film non è ai livelli del precedente capolavoro di Sean Baker, ma parliamo comunque di un ottimo prodotto, originale, reso ancor più interessante dalle atmosfere fangose del Texas più infimo e dalla freschezza della Lolita di turno, Suzanna Son. Al di là di tutto l’ormai cinquantenne Baker si conferma uno dei registi più interessanti della sua generazione, insieme a Baumbach e pochi altri.
Finito il film, non avendo trovato biglietti per la replica di Cyrano con Peter Dinklage, me ne torno di gran corsa a casa per pranzare e lavorare. Il giorno seguente sarà lungo e impegnativo.

Sabato 23 Ottobre 2021
La sveglia suona alle 7.30 ma mi alzo con il sorriso visto che affrontare il percorso casa-Auditorium nel weekend è stupendo: a quest’ora non ci sono automobili in giro e guidare per Roma è di una bellezza mozzafiato, una cosa che mi capita solo durante la Festa del Cinema e cerco sempre di godermela fino in fondo. Tutto sembra andare a meraviglia, non c’è traffico, in radio passano “Pet Sematary” dei Ramones e ho addirittura il tempo di fermarmi per godermi due passi su Ponte Sant’Angelo deserto. Poi torno in macchina e sempre di ottimo umore arrivo finalmente all’Auditorium, dove trovo un eccellente parcheggio proprio all’ingresso. Prendo un caffè al bar, mi siedo al tavolino e assaporo la freschezza della mia ultima mattinata di questa Festa. Va tutto bene dunque, almeno fino a quando non guardo il nuovo film di Pif: E noi come stronzi rimanemmo a guardare, che ho già ribattezzato “E noi come stronzi ci alzammo alle 7 per vedere sto film”. Pif in questa sua ultima fatica analizza, in chiave ironica, il rapporto tra l’essere umano e la tecnologia (l’algoritmo!), usando il faccione pacioso e sempre simpatico di Fabio De Luigi per questa sua versione di Black Mirror all’italiana. La sala rideva spesso anche a cose che a me sembravano assolutamente non divertenti (problema mio) e le uniche scene davvero carine sono i duetti tra il protagonista e il suo coinquilino Pif, che forse avrebbe dovuto ritagliarsi maggiore spazio all’interno del film. Addirittura nel finale (non è uno spoiler) viene clamorosamente rivelato che a dare informazioni sulle nostre vite ai social siamo stati addirittura noi, come se questa informazione fosse una rivelazione incredibile e inaspettata. Pif gira un film che forse sarebbe potuto apparire interessante dieci anni fa, ma oggi, che sappiamo tutto su algoritmi, app e sul ricatto della tecnologia nei confronti di rider e lavoratori, sembra già vecchissimo. Insomma due ore perse e, cosa peggiore, per vedere questo film ho saltato un documentario molto interessante girato da Bruce Weber e dedicato al fotografo italiano Paolo Di Paolo, oggi novantacinquenne (e meravigliosamente commosso dai tanti applausi ricevuti in conferenza stampa, dove la sala era piena in attesa di Tim Burton, ed è stato bello far parte di questo applausone collettivo per il fotografo). A proposito, andate a cercarvi su Google la foto che Paolo Di Paolo ha scattato a Marcello Mastroianni dentro un bar, in penombra: solo guardandola ho capito di essermi perso un grande documentario stamattina.

Non ho ancora trovato il biglietto per l’incontro con Tim Burton e quando finalmente lo rimedio decido di cederlo a colui che mi aveva permesso di entrare all’incontro con Quentin Tarantino, per ricambiare il favore. Mi “sacrifico” con piacere: senza quell’incontro di martedì scorso la mia presenza alla Festa quest’anno avrebbe avuto davvero poco senso, quindi sono molto felice di cedere il posto. Incontro però Tim Burton in conferenza stampa e lo ascolto parlare di svariate cose: dalla sua paura più grande, ovvero stare su un palco a rispondere alle domande dei giornalisti (!), al personaggio dei suoi film con il quale si identifica maggiormente (Ed Wood, ovviamente, ma cita anche Edward Mani di Forbice). Si parla della futura serie Netflix sulla Famiglia Addams al suo desiderio di tornare a lavorare in stop motion. La conferenza stampa è lunga ma scorre senza grandissimi guizzi, ho trovato tuttavia interessante la risposta alla domanda su quale fosse la più grossa bugia mai detta su di lui: “Non è vero che sono una persona cupa, i miei personaggi spesso lo sono e per questo si è cominciato a pensare che lo fossi anche io, invece no”. Tra una risposta e l’altra butto un occhio al cellulare ed esulto per la doppietta di Pinamonti, che ho al Fantacalcio, quindi la conferenza finisce e un’orda barbarica di fan, misti a bimbiminchia, si lancia come un terremoto sotto il palco per chiedere autografi. Ne approfitto per avvicinarmi e scattare qualche foto, temendo però per la mia incolumità.

All’uscita resto a bighellonare un po’ in zona red carpet, dove poco dopo ritrovo nuovamente Tim Burton, in procinto di farsi il tappeto rosso prima dell’incontro con il pubblico. Resto a spizzare, più che altro perché so che oggi è l’ultimo giorno di Festa, l’ultimo giorno in cui vedrò tutta questa gente in giro e l’ultimo giorno mi rende sempre malinconico. Continuo a fare su e giù per l’area red carpet ancora per un po’, dopodiché decido che è arrivato il momento di lasciare l’Auditorium e di rilassarmi con una bella pinta di birra a Garbatella, sotto casa. Domani farò un salto per la conferenza stampa di Angelina Jolie, come dicevo in apertura, ma sarà una formalità, anche perché andrò solo per scattare qualche foto all’attrice, non per sentire cosa avrà da dire il cast sul film Marvel che proietteranno in mattinata. La Festa dunque si chiude praticamente oggi per me, in termini di numeri è stata un’edizione stupefacente, con sale sempre piene, spesso sold out, e alcuni highlights davvero notevoli. Ho visto quattro-cinque film bellissimi, un paio di cazzate e un altro buon film: è stata la Festa in cui ho guardato meno film, ma sono comunque soddisfatto della mia selezione. Per il resto c’è sempre quell’antico adagio della mia vita da cinefilo, che recita, come sempre, che finché c’è un film da vedere c’è ancora un motivo per essere felici. In questi giorni, di motivi, ne ho avuti parecchi. Il lato positivo comunque è che da domani finalmente si dorme: ciao Festa del Cinema, se tutto va bene ci si vede l’anno prossimo.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Madame Verdurin ha detto:

    Che bella esperienza questa festa, dai, deve essere stata dura svegliarsi così presto ma credo ne sia valsa la pena. E poi l’hanno fatta giusto per il tuo compleanno, no?

    Piace a 1 persona

    1. AlessioT ha detto:

      Sì, per fortuna alla fine è stata più bella di quanto mi aspettassi, anche se quest’anno ho visto pochissimi film rispetto al solito e sono stato meno presente causa compleanno, hangover e lavoro 😀

      "Mi piace"

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