Capitolo 408: Sognando Sorogoyen

Ultimi scampoli di primavera, con la bella notizia di poter vedere film al cinema a soli 3,50 euro. Già, perché vi ricordo che fino al 12 giugno tutti i film presenti in sala avranno questa riduzione (così come dal 21 al 25 settembre), mentre da venerdì prossimo al 20 settembre a costare 3,50 saranno tutti i film italiani ed europei. Cavolo, il Cinema è in Festa, approfittiamone! Per il resto, come avrete intuito dal titolo di questo capitolo, sto spazzolando l’intera filmografia di Sorogoyen, quasi tutta disponibile su Prime Video. Vi lascio ai film!

Madre (2018): Nel 2017 Rodrigo Sorogoyen realizza uno splendido cortometraggio, che riuscirà a finire addirittura nella cinquina degli Oscar. L’anno seguente il regista spagnolo costruisce intorno a quel corto una storia bellissima, intensa, che colpisce dall’inizio alla fine. I primi dieci minuti (tratti appunti dal corto di cui sopra) sono pazzeschi, non riesci quasi a respirare e pensi di continuo: “Ma che film sto vedendo?”. Quando l’asticella si alza in questo modo, poi è difficile accettare che il resto del film non sia allo stesso livello, seppur comunque validissimo. Non vi dico nulla per non rischiare di rovinarvi la bellezza di vedere quei primi dieci minuti con un bagaglio eccessivo di informazioni ma, vi prego, andate su Prime Video e guardatevi quella sequenza iniziale. Poi, ovviamente, guardate anche il resto del film, che è bellissimo. Che regista Sorogoyen (avete visto As Bestas, sì!).
•••½

Stockholm (2013): Il film d’esordio di Sorogoyen (se escludiamo 8 Citas, co-diretto insieme a Peris Romano) racconta la storia di un ragazzo e di una ragazza che si conoscono una sera in un locale e passano la serata insieme. L’impianto teatrale è evidente, ci sono praticamente solo due personaggi in scena che discorrono tutto il tempo, la struttura però non funziona sempre, nonostante il gioco delle parti tra i due personaggi sia interessante, anche se a tratti risulta più un esercizio di stile. Film acerbo, ma si vede il potenziale di un grande autore interessato alle mille sfumature delle relazioni umane (come vedremo, meglio, nelle sue opere successive). Anche questo lo trovate su Prime.
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I Fiumi di Porpora (2000): Nell’autunno 2000, mentre la Roma cominciava la sua cavalcata verso lo scudetto, c’era un adolescente che andava a vedersi al cinema ben due volte questo film di Mathieu Kassovitz. Ovviamente ero io, fissato a tal punto da leggermi pure il libro di Grangé, ambientato in un paese alpino della Francia dove si verificano strani omicidi. Al tempo stesso un brutto episodio del passato torna a bussare dal silenzio in cui era sepolto. Jean Reno indaga sui primi, Vincent Cassel sul secondo, finché le due piste non coincidono: il film funziona alla grande e mi piace ancora tanto, è coinvolgente, a tratti ironico, l’unica pecca è averlo trovato in tv completamente ridoppiato (e, come spesso accade in questi casi, il confronto con il doppiaggio precedente è impietoso e mi ha decisamente rovinato il rewatch). Uno dei migliori thriller della sua generazione.
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Sognando Beckham (2002): Dopo averlo visto al cinema al momento dell’uscita, non avevo mai più rivisto questo bel film di Gurinder Chadha, sempre abile nel raccontare i contrasti tra culture differenti: in questo caso la famiglia della protagonista, indiana, vorrebbe che la ragazza trovasse un uomo da sposare e che magari si occupasse di faccende più “femminili” (ho messo le virgolette eh!). Lei invece ama David Beckham e vuole solo giocare a calcio insieme alla sua inseparabile amica Keira Knightley, qui nel ruolo che l’ha lanciata nel cinema (l’anno dopo arriverà la consacrazione con La Maledizione della Prima Luna e Love Actually). C’è qualche cliché di troppo, ma non importa, perché il film è fresco, divertente, infarcito di simpatici equivoci e bei personaggi. Trovato in tv qualche sera fa, della stessa regista vi consiglio caldamente anche Blinded By The Light.
•••½

Che Dio Ci Perdoni (2016): Su Prime Video c’è praticamente tutta la filmografia di Sorogoyen (tranne il più bello, il recente As Bestas), oltre alla serie Dieci Capodanni che invece è disponibile su RaiPlay (l’altra serie, Antidisturbios, non è invece disponibile da nessuna parte). Quest’opera del 2016 è un thriller sorprendente, con qualche debito con Seven, Memorie di un Assassino e forse Il Segreto dei Suoi Occhi (con le dovute proporzioni): in una Madrid invasa dai pellegrini per l’imminente arrivo di Papa Ratzinger, due ispettori di polizia molto diversi tra loro (uno fumantino e violento, l’altro riflessivo e intuitivo), danno la caccia all’assassino che violenta e uccide le anziane signore del quartiere. C’è tutto ciò che ti aspetteresti in un bel thriller e la due ore di film filano via che è una bellezza. Da vedere, anche perché il protagonista è un incrocio tra Dustin Hoffman e Leo Messi.
•••½

L’Attimo Fuggente (1989): Lo avevo rivisto un anno fa, proprio a giugno, ma quando passa in tv, appena cominciato, come fai a cambiare canale? Certo, vederlo da adolescente produce un effetto molto più dirompente che guardarlo per l’ennesima volta da adulto (?), ma la bellezza della storia e la trascinante potenza del finale, nonostante la retorica, è sempre intatta. Forse il miglior Robin Williams mai visto e senza dubbio il miglior film ambientato in una scuola che sia stato mai girato. Nonostante un giovane e già bravissimo Ethan Hawke, i miei personaggi preferiti, tra gli studenti, sono sicuramente il ribelle Nuwanda e il romantico Knox.
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Tokyo Godfathers (2003): Ho riscoperto un artista totale come Satoshi Kon solo negli ultimi anni e, dopo Perfect Blue e Paprika, sono riuscito a vedere finalmente anche questo film del 2003, tratto da un romanzo del 1913 già adattato da John Ford nel film In Nome di Dio del 1948 (distribuito anche con il titolo Il Texano). Tre clochard trovano tra i rifiuti una neonata e, nonostante opinioni diverse, si lanciano tra le strade di Tokyo alla ricerca dei genitori della bambina. L’odissea che ne verrà fuori sarà un percorso tra le tante sfaccettature della città, in una storia intrisa di amicizia, rimpianti e, soprattutto, perdono. Disegni come sempre strepitosi, la Tokyo invernale e notturna è incantevole, il film è bellissimo.
•••½

Fuori (2025): Avevo buone aspettative su questo film di Mario Martone e forse sono rimasto un filo deluso. Sia chiaro, è un film molto ben diretto, con Valeria Golino e Matilda De Angelis davvero superlative, il problema è che non ci sono entrato. La storia, ispirata al periodo di detenzione della scrittrice Goliarda Sapienza, non racconta soltanto l’esperienza in carcere, ma soprattutto (come suggerisce il titolo) la vita fuori da Rebibbia, l’emarginazione dai circoli borghesi a cui la protagonista aveva preso parte in passato per ritrovarsi solo nella sorellanza con le sue compagne di cella. Va tutto bene, se non che a mancare sono proprio le emozioni. Lungi da me insegnare il mestiere a Martone, ma che spreco sbolognare quella bellissima scena in cui le tre protagoniste fanno la doccia insieme in venti secondi: Paolo Sorrentino, ad esempio, avrebbe messo una bella canzone italiana in sottofondo, forse qualche abbraccio in più, e avrebbe reso quella sequenza qualcosa da attaccare alla retina degli spettatori. Al di là di questa riflessione, un buon film, ma stavolta ci avevo sperato davvero in qualcosa di più grande.
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2 risposte a “Capitolo 408: Sognando Sorogoyen”

  1. Avatar Austin Dove

    io Fuori l’ho trovato noiosissimo, con la protagonista che non era il personaggio più interessante

    invece, Sognando Beckham è proprio bellino, l’ho rivisto durante le vacanze invernali per prepararmi a un lavoro di sceneggiatura 🙂

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