Cosa vedere su RaiPlay

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Non tutti sanno che sul sito di mamma Rai c’è un grandissimo archivio di film da vedere online in streaming gratuito: il servizio si chiama RaiPlay e ce n’è davvero per tutti i gusti, soprattutto cinema italiano (da Sophia Loren a Paolo Villaggio), ma anche ottimo cinema internazionale (da Richard Linklater a Ron Howard). Per aiutarvi a districarvi nell’enorme mare di titoli, segnalerò in questo articolo alcuni film piuttosto rilevanti divisi per categoria. Poi però almeno uno guardatevelo, non fatemi scrivere tutto sto popò di guida per niente (la guida è aggiornata al 22 agosto 2018, se quindi la leggerete nel 2025 e troverete cose diverse non prendetevela con me).

VECCHI FILM STRANIERI (XX° SECOLO)
Dieci piccoli indiani: Una delle tante trasposizioni cinematografiche del capolavoro di Agatha Christie. Questa è del 1965 ed è firmata da George Pollack. Finale diversissimo rispetto al libro. Resta un film piacevole da vedere.

King Kong: Primo film (1933!) di una lunghissima serie di pellicole dedicate al gorilla più celebre della storia del cinema. Un classico intramontabile (e visto oggi anche piuttosto divertente per gli effetti speciali primitivi).

Mission: Filmone del 1986 con Robert De Niro, Jeremy Irons, Liam Neeson e le musiche di Ennio Morricone. Palma d’Oro a Cannes.

Papillon: Steve McQueen e Dustin Hoffman in questo classicone del cinema americano, uno dei più celebri prison movie di sempre, datato 1973.

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno: Film del 1991 che merita sicuramente di essere visto. Una bella storia al femminile, con quattro donne e due generazioni a confronto. Bellissimo.

Susanna: Intramontabile commedia di Howard Hawks, con Katherine Hepburn, Cary Grant e un… leopardo! Sarà anche un film del 1938, ma ancora oggi dà lezione di cinema a tutti. Avercene di pellicole così divertenti.

FILM ITALIANI
Banditi a Orgosolo: 
Indimenticabile esordio di Vittorio De Seta, nonostante sia un film del 1960 ha una fortissima impronta neorealista: gli attori sono pastori sardi, girato in ambienti reali (in Barbagia), è la storia di un’ingiustizia sociale. Bellissimo.

Caterina va in città: Non sarà il miglior film di Paolo Virzì, ma vale sempre la pena di esser visto.

Demoni: Classico di Lamberto Bava del 1985, vagamente ispirato a “Zombi” di Romero. Se vi piace il cinema horror questo è un classico italiano da non perdere.

Diaz: Il film di Daniele Vicari incentrato sui fatti del G8 di Genova. Capolavoro dolorosissimo e di potenza inaudita, assolutamente da vedere. Odio usare questo termine, ma in questo caso ci vuole: è un film necessario.

Divorzio all’italiana: Pietro Germi realizza nel 1961 uno dei film più memorabili del cinema italiano, vincitore dell’Oscar per la miglior sceneggiatura. Non servono altre parole, se non l’avete mai visto fatelo subito, vi divertirete tantissimo.

Fantozzi contro tutti: Se vi dico Coppa Cobram? Se vi dico “tu mancia!”? Se vi dico “cazzi la gomena”? Se vi dico “son diabolico nell’amplesso”? Terzo capitolo di una saga meravigliosa, uno degli ultimi ad essere davvero divertente.

Fumo di Londra: Esordio registico per Alberto Sordi, anche sceneggiatore e ovviamente interprete di un film molto bello, pieno di disincanto e malinconia. Alberto Sordi in un classico del suo filone drammatico.

Gli Equilibristi: Valerio Mastandrea divorzia e si arrabatta alla ricerca dei soldi per mantenere la famiglia, che è totalmente a insaputa delle sue condizioni di povertà. Bello, un po’ triste, ma davvero bello. Bravo il regista Ivano De Matteo.

I bambini ci guardano: Capolavoro di Vittorio De Sica del 1943, turning point per il cinema italiano che passa dalla commedia leggera a film impegnati e drammatici, aprendo le porte a quello che poi sarebbe stato il neorealismo. Una famiglia si separa sotto lo sguardo innocente di un bambino. Lacrime a profusione.

I soliti ignoti: Uno dei più grandi capolavori del cinema italiano e una delle più grandi commedie della storia del cinema mondiale. Da vedere e rivedere prima di subito. Sul sito c’è anche il seguito: “L’audace colpo dei soliti ignoti”, meno bello ma comunque da vedere.

Il gatto a nove code: Film del 1971 firmato da Dario Argento durante il suo periodo più ispirato: quattro anni dopo girerà “Profondo Rosso”. Stesso discorso per “L’uccello dalle piume di cristallo”, del 1970. Entrambi da vedere.

La Ciociara: Vittorio De Sica dirige Sophia Loren nel film che le ha dato l’Oscar come migliore attrice. Un classico del cinema nostrano.

La felicità è un sistema complesso: Film di Zanasi del 2015 con il solito ottimo Valerio Mastandrea. Tipica commedia agrodolce del regista, bel film passato un po’ troppo inosservato.

La fine è il mio inizio: Dall’ultimo libro di Tiziano Terzani, ricordi emozionanti di una vita vissuta, di un uomo che ha tenuto gli occhi aperti per tutta la sua esistenza e che ora sa di poter affrontare la morte con la stessa lucidità. Non male, non era un’operazione semplice mostrare un paio d’ore di primi piani con Bruno Ganz che parla, ma riesce ad essere interessante e profondo, senza però essere memorabile. Ma ci si può accontentare.

La ragazza del lago: Bellissimo film del 2007 firmato da Andrea Molaioli. Un bel thriller ambientato nel freddo del Friuli. Da vedere.

L’Arbitro: Uno dei film d’esordio più memorabili degli ultimi anni, soprattutto per quel che riguarda l’Italia. Paolo Zucca irrompe sulla scena cinematografica nazionale con una commedia grottesca ma al tempo stesso raffinata, elegante, girata con uno straordinario gusto per le immagini. Un film sì leggero, a tratti comico, ma anche epico e solenne. Da vedere.

L’Armata Brancaleone: Vabbé, ma di cosa stiamo parlando? Lo avete visto, sì!

L’arrivo di Wang: Buonissimo film dei Manetti Bros, un extraterrestre si ritrova a Roma e l’unica lingua che sa parlare è il cinese (l’ha imparata in quanto lingua più diffusa al mondo). Un’interprete sarà il collegamento tra lui e il capo dei servizi segreti. Piacevolissimo.

Lo chiamavano Jeeg Robot: Caso cinematografico italiano di due anni fa, cult immediato, filmone a tutti gli effetti. Rilancia la carriera di Claudio Santamaria e consacra definitivamente Luca Marinelli. Imperdibile e spassoso.

Non essere cattivo: Ultimo film di Claudio Caligari, oltre vent’anni dopo il cult “Amore tossico” (di cui è una sorta di sequel “ideale”). Due amici fraterni nella Ostia degli anni 90, divisi tra piccoli crimini e voglia di una vita normale. Bellissimo.

Non pensarci: Adoro questo film di Zanasi, è una commedia agrodolce con un ottimo Valerio Mastandrea e un grande Giuseppe Battiston. Un rocker in crisi esistenziale torna dalla sua famiglia a Rimini per cercare di farsi carico dei problemi dei suoi parenti, ritrovando se stesso e gli altri. Bello davvero.

Notturno bus: Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno in una bellissima commedia a tinte noir. Lei è una ladra in fuga, lui un autista di bus malinconico e filosofo che finirà per darle una mano. Più che carino.

Nuovo cinema Paradiso: Se non l’avete mai visto smettete di leggere e cominciate subito a guardarlo. Non scherziamo, fatelo.

Operazione San Gennaro: Altra spassosa commedia all’italiana del 1966, con un gruppo di canaglie intento nel furto del tesoro di San Gennaro. Si ride di gusto e ci si affeziona ai personaggi.

Padroni di casa: Bellissima sorpresa. Elio Germano e Valerio Mastandrea protagonisti di un film che parte con leggerezza e lentamente precipita nel dramma, con un evidente richiamo al “Cane di Paglia” di Peckinpah. Da vedere.

Riso Amaro: Altra perla del neorealismo italiano, firmata da Giuseppe De Santis nel 1949.

Rocco e i suoi fratelli: Classico di Luchino Visconti del 1960. Altro grande capolavoro del cinema italiano.

Song e Napule: Forse il film più bello dei Manetti Bros, una storia geniale, divertente e irresistibile, con un timido pianista infiltrato dalla polizia nella band neomelodica che deve suonare al matrimonio di un boss della Camorra. Guardatelo!

Squadra antifurto / Squadra antimafia / Squadra antitruffa / Squadra antigangsters: Se amate Nico Giraldi, il commissario reso immortale da Tomas Milian, non potrete fare a meno di rivedere questi “poliziotteschi all’italiana”, marchio di fabbrica dell’attore cubano.

Suspiria: Forse il più bel film di Dario Argento, superiore addirittura a “Profondo Rosso”, certamente più terrificante. Imperdibile soprattutto per le strepitose scenografie, per la musica angosciante, per il suo crescendo di violenza e paura. Splendido.

FILM INTERNAZIONALI (NO USA)
Angele e Tony: 
Film francese molto bello. Una donna uscita di prigione cerca di rifarsi una vita e di farsi affidare il figlio (che è sotto la custodia dei nonni). Poetico, dolce, interpretato da una meravigliosa protagonista. Merita.

Big City: Simpatico western francese in cui, a causa di un attacco indiano che ha portato in guerra tutti gli adulti della città, i bambini del posto si sostituiscono agli adulti nelle attività e nei lavori di tutti i giorni. Molto carino.

Bright Star: Jane Campion racconta la vita del poeta John Keats. Film molto bello nonostante alcuni tempi morti. Da vedere, soprattutto per la triste storia di Keats.

Cosa piove dal cielo?: Una mucca cade dal cielo, piombando addosso ad una giovane donna in barca. Già dall’incipit il film scatena risate e promette una tenera assurdità: Sebastian Borensztein mantiene la sua promessa grazie anche al solito magnifico Ricardo Darìn (indimenticabile protagonista dello splendido “Il segreto dei suoi occhi”), che aggiunge alla sua collezione di personaggi questo ferramenta introverso e a tratti misantropo, deluso dalla vita e dalle sue assurdità. Altra perla del cinema argentino.

Eva: Stupendo esempio di fantascienza d’autore che arriva dalla Spagna. Lontani echi di “A.I.” (ma per fortuna meno buonista), citazioni kubrickiane (il labiale rivelatore è un chiaro omaggio a “2001”) e antichi sentimenti che danzano sulle note di “Space Oddity” di Bowie, il lento più originale mai ballato sul grande schermo. Imperdibile.

Il caso Kerenes: Film romeno vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale. Un bel dramma sul rapporto complicato tra madre e figlio.

Il responsabile delle risorse umane: Carrozzone di personaggi un po’ strampalati e un viaggio folle tra villaggi e paesini. Questo film israeliano/romeno poteva essere più divertente, ma ci si rende conto che il fine ultimo del film non è quello di far ridere, bensì di raccontare una bella storia. Lo fa, e anche bene.

Il segreto dei suoi occhi: Capolavoro. Capolavoro. Capolavoro. Uno dei miei film preferiti in assoluto. Da vedere subito.

Il viaggio di Jeanne: Il primo lungometraggio di Anna Novion, presentato fuori concorso al Festival di Cannes, racconta storie di adulti mai davvero cresciuti fino in fondo, ma soprattutto la storia di una ragazza che comincia a scoprire un mondo diverso da quello rassicurante del nido familiare. Bello.

La Caduta – Gli ultimi giorni di Hitler: Bellissimo film tedesco del 2004 con un eccellente Bruno Ganz nei panni del Fuhrer (lo avrete visto mille volte in quei video che girano su internet in cui la sua furia viene accompagnata da sottotitoli sugli argomenti più disparati). Gran bel film.

Lasciami entrare: Capolavoro si può dire? Il film svedese (non il remake americano, occhio!) è una delle perle cinematografiche dello scorso decennio, vivo, emozionante, a tratti poetico. Un bambino bullizzato fa amicizia con una vampira vicina di casa: “Ho dodici anni, ma li ho da un sacco di tempo”. Meraviglioso.

Le mele di Adamo: Buon film danese del 2005, con un naziskin costretto alla riabilitazione in una parrocchia dove viene incaricato di preparare una torta di mele. Commedia nera ispirata ad alcune vicende bibliche, lavoro molto interessante.

Le vite degli altri: Filmone tedesco del 2006, Oscar per il miglior film straniero. La storia si svolge sullo sfondo della ex DDR, quando la Stasi controllava segretamente le vite dei cittadini. Emozionante.

Machan: Commedia carinissima tratta da una storia vera. Un gruppo di ragazzi cingalesi, per ottenere un visto per la Germania ed espatriare, si iscrive ad un torneo di pallamano che si svolgerà in Baviera spacciandosi per l’inesistente nazionale dello Sri Lanka. Adorabile.

Moliere in bicicletta: Basta un film così, una commedia agrodolce, un eccellente trio di interpreti, un bel soggetto e poco altro per confermare ancora una volta la superiorità del cinema francese all’interno del panorama cinematografico europeo. Da vedere.

No: Filmone di Larrain sul referendum che nel 1988 poteva confermare Pinochet per altri 8 anni alla guida del Cile. A un giovane pubblicitario (Gael Garcia Bernal) il compito di salvare le deboli speranze dell’opposizione, non con la paura della morte ma con l’allegria. Bellissimo.

Nord: Film norvegese davvero adorabile. Un uomo in crisi depressiva, scoperto che ha una figlia che vive con la madre a 900 km di distanza, si imbarca in un viaggio in motoslitta verso il nord del Paese, incontrando sulla strada personaggi strambi e tante situazioni surreali. Si ride di testa più che di pancia, ma il film è davvero bello. Da scoprire.

Nowhere Boy: Deludente biopic incentrato sull’adolescenza di John Lennon. Ogni 5 minuti ci sta qualcuno che piange o porte sbattute, Lennon sembra un bulletto arrogante e la storia non decolla praticamente mai. Occasione persa.

Paris Manhattan: Commedia sentimentale francese, con una giovane farmacista, appassionatissima di Woody Allen, alla ricerca dell’amore della sua vita. Così come Allen dialogava con Bogart in “Provaci ancora Sam”, lei dialoga con un poster di Woody. Molto carino, con sorpresona finale.

Stella: La 11enne Stella è una ragazzina cresciuta in un bar di periferia, tra gli operai, che finisce in una prestigiosa scuola media di Parigi, dove scoprirà un mondo tutto nuovo. Una sorta di “400 colpi” al femminile (con le dovute proporzioni). Molto bello.

The Hunter: Film iraniano piuttosto intenso, ma molto bello. Una storia di vendetta (un uomo si fa giustizia da solo dopo che la polizia ha ucciso la moglie e la bambina durante una manifestazione) composta da varie sfaccettature: a volta si è prede, a volte cacciatori.

The Housemaid: Vedere un film coreano significa ormai rifarsi gli occhi: la cura estetica per l’inquadratura, la fotografia, i movimenti di macchina, la composizione dell’immagine, la musica. Un’attenzione quasi ossessiva per ogni dettaglio scenico, oltre ad una serie di splendidi soggetti, dal thriller al dramma, che fanno della sua cinematografia una delle più belle ed interessanti dell’ultimo decennio, e anche di più. Film bellissimo.

FILM USA
Appaloosa: 
Bel western con Ed Harris e Viggo Mortensen. Niente di epocale, ma è decisamente un buon film, con tutti i crismi del genere. Piaciutissimo.

Before Midnight: Ultimo (?) capitolo della meravigliosa trilogia dei “Before”, firmata da quel geniaccio di Richard Linklater. I fatti si svolgono 18 anni dopo “Prima dell’alba” e 9 anni dopo “Before Sunset”, Ethan Hawke e Judy Dench stavolta sono in Grecia alle prese con un nuovo step della loro incredibile storia. Bellissimo.

E ora parliamo di Kevin: Premetto che non l’ho visto, ma me ne hanno parlato sempre molto bene e lo segno qui come promemoria per me e per voi.

Killer Joe: Friedkin, già regista de “L’esorcista” e de “Il braccio violento della legge” riempie il film di personaggi negativi: sono tutti dannatamente bastardi, tormentati, pazzi, cattivi. Classico film che vuole trattare male lo spettatore, che vuole gettargli addosso una sensazione sgradevole: se siete disposti a tutto questo, vi piacerà tantissimo.

K-Pax: Bel film del 2001 con Kevin Spacey e Jeff Bridges. Quest’ultimo è uno psichiatra alle prese con il primo, un paziente che afferma di provenire da un’altro pianeta. Lo vidi al cinema e mi piacque moltissimo, mi domando se sia invecchiato bene.

L’ospite inatteso: Bel film del 2007, un racconto agrodolce di amicizia tra un immigrato clandestino e un professore vedovo. C’è un grandissimo Richard Jenkins.

Paradiso amaro: Bellissimo film di Alexander Payne, con George Clooney alle prese con una moglie in coma e la scoperta improvvisa di un amante di cui non aveva mai sospettato. Si ride e ci si commuove un po’, come sempre con Payne. Consigliatissimo.

Re della Terra Selvaggia: Straordinaria opera prima, magistralmente interpretata da molti attori esordienti, raccontata con passione, con sguardo sincero, con fierezza e tenacia. Un’ora e mezza di cinema potentissimo, ennesimo fiore all’occhiello del filone indie, che con la sua anima ci regala una pellicola destinata a restare nei decenni e a commuovere.

Rush: Bellissimo film di Ron Howard sul dualismo in Formula 1 tra Niki Lauda e James Hunt. Veramente un ottimo film, consigliatissimo.

Sicario: Buon film di Denis Villeneuve con Benicio Del Toro, Emily Blunt e Josh Brolin. Girato divinamente, si perde un po’ qua e là, ma resta comunque un film di ottima fattura. In arrivo un sequel diretto da Stefano Sollima.

Sunshine Cleaning: Quel che si dice un film davvero molto carino, che bilancia bene le emozioni da esprimere, riuscendo a strappare risate e anche qualche riflessione. I personaggi sono tutti piuttosto credibili e la scena finale davanti al televisore è splendida. Vale decisamente la pena di vederlo.

The Congress: Grande esempio di fantascienza distopica diretto dal bravissimo Ari Folman (“Valzer con Bashir”). La trama è piuttosto complicata ma è uno di quei film capace di lasciare lo spettatore senza parole.

ANIMAZIONE
Ernest e Celestine: 
Sceneggiato da quel gran genio di Daniel Pennac, si tratta di una splendida favola d’animazione, tutto acquarelli e buoni sentimenti, ma mai stucchevole. In un mondo abitato in superficie dagli orsi, e sottoterra dai topi, eterni nemici, un orso artista di strada e una topolina pittrice stringono una bizzarra e al tempo stesso bellissima amicizia. Piacevolissimo.

Il signore degli anelli: Capolavoro incompiuto di Ralph Bakshi (per mancanza di fondi si è concluso con la battaglia del fosso di Helm). Siamo nel 1978 e Peter Jackson più di vent’anni dopo si ispirerà moltissimo a questo film per la sua celebre trilogia. Splendido.

DOCUMENTARI
Cave of forgotten dreams: 
Splendido documentario di Werner Herzog sulla grotta Chauvet, in Francia, celebre per i suoi magnifici murales risalenti all’età della pietra. È la prima volta che qualcuno al di fuori degli archeologi riesce a entrare nella grotta e grazie a Herzog entriamo anche noi. Nella caverna dei sogni dimenticati ci sentiamo anche noi esseri umani. Grandissimo film.

Cesare deve morire: Vincitore della Berlinale, il documentario (docufiction?) dei Taviani è pienamente convincente. L’occhio dei registi segue la preparazione del “Giulio Cesare” di Shakespeare all’interno del carcere di Rebibbia, dove i detenuti trovano una via di fuga grazie al teatro e all’arte (e la loro recitazione è impressionante). Prove di teatro a parte, alcune frasi sono state palesemente messe in bocca ai personaggi e questo suona un po’ finto, ma davanti allo splendore di questo bianco e nero, alla composizione delle immagini, al rimbombo magico delle parole di Shakespeare all’interno del carcere, il resto conta poco. Da vedere.

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