Capitolo 255

Ultimo capitolo dell’anno, subito dopo la due giorni natalizia. Avete fatto scorpacciata di film? Siete andati al cinema? Vi siete fatti regalare dvd o blu ray? Avete rivisto “Una Poltrona per Due” in tv? Fatemi sapere com’è andata la vostra festa del Sol Invictus (o il Natale, dipende dai punti di vista!): io, in attesa di pubblicare a breve la Top 20 del 2018, vi lascio con questa bella lista di film visti.

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Recensione “Homecoming” (2018)

Se cercate una serie da vedere tutta d’un fiato, coinvolgente e al tempo stesso rapida, “Homecoming” è la risposta. Dieci episodi, ciascuno di circa trenta minuti, senza alcuna sotto-trama riempitiva, tutti ricchi di tensione e, nonostante il ritmo compassato, pieni di contenuti. La serie creata da Eli Horowitz e Micah Bloomberg potrebbe essere un buon oggetto di studio per una scuola di sceneggiatura: sin da subito viene mostrata un’indagine a proposito di qualcosa che è successo, che però sarà rivelato solo nel finale, fornendoci puntata dopo puntata qualche elemento in più per assemblare il puzzle finale.

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In arrivo l’XI° Edizione della Top 20 di UVDC

Dal lontano 2008, ogni anno, vi propongo (propino?) la mia annuale classifica dei miei 20 film preferiti usciti nelle sale italiane durante l’anno solare. Quest’anno siamo giunti all’undicesima edizione di questo appuntamento annuale: sin dal primo anno, come se fosse un festival o una cerimonia di premiazione (UVDC Awards!), realizzo un manifesto per presentare la classifica. Sul poster di quest’anno ho scelto il nostro Marcello Mastroianni, simbolo del cinema italiano e magnifico attore, di cui sentiamo davvero molto la mancanza. Qui di seguito il manifesto e più in basso tutti i poster dal 2008 al 2017 (qual è il vostro preferito?). Restate nei dintorni, perché tra pochi giorni arriva la Top 20 del 2018! Vi auguro un buon 24 e 25 dicembre cinefilo, a prestissimo.

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Recensione “Springsteen on Broadway” (2018)

Qualcuno più bravo di me una volta ha scritto: “La poetica di Springsteen è lì, nell’esplorazione della distanza fra il luogo sognato e quello vissuto. Il suo coraggio è di intravedere, nell’inferno terrestre, una possibilità di luce. Ogni volta che contempla la fine, ci propone una ripartenza”. Non potrebbero esserci parole migliori per definire “Springsteen on Broadway”.

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Recensione “Benvenuti a Marwen” (“Welcome to Marwen”, 2018)

Sarà capitato a molti di noi, in un momento di difficoltà, di trovare consolazione in qualcosa di creativo, o più in generale nell’arte. C’è magari chi, dopo un lutto, si è messo a dipingere, chi, dopo aver rotto con una ragazza, ha cominciato a scrivere un romanzo, oppure semplicemente chi ha trovato rifugio nelle canzoni o nei film per sconfiggere i propri demoni del momento.

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Recensione “Suspiria” (2018)

L’atteso “Suspiria” di Luca Guadagnino è un film che vive di pulsioni e istinto, di angosce e agitazioni. È un remake sorprendente, che probabilmente dividerà i cultori del film originale di Dario Argento, così ben radicato nell’immaginario cinematografico da rendere rischioso e pericoloso qualunque tentativo di riarrangiamento. Guadagnino eppure nell’occhio del ciclone sembra sentirsi a suo agio e riesce a realizzare qualcosa di totalmente nuovo, pur restando fedele al mistero di un film che tutti abbiamo visto e amato.

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Recensione “Roma” (2018)

Nel 1970 Alfonso Cuaron aveva 9 anni e viveva nel quartiere borghese di Città del Messico: la colonia Roma, dalla quale prende il titolo il suo ultimo capolavoro. I ricordi d’infanzia del regista, dall’abbandono del padre all’incendio di capodanno, si mescolano alla storia messicana, alle scosse di terremoto e alle rivolte politiche (di incredibile realismo la ricostruzione dell’Holconazo, la strage del 9 giugno 1971), creando un suggestivo e intenso ritratto famigliare all’interno di un contesto più ampio e ben definito: quel che ne esce fuori è un film di una bellezza esorbitante.

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Capitolo 254

Dicembre. L’autunno scivola rapidamente verso l’inverno e, con esso, si avvicina anche il Natale. Questo significa che si avvicina il momento di stilare la classica Top 20 e che quindi ho circa due settimane per recuperare tutti i film “papabili” che ancora non ho visto quest’anno (tipo, giusto per citarne alcuni, “Roma”, “A Star is Born”, “Cold War” e soprattutto “Summer”, che probabilmente non riuscirò a vedere). Due settimane e poco più per la classificona di fine anno. Ce la posso fare.

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Recensione “Juliet, Naked” (2018)

Quando si pensa a Nick Hornby la mente va automaticamente a libri come “Febbre a 90°”, “Alta Fedeltà” o “About a Boy”, tutte opere realizzate negli anni Novanta. Purtroppo quella che probabilmente è la sua migliore opera degli ultimi dieci (e forse quindici) anni non ha avuto la stessa fortuna dei romanzi già citati: sto parlando di “Tutta un’altra musica” (“Juliet, Naked” in originale), altro splendido racconto di amore e rock, che viene riproposto adesso in una pellicola di Jesse Peretz con la speranza di restituire al libro di Hornby il successo che merita.

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