Cosa guardare su Netflix e Prime Video

Cercate un film da vedere ma non sapete orientarvi nel mare di offerta proposto da Netflix o da Prime Video? Forse allora siete capitati sulla pagina giusta. Ogni tanto mi capita di approfondire il catalogo dei due principali servizi di streaming e mi ritrovo a spalancare gli occhi per la presenza di film bellissimi che non mi aspettavo assolutamente di trovarci. Siccome non riesco a godere di una cosa senza che ne godano anche gli altri, ho pensato di fornirvi un rapido elenco in questo post, che è aggiornato al 31 gennaio 2021 (quindi se vi capiterà di leggerlo nel 2023, non lamentatevi se poi alcuni titoli non saranno più in catalogo). Ho cercato di inserire film che potrebbero esservi sfuggiti, quindi non sorprendetevi se noterete qualche assenza eccellente.

PRIME VIDEO
Victoria (2015): Un miracolo registico firmato dal tedesco Sebastian Schipper. Due ore di piano sequenza durante una assurda notte berlinese. Film bellissimo.

Frances Ha (2013): Uno dei film che più ho amato nello scorso decennio. Bastano cinque minuti per innamorarsene. Noah Baumbach dirige una magnifica Greta Gerwig in una sorta di manifesto dei trentenni di oggi, delle montagne russe della precarietà, di una way of life che in qualche modo ci appartiene, e che in pochi riescono davvero ad inquadrare. È questo il cinema che amiamo. La mia recensione è qui.

Il lago delle oche selvatiche (2019): Splendido film cinese, in cui un ex-detenuto si ritrova inseguito sia dalla polizia che da una gang rivale, per cui è costretto ad una fuga costante. A metà strada tra i Guerrieri della Notte e Carlito’s Way, con le dovute proporzioni: un film di meravigliosa intensità visiva, dove la bellezza delle immagini talvolta sembra quasi cozzare con la drammaticità della narrazione. La mia recensione è qui.

Galveston (2018): C’è sempre qualcosa che affascina nel racconto di persone in fuga, che siano giovani francesi di corsa verso il mare o due innamorati che scappano dalla loro cittadina di perdenti, la mitologia dietro a questo grande tema è ricca di esempi e suggestioni. Ad alimentare un soggetto così interessante a livello cinematografico contribuisce Melanie Laurent, che traduce in immagini il romanzo d’esordio di Nic Pizzolatto, il creatore di “True Detective”, realizzando un neo-noir da strada forse un po’ troppo infarcito di cliché, ma che funziona nella sua perenne disperazione, in cui ogni scena sembra metaforicamente sanguinare, tra speranze, disillusioni e un costante senso di pericolo. La mia recensione è qui.

A Beautiful Day (2017): Miglior attore (Joaquin Phoenix) e miglior sceneggiatura a Cannes sono il biglietto da visita per quello che il Times ha definito “il Taxi Driver del XXI° secolo”. Lynne Ramsay gioca sui silenzi, sulle suggestioni prodotte dai suoni di Jonny Greenwood (chitarrista dei Radiohead) e avvolge la sua pellicola con una sorta di alone mistico, in cui il protagonista è l’antieroe tormentato, pieno di cicatrici e di demoni interiori che lo rendono senza dubbio un personaggio memorabile. La mia recensione è qui.

Personal Shopper (2016): Assayas non è mai scontato e banale e questo suo film lo è ancor meno. Non c’è niente da fare: è uno di quei rari casi in cui una pellicola ti accompagnava a casa dopo l’uscita dalla sala, quando non riuscivi nemmeno a mettere la musica allo stereo della macchina perché avevi voglia di restare in silenzio a pensare. Meraviglioso ma molto particolare.

In Bruges (2008): Non penso che questo film possa esservi sfuggito, ma trattandosi di una delle migliori commedie degli ultimi vent’anni non volevo correre il rischio. Capolavoro firmato Martin McDonagh.

A Girl Walks Home Alone at Night (2014): Una misteriosa ragazza-vampiro si aggira di notte tra le strade della orribile Bad City, un luogo di morte e desolazione popolato dalla peggior feccia del genere umano. La ragazza segue i passi di coloro che osserva e una notte incontra su un marciapiede Arash, un ragazzo buono e solitario con il quale instaura immediatamente un’ambigua amicizia. Sto spingendo questo gioiello da anni, a chiunque, neanche lo avessi girato io. Tra Jarmusch e Tarantino, una sorta di western/horror urbano: meraviglioso. La mia recensione è qui.

NETFLIX
The Disaster Artist (2017): James Franco produce, dirige ed interpreta la storia sul film più brutto di sempre, la gestazione di quello che fu definito “Il Quarto Potere dei film brutti”, e lo fa mescolando dramma e commedia, rendendo la tragicomica storia di uno dei più famigerati outsider di Hollywood nella celebrazione di una passione vera, reale, soffocante, e al tempo stesso nel racconto di un’amicizia sincera. La mia recensione è qui.

Nocturama (2016): Un gruppo di ragazzi mette in piedi un attacco terroristico a Parigi, per poi rifugiarsi in un centro commerciale dove possono essere re per una notte… Tra Romero e Kurosawa, un gioiello da non perdere.

The Big Sick (2017): Il celebre comico Kumail Nanjiani interpreta se stesso in un film basato sulla vera storia tra lui e Emily, la protagonista femminile del film. Non fatevi fuorviare dal pessimo sottotitolo italiano (“Il matrimonio si può evitare, l’amore no”), si tratta di una storia che vi conquisterà. La prima mezzora soffre il cliché dello scontro culturale (il protagonista è di origine pakistana), poi il film si trasforma in qualcosa di totalmente diverso e totalmente emozionante, avvalso da scrittura magnifica, mai ricattatoria, dove c’è spazio per molte risate, grazie anche alla verve della bravissima Holly Hunter, ma anche ad emozioni sincere. Bellissima sorpresa. La mia recensione è qui.

Tutto può cambiare (2013): Cosa c’è di più bello che vedere una persona alla deriva rimettersi in pista? Probabilmente la risposta è: vederne due. John Carney, già regista del gioiello irlandese “Once” (se non l’avete visto smettete di leggere e correte subito a guardarlo!), ama raccontare due cose: anime perdute in cerca di un nuovo inizio e soprattutto lei, la madre di tutti noi, la Musica. Mettendo insieme questi elementi, accompagnati dalla giusta dose di ironia e leggerezza, è difficile sbagliare. Film di rara dolcezza. La mia recensione è qui.

Hell or High Water (2016):  Il film è Texas puro, fino al midollo. Sembra un romanzo di Lansdale con un tocco alla “Non è un paese per vecchi”. Si tratta della storia di due fratelli che, per salvare la fattoria di famiglia, derubano le filiali della banca che li sta rovinando. Sulle loro tracce un vecchio ranger (Jeff Bridges straordinario) in cerca di gloria prima dell’imminente pensionamento. Da vedere.

Blue Jay (2016): Il film, prodotto dai Duplass, è un tenero e dolce incontro casuale tra due ex fidanzatini del liceo che non si vedevano da vent’anni. Tante parole, ricordi e un finale che fa battere il cuore. Una delle ultime chicche del genere mumblecore. Bello.

Orecchie (2016): Uno dei migliori film italiani degli ultimi anni, la cosa più vicina al cinema mumblecore americano che ho visto girare da un nostro regista (in questo caso Alessandro Aronadio). Un’odissea in bianco e nero per una Roma ironica e stressante, un po’ com’è nella realtà. Bellissimo, con un ottimo Daniele Parisi.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria Alessandra Cavisi ha detto:

    Li ho visto quasi tutti e devo dire che, soprattutto su Prime, ce ne sarebbero davvero a centinaia da consigliare. Contentissima di non essere stata l’unica ad aver apprezzato enormemente Orecchie.

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    1. AlessioT ha detto:

      Orecchie è meraviglioso. Sì, ce ne sono davvero molti altri che avrei voluto citare, magari in un altro post.

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Grazie, sembrano tutti ottimi consigli! Non ne ho visto nemmeno uno, devo solo decidere da dove cominciare adesso 🙂 Ma quello del piano sequenza di Berlino mi ispira moltissimo, così come Orecchie.

    Piace a 1 persona

    1. AlessioT ha detto:

      Lo sono! Fammi sapere cosa vedrai alla fine 🙂

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