Verso gli Oscar 2018: Chi Vincerà?

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Meno di una settimana alla Notte degli Oscar. Siete pronti per la maratona (doppia, contando anche quella elettorale)? Chi vincerà? Chi vorremmo che vincesse? Chi mancherà? Chi siamo? Da dove veniamo? Dove Andiamo? Carbonara o Gricia? Che fine ha fatto Carmen Sandiego? Chi ha incastrato Roger Rabbit? Ecco la risposta a tutte le vostre domande. La Novantesima edizione degli Academy Awards si avvicina a grandi falcate, vi state preparando? Io sono riuscito a vedere tutti i film candidati come Miglior Film e buona parte degli altri, quindi mai come quest’anno mi sento bello carico, pronto a sparare pronostici e rassegnato all’idea di fallirli miseramente…

Prima di tutto, vi informo che la notte degli Oscar sarà trasmessa in chiaro su La8 a partire dalle 23.15 (se come me non avete il televisore sarà possibile seguire lo streaming online dal sito di La8). Chi vi scrive ha cominciato a fare le maratone per gli Oscar nel lontano 1998, quando era ancora minorenne: un giorno magari si troverà anche un lavoro serio e la smetterà di restare in piedi tutta la notte a bere caffè/birre e a scrivere minchiate. Ad ogni modo, domenica notte sarò in diretta su facebook e su twitter per commentare insieme a voi tutti gli accadimenti cinematografici minuto per minuto (quelli politici, ahinoi, sarebbe quasi meglio non saperli affatto). Bene, la presentazione è finita, cominciamo a parlare di statuette.

Miglior Film
Chi vincerà: Probabilmente è la categoria più difficile da pronosticare. Ancora non mi è chiaro perché abbiano candidato soltanto 9 film quando ne potevano scegliere 10, soprattutto alla luce dell’esclusione di quella meraviglia di “Un sogno chiamato Florida” (ah, è notizia di ieri che esce in sala il 29 marzo, non perdetevelo!). Tra l’altro, anche “Detroit” e “Tonya” avrebbero meritato più considerazione. Penso che lo scontro finale sarà tra “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” (50%) e “La forma dell’acqua” (40%), con il primo che parte favorito. Io tiferò per lui e per “Lady Bird”, che però ha molte meno chance (9%). Il restante 1% è per la rivelazione “Get Out”, che con gli americani non si sa mai… NB: Le percentuali non si basano su niente se non sul mio istinto (fate voi).
Chi vorrei che vincesse: “Tre manifesti” è probabilmente il film dell’anno, consacriamolo con l’Oscar.

Migliore Regia
Chi vincerà: Purtroppo penso che vincerà Guillermo Del Toro (65%, tra i messicani poi manca solo lui…). Incredibile la mancata nomination a McDonagh per “Tre Manifesti” ed è impossibile pensare che Jordan Peele sia stato più meritevole dello straordinario Spielberg di “The Post”, ma dopo le tante polemiche del passato stavolta l’Academy ha preferito andare sul politicamente corretto candidando un afroamericano e una donna, su questo ci sono pochi dubbi.
Chi vorrei che vincesse: 
Anche se non se lo meriterebbe sogno un Oscar per Greta Gerwig. In termini più realistici diciamo che Paul Thomas Anderson sarebbe il vincitore ideale (ma le sue chance sono praticamente nulle).

Miglior Attore Protagonista
Chi vincerà: Gary Oldman al 90%. Restante 10% lo diamo a Daniel Day Lewis perché è stato pazzesco. Ma Oldman se lo merita tutto e vincerà (e vincerà due volte, visto che riceverà la statuetta da Emma Stone, beato lui).
Chi vorrei che vincesse: Non ho visto il film con Denzel Washington e quindi non capisco la sua presenza in questa cinquina, ma su questo premio non ho dubbi: date un cacchio di Oscar a Gary Oldman, subito! Se penso che tra i nominati c’è Daniel Kaluuya e non Tom Hanks, vabbè…

Miglior Attrice Protagonista
Chi vincerà: Trattasi della cinquina migliore di tutta la 90° edizione degli Oscar. Tutte e cinque meriterebbero il premio, ma non si offendano le altre: Frances McDormand ha probabilmente un qualcosa in più (80%).
Chi vorrei che vincesse: In tempi non sospetti (a fine ottobre) osannavo la straordinaria prova di Margot Robbie in “Tonya” (filmone), e speravo a gran voce in una sua candidatura agli Oscar. Tifo per lei, ma sarò comunque contentissimo di vedere Frances McDormand con la statuetta.

Miglior Attore Non Protagonista
Chi vincerà: Sam Rockwell è uno degli attori più sottovalutati della sua generazione, finalmente riceverà una meritata consacrazione con questo Oscar meritatissimo (gli do un bel 75%). Dafoe e Harrelson più indietro (10% a testa).
Chi vorrei che vincesse: Willem Dafoe lo adoro (anche perché vive a Roma e ogni tanto capita di incontrarlo), ma sul quel palco voglio vedere Sam Rockwell, perché se lo merita davvero.

Miglior Attrice Non Protagonista
Chi vincerà: Difficile a dirsi, è una delle categorie in cui ho più incertezze. Ci sono due mamme straordinarie che meriterebbero entrambe l’Oscar: Allison Janney per “Tonya” (30%) e Laurie Metcalf per “Lady Bird” (35%), una sorella fredda come il ghiaccio (l’ottima Lesley Manville” de “Il Filo Nascosto”, 20%), una collega determinata e caparbia (Octavia Spencer, 15%). E poi c’è Mary J. Blige, ma non ho ancora visto “Mudbound” e non posso giudicare (quindi ho deciso che non ha speranze). Ad occhio e croce vincerà una delle due mamme.
Chi vorrei che vincesse: Laurie Metcalf ha il ruolo migliore e anche il più commovente, quindi viva la mamma di Lady Bird!

Miglior Sceneggiatura Originale
Chi vincerà: L’Oscar lo meriterebbe McDonagh (10%), ma se conosco un po’ quelli dell’Academy so già che lo vincerà “Get Out” (45%) o Greta Gerwig (40%, speriamo!).
Chi vorrei che vincesse: Lo avrete capito ormai, amo tantissimo il film di McDonagh e penso che dovrebbe vincere tutto. Se no Greta Gerwig tutta la vita. “Get Out” non è male ma per quel che mi riguarda non merita neanche un Oscar.

Miglior Sceneggiatura Non Originale
Chi vincerà: Una delle mie categorie preferite, eppure ne ho visti solo due. Nonostante le lacune posso credere che James Ivory (“Chiamami col tuo nome”, 60%) non abbia molti rivali (anche se Sorkin è sempre Sorkin, 10%).
Chi vorrei che vincesse: “The Disaster Artist” è davvero geniale. Ma Ivory se lo merita, quindi va bene così.

Miglior Film Straniero
Chi vincerà: Ho visto soltanto l’ungherese “Corpo e anima” (stupendo) e il russo “Loveless” (bellissimo), mentre lo svedese “The Square” spero di recuperarlo entro domenica, essendo il favorito insieme al libanese “L’insulto”. Ottime chance anche per il cileno “Una donna fantastica”. Non do percentuali perché sono in possesso di pochi elementi ma se devo dirne uno allora dico “The Square”, che ha vinto Cannes.
Chi vorrei che vincesse: I due che ho visto sono entrambi bellissimi, ma devo dire che in questa categoria non ho un pupillo, visto che normalmente la cinquina è composta da cinque grandissimi titoli (è un’altra categoria che amo particolarmente).

Miglior Film d’Animazione
Chi vincerà: “Coco” (90%) non ha proprio rivali, per quanto “Loving Vincent”  (5%) sia stato un progetto a dir poco affascinante.
Chi vorrei che vincesse: “Coco” è davvero troppo bello, ma apprezzerei molto un Oscar europeo (“Loving Vincent”) in questa categoria da sempre prerogativa di statunitensi e giapponesi. Ma, come ho già detto, “Coco” è davvero troppo troppo bello.

Miglior Fotografia
Chi vincerà: Se seguite un po’ questo blog sapete quanto ami questa categoria. Dopo 13 nomination potrebbe essere la volta buona di Roger Deakins per “Blade Runner 2049” (50%). Dietro di lui Hoyte Van Hoytema per “Dunkirk” (30%).
Chi vorrei che vincesse: Neanche a dirlo, forza Roger!

Miglior Colonna Sonora
Chi vincerà:
 Lotta a tre che vede testa a testa Hans Zimmer (“Dunkirk”, 20%), Jonny Greenwood (“Il filo nascosto”, 28%) e Alexandre Desplat (“La forma dell’acqua”, 35%).
Chi vorrei che vincesse: Di queste cinque, l’unica soundtrack sulla quale mi sono chiuso su Spotify è stata quella di “Tre manifesti”, che ovviamente ha zero speranze di vincere l’Oscar (così come John Williams, che vorrei sempre vedere con la statuetta). Tra i papabili tifo Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead, che ha fatto un lavoro pazzesco per Paul Tomas Anderson.

Miglior Canzone
Chi vincerà:
Penso “Remember me” (60%), il toccante tema di “Coco”, anche se “This is me” di “The Greatest Showman” conserva ancora speranze (30%).
Chi vorrei che vincesse: Bah, non essendoci in gara Bruce Springsteen, Eddie Vedder o qualunque altro idolo musicale non ho grandissime preferenze. L’anno scorso ho tifato a bestia per “City of Stars”, quest’anno avrei gradito moltissimo l’Oscar a “Mystery of Love” di Sufjan Stevens (“Chiamami col tuo nome”), ma so che sarebbe chiedere troppo.

Mi fermo qui perché non ho grandi elementi per giudicare le altre categorie (tra l’altro ancora devo capire bene la differenza tra montaggio del suono e missaggio del suono). Aggiungo che, pur non avendo visto niente, spero tanto che l’Oscar per il documentario lo vinca la meravigliosa Agnes Varda, perché è un’artista geniale alla quale voglio molto bene. Stavolta è proprio tutto, vi aspetto domenica, non fate che non passate (e portate qualcosa da bere, mi raccomando).

JimmyKimmel-Oscars2018

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