Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 7 e 8

Come vi avevo già annunciato il diario del Giorno 7 ieri non c’è stato perché non mi sono recato all’Auditorium. Riassumerò la giornata di ieri in due righe: Jennifer Lopez fa lo spogliarello in Hustlers, ma soprattutto, e ripeto, soprattutto, c’era Gabriel Omar Batistuta alla Festa del Cinema e io non lo sapevo! Non lo sapevo!! Com’è possibile che mi sia sfuggita una cosa del genere è inspiegabile: presentava un documentario su di lui nella sezione indipendente Alice nella Città (motivo per cui non ne sapevo nulla, visto che il programma di Alice è differenziato rispetto al programma della Festa del Cinema). Sto impazzendo dalla frustrazione, ma vabbè, basta con il Giorno 7, passiamo a ciò che è accaduto oggi.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 6

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Dopo aver visto The Irishman e aver incontrato Martin Scorsese è davvero difficile scendere di livello. Ci puoi provare, ma di fronte ad un tipo di cinema che non solo non può giocare nello stesso campionato, ma che forse non è neanche lo stesso sport, puoi solo restare immobile, a contemplare la cima della montagna, pensando a quanto è stato bello esserci arrivati.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 5

Quinto giorno di Festa del Cinema: solitamente il lunedì è necessariamente un giorno moscio, dopo i fasti del weekend, ma oggi di moscio non c’è stato niente, a partire dal traffico del Lungotevere al mattino, che mi ha bruscamente riportato alla realtà. La proiezione stampa di The Irishman era stamattina alle 9 e l’obiettivo del giorno era di arrivare all’Auditorium entro le 8.30 per riuscire ad accaparrarsi i posti migliori (anzi, i posti e basta, vista la quantità di persone che non sono riuscite ad entrare in sala, per cui è stato deciso di fare una proiezione bis al Teatro Studio alle 9.30).

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Recensione “The Irishman” (2019)

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Martin Scorsese è come quell’amico che speri sempre di trovare ad una festa, perché senza di lui mancherà sempre quella certa atmosfera. Per fortuna il nostro alla Festa del Cinema di Roma si presenta eccome, con uno dei suoi film più chiacchierati (sia per la rimpatriata di attori che per la distribuzione su Netflix), che è puro Scorsese anni 80, forse meno iconico, volendo anche meno divertente, ma senza dubbio più maturo, più amaro, più malinconico, con una lunga riflessione sulla mortalità, sul passare del tempo e sul rimpianto.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 4

Se ieri, sabato, il programma è stato intenso e bellissimo (sia a livello di film che di incontri), non si può dire lo stesso della giornata di oggi, una domenica piuttosto grigia, non solo da un punto di vista meteorologico. Due film, entrambi debolucci (anche se ho l’impressione di aver mancato il film migliore del giorno, che recupererò domani) e poi nel pomeriggio gli incontri con Bret Easton Ellis e Fanny Ardant, ai quali non ho potuto assistere.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 3

Da che mondo è mondo il sabato di Festival è il giorno più ricco, ma non mi sarei mai aspettato che sarebbe stato così impegnativo. Il motivo è che questo è probabilmente il primo anno su 14 edizioni in cui riesco ad entrare a tutti gli incontri tra gli artisti con il pubblico (o almeno a tutti gli incontri a cui decido di presenziare, visto che sarebbe massacrante assistere a tutto il ricchissimo programma della Festa). E così il resoconto di oggi si chiude con due film visti, una conferenza stampa, due incontri con il pubblico e ben 15 immagini raccolte per il progetto Film People.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 2

Altro giro, altra corsa. Il secondo giorno di Festival paradossalmente è uno dei più tosti: non hai la freschezza e l’adrenalina della giornata d’apertura e non hai ancora preso ritmo e abitudine per affrontare 10 ore di seguito all’Auditorium. Quel che peggio, continui ad accumulare ore di sonno da dover recuperare, prima o poi, nella vita. Il bilancio di questo secondo giorno tuttavia è positivo: due film, la conferenza stampa di Ron Howard e l’incontro ravvicinato con Edward Norton.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 1

Il primo giorno di Festa del Cinema è sempre un po’ il giorno delle riscoperte. Riscopri una Roma mattutina che non sei abituato a conoscere, riscopri quanto ti faccia piacere circondarti di persone che dalla mattina alla sera parlano solo di cinema (perché qui non si può proprio parlare d’altro), riscopri quanto sia bello salutare persone che vedi una sola volta all’anno (ogni volta a ottobre sembra una rimpatriata di compagni di scuola), riscopri quanti siano scomode le poltroncine dell’Auditorium, quanto sia pesante la mancanza di sonno e soprattutto riscopri quanto si è disposti a rinunciare in nome di una passione splendida quanto invadente.

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Capitolo 272

La mezzanotte è scoccata da pochi secondi e ho appena compiuto 38 anni. Non è una grande cosa, ma trovo divertente che arrivi il mio compleanno e io mi trovi qui a scrivere di cinema. Deve pur significare qualcosa. Al di là di questo, ultimo capitolo prima della Festa del Cinema, ovvero di quei miei dieci giorni all’anno in cui il mondo si ferma e l’Auditorium diventa il centro dell’universo. Ma di questo parleremo da domani. Torniamo a noi, a me, alla vita (da cinefilo).

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Recensione “El Camino” (2019)

L’attesa è finita: 6 anni dopo la fine di “Breaking Bad” possiamo finalmente conoscere il destino di Jesse. Il film è esattamente come ce lo si poteva aspettare, almeno da un punto di vista narrativo: 80% fan service, 20% vero film. Per usare le parole dello stesso Vince Gilligan, creatore della serie e regista del film, “El Camino” è un costante deja vu, una rimpatriata di volti noti che scorre davanti allo schermo, tra passato e presente.

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