Recensione “Dark” – Stagione 2 (2019)

Bentornati a Winden, anche se, come ormai abbiamo compreso, non è importante il dove, ma il quando. La serie tedesca, un cult istantaneo alla sua uscita nel dicembre del 2017, ritorna con una seconda stagione che invece di dissipare i dubbi, li amplifica, in un loop di intermittenze cerebrali che potrebbe quasi far invidia a David Lynch (ho detto quasi, non scaldatevi). Un consiglio: all’inizio di questa seconda stagione non è previsto alcun riassunto della prima, quindi fareste bene a rivedere la stagione precedente se volete minimamente sperare di comprendere qualcosa di questa nuova appena uscita (altrimenti visitate questo sito, creato appositamente da Netflix per aiutare a districarvi). Pronti a saltare nel tempo? Dopo l’immagine della macchina del tempo si entra in una pericolosissima zona Spoiler, quindi siete avvisati. La materia oscura ci sta per avvolgere…

Allora, prima di cominciare, un brevissimo riassunto: la città di Winden ha vissuto la sparizione di diversi bambini, al centro di una battaglia senza fine tra il bene e il male. Il giovane Jonas si ritrova coinvolto nel bel mezzo della situazione e dovrà andare avanti e indietro nel tempo per salvare le persone che ama da un imminente disastro nucleare. I protagonisti della serie scopriranno dei collegamenti impensabili tra di loro e le rivelazioni di questa seconda stagione saranno sconvolgenti anche per gli spettatori, roba da far sembrare il salto nel passato di Mikkel, che poi sarebbe diventato il padre di Jonas, come un’inezia da quattro soldi.

La seconda stagione è coinvolgente tanto quanto la prima, non si riesce davvero a smettere di guardare, è piena di rivelazioni che lasciano a bocca aperta, nonostante un finale che puzza un po’ di presa in giro: “La domanda non è da quale epoca vengo, ma da quale mondo”(!!). Ma va bene anche questo, perché già sappiamo che sarà in qualche modo giustificato da un’altrettanto folle terza stagione (che stanno già girando: sarà anche l’ultima).

Abbiamo scoperto che la centrale di Winden è una sorgente del bosone di Higgs, ovvero della particella di Dio, che è il vero segreto dei viaggi del tempo, permettendo alla “macchina del tempo” di funzionare. Un altro punto fermo della serie, motivo di gran parte delle tensioni che abbiamo vissuto, è che il destino è uno ed è ineluttabile, al contrario di ciò che ci aveva insegnato “Ritorno al Futuro”: il passato non si può cambiare, è un ciclo infinito in cui tutti gli eventi che sono già accaduti devono accadere, al di là (o proprio per) delle interferenze causate dai viaggiatori del futuro. Tutto ciò viene sottolineato dall’uso quasi smodato del cosiddetto “Paradosso Bootstrap”, che ci viene ben spiegato dal creatore della macchina del tempo H.G. Tannhaus: “Un oggetto o un’informazione proveniente dal futuro viene rinviata al passato che crea un ciclo senza fine in cui ogni oggetto non ha più alcuna vera origine. Esiste senza essere stato creato”. Chiarissimo no? Vi faccio un esempio: Claudia Tiedemann va nel 2020 e scopre che suo padre Egon morirà in circostanze misteriose il 27 giugno del 1987: una volta tornata nel suo tempo decide di trascorrere quel giorno con il padre per evitare che muoia ma sarà invece proprio lei a causare l’incidente in cui Egon resterà vittima (“Sei tu il Diavolo Bianco”, le sue ultime parole, da brividi).

Tra le rivelazioni più assurde di questa seconda stagione c’è la figura di Adam, il vero antagonista della serie (che quindi non è Noah): Adam in realtà è un irriconoscibile Jonas da vecchio (66 anni dopo, per l’esattezza), un viaggiatore del tempo che ha creato la sua base nel 1921 e che è riuscito a creare una macchina del tempo che lo può portare ovunque in qualunque momento, senza dover rispettare il ciclo di 33 anni (i cicli sono gli unici periodi in cui i viaggiatori possono spostarsi nel tempo, a causa dell’allineamento tra Sole e Luna, che avviene appunto ogni 33 anni). Adam e la sua setta “Sic Mundus” (in cui sono finite pure le versioni adulte di Magnus e Franziska!) vogliono rompere il ciclo di eventi che vanno avanti in un loop infinito dichiarando guerra al Tempo stesso. Un po’ contorto: in realtà Adam vuole distruggere il mondo. Un’altra rivelazione clamorosa riguarda sempre Jonas: in un bel confronto tra il ragazzo e suo padre, si scopre che è stato proprio Jonas a condurre Mikkel nelle grotte, facendolo così finire nel 1986! Questo perché, come dicevamo prima, Jonas è nato e quindi non può impedire a Mikkel di tornare indietro nel tempo e diventare suo padre, perché gli eventi già accaduti non possono essere modificati. Subito dopo aver ritrovato suo padre è proprio lui, dopo l’intervento di Claudia, a far capire al Michael/Mikkel che deve suicidarsi (che è l’inizio della prima stagione, come ricorderete), perdendolo nuovamente. Questa cosa non ha senso secondo me, ma è una scena davvero devastante.

In questa stagione inoltre ci viene confermato che Hannah è una stronza: già da piccola aveva denunciato un falso stupro a causa della sua gelosia, ora torna addirittura nel tempo per liberarsi di Ulrich, reo di non averla mai amata. A proposito di Ulrich, scoprire che è stato arrestato nel 1953 e da allora è rimasto sempre rinchiuso in un istituto psichiatrico è una rivelazione scioccante per uno dei protagonisti assoluti della prima stagione. Il suo incontro con Mikkel tuttavia è davvero toccante, con buona pace di Tiedemann che ci ha messo tipo 200 anni per capire la verità.

Prima dello strambo finale, la rivelazione più grande di tutta la seconda stagione riguarda la verità sui genitori di Charlotte: suo padre è Noah, che per salvarla da un mondo post-apocalittico è tornato indietro nel tempo per affidarla a Tannhaus. Già questo sarebbe tremendo, se non fosse che sua madre in realtà è sua figlia Elizabeth (!!!!). La piccola sordomuta di casa Doppler nel futuro è il leader dei sopravvissuti, è stata con Noah e ha messo al mondo sua madre Charlotte: Elizabeth e Charlotte sono quindi madre e figlia l’una dell’altra, al tempo stesso. Cose da pazzi.

Dulcis in fundo, il finale: Marta è viva, ma viene da un altro mondo (??). Dopo aver visto se stessa morta, uccisa da Adam, usa una macchina del tempo molto più moderna per salvare Jonas dall’Apocalisse, portandolo con sé in un altro dove e quando, facendo calare il sipario sulla stagione 2 di “Dark”. Dunque, un finale così, in cui viene messo in ballo addirittura un mondo parallelo, potrebbe far storcere il naso. Innegabilmente la seconda stagione, come la prima, si è rivelata un pozzo senza fondo di sorprese, emozioni, colpi di scena e rivelazioni, facendo davvero impallidire ogni storia riguardante i viaggi nel tempo (e diciamolo: quanti di noi vorrebbero tornare cinque minuti indietro nel tempo per dare quel bacio in riva al lago che non siamo stati capaci di dare quando abbiamo vissuto in quel tempo?).

A questo punto, è spontaneo cominciare già a pensare alla terza stagione di “Dark”: sarà l’ultima e questo è un buon segno, visto che i creatori avevano in mente tre stagioni sin dall’inizio (verrà dunque evitato l’effetto “Lost”, cioè di dover allungare forzatamente il brodo pur di far contenti i fans). Le domande sorgono già a fiumi: ancora una volta ci dobbiamo domandare dov’è finito Jonas e sopratutto, da che mondo proviene Marta? Come ha fatto Jonas a diventare Adam (sia psicologicamente che fisicamente)? Un’altra cosa: sappiamo che Magnus e Franziska hanno sposato la causa di Adam, ma Jonas adulto oltre a loro due salva anche Bartosz: che fine fa il giovane Tiedemann? Potrebbe esserci una minima possibilità che dietro Adam in realtà ci sia lui? Certo, Adam si commuove rivedendo il ciondolo con la moneta che era stato il simbolo dell’amore tra Jonas e Marta, ma anche Bartosz è stato innamorato di Marta e quindi potrebbe, tramite Adam, aver incasinato la vita di Jonas per risentimento personale (facendogli credere di essere lui da vecchio) e ucciso Marta per lo stesso motivo, anche se poi si ritrova a doverla piangere. Dietro questa teoria c’è anche il fatto che Adam è davvero irriconoscibile dietro le sue cicatrici (lui dice che viaggiare nel tempo ha rovinato il suo corpo, ma anche Claudia ha viaggiato spesso eppure è invecchiata normalmente), motivo per cui potrebbe davvero essere chiunque.

Con questo dubbio atroce e con questa folle teoria vi lascio friggere insieme a me nella mia stessa padella per un altro anno, quando uscirà la terza stagione di “Dark”: l’appuntamento, salvo ritardi imprevisti, è per il 2020. Perché la domanda non è “dove”, ma sempre e soltanto “quando”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.