Una Vita da Cinefilo Magazine – Numero 26

UVDC Magazine 026

Pag. 3 – Editoriale
Il 2017 ormai appartiene al passato e il nuovo anno è tutto da scoprire: quale sarà il “La La Land” del 2018? Quale film ci farà gelare il cuore come la fredda bellezza di “Manchester By The Sea”? Quali emozioni aspettano di rivelarsi ai nostri occhi? Nel frattempo continuiamo a pensare e ripensare a tutti i luoghi in cui ci ha portato il 2017: la città delle stelle, dove risuonano note, balli e sguardi malinconici; la Manchester in Massachusetts, dove il freddo invernale accompagna il senso di colpa di Casey Affleck; il Giappone dei missionari, di anime lontane unite dal sogno o di una famiglia in cerca di pace; l’Iran e la Spagna dove si sono svolte le vendette di uomini tranquilli; la Detroit in cui il potere è un abuso o la Roma in bianco e nero dove un “giovane uomo” come noi cerca il suo posto nel mondo. E molti, molti altri. Buon 2018!

Pag. 5 – Anteprime
Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Si ride, e anche molto, grazie a dialoghi fulminanti, battute e situazioni al limite del ridicolo e un’atmosfera di brusca cagnara, ma il film di McDonagh è anche molto altro: tra una risata e l’altra, quasi sempre a denti stretti, c’è spazio per l’emozione, per un approfondimento sulla meravigliosa varietà dell’essere umano e sull’immenso potere delle parole, dei lasciti, della redenzione (vai alla pagina)

Last Flag Flying: Richard Linklater è uno di quei motivi per cui vale la pena amare il cinema, la vita e tutto. Uno di quei registi con cui vorresti sederti al bancone di un bar e parlare del più e del meno, di cinema sicuramente, ma anche dell’ossessione nei confronti del tempo che passa e della bellezza del passato (vai alla pagina)

Pag. 7 – Recensioni
Star Wars Gli Ultimi Jedi: No spoiler. Di ritorno dalla proiezione stampa sono tante le sensazioni che si avvolgono, si attorcigliano, si arrampicano su di me. Su tutte le voglia di uscire sul balcone, nonostante la pioggia, e osservare le stelle, pensando a tutte le mirabolanti storie che si svolgono su quella galassia lontana lontana (vai alla pagina)

La Ruota delle Meraviglie: Non manca il romanticismo ma, così come in “Café Society”, la vita ha altri programmi per i suoi protagonisti. Kate Winslet è talmente brava che dovrebbero inventare un premio appositamente per lei, ma a rubare letteralmente la scena è la fotografia pazzesca di Sua Maestà Vittorio Storaro (vai alla pagina)

Loving Vincent: Prima di parlare di “Loving Vincent” è doveroso fare una premessa: l’intero film è stato dipinto a mano da un centinaio di artisti. Dipinto a mano. Fotogramma per fotogramma. Un progetto ambizioso e a dir poco geniale: come raccontare una storia incentrata su Vincent Van Gogh se non dipingendo tutto il film come se fosse un quadro del pittore olandese? (vai alla pagina)

Loveless: Il film si apre con l’immagine desolante di un bosco innevato: una sensazione di fredda imponenza supera immediatamente lo schermo cinematografico per insinuarsi tra le poltroncine della sala. Ciò che vedremo nelle due ore successive non sarà di certo meno agghiacciante di questa sequenza piena di neve, sulla quale sembra incombere qualcosa di grave (vai alla pagina)

El Bar: Il cinema di Alex De La Iglesia ormai non è più una sorpresa. L’ultimo lavoro del regista basco, già Leone d’Argento a Venezia nel 2010 per “Ballata dell’odio e dell’amore”, arriva silenziosamente su Netflix: con questo nuovo film conferma la sua bravura nel costruire storie legate da violenza fumettistica, risate a denti stretti e situazioni al limite del paradossale (vai alla pagina)

Blade Runner 2049: Un film di Denis Villeneuve merita sempre la visione e mai come in questo caso merita lo schermo cinematografico: se già in “Sicario” il regista canadese aveva preferito l’estetica visiva ad una sceneggiatura impeccabile, in “Blade Runner 2049” l’impatto visivo è talmente strabiliante da non aver quasi bisogno di una storia egualmente coinvolgente, ed è un peccato. (vai alla pagina)

It: Allora? Com’è questo “It”? Riuscito, senza dubbio. Forse resterà deluso chi si aspettava un horror nel vero senso della parola, perché questo film è soprattutto un’avventura. L’avventura di un gruppo di ragazzini che amano stare insieme, che insieme affrontano le loro paure più grandi e, sempre insieme, crescono. Una storia di formazione puntellata da palloncini rossi e da qualche spavento (vai alla pagina)

Love me: Dialoghi improvvisati, citazioni cinefile ma soprattutto emozioni non mascherate rendono questa opera prima una pellicola sincera, imperfetta sotto molti punti di vista, ma per questo più umana e probabilmente reale (vai alla pagina)

Shining: 1980: la paura. Stanley Kubrick per la prima volta affronta il genere horror prendendo spunto dal romanzo omonimo di Stephen King, stravolgendolo secondo la propria sensibilità e il proprio stile, dando così vita ad un capolavoro di terrore e di angoscia (vai alla pagina)

Pag. 16 – Recensioni Serie Tv
Stranger Things 2: La seconda stagione di “Stranger Things” comincia quasi un anno dopo i fatti della prima: nell’ultima sequenza Will, nel bagno di casa sua, sembrava non esser uscito totalmente dal Sottosopra. Se la prima stagione si poteva intendere come un film lungo 6 ore e mezza, questo secondo appuntamento con la serie sembra avvicinarla maggiormente ai canoni televisivi (vai alla pagina)

Dark: La nuova serie cult targata Netflix arriva dalla Germania e mi ha praticamente costretto a passare il weekend davanti allo schermo: dieci puntate, una storia ipnotica, intrigante, che lentamente svela i tasselli di un puzzle complicato ma affascinante. Tre livelli temporali, colpi di scena, una gran colonna sonora e tanta, tantissima pioggia (vai alla pagina)

Mindhunter: Nel 1995 John Douglas, agente speciale dell’FBI, pubblica il libro autobiografico “Mindhunter” in cui descrive la sua esperienza come cacciatore di serial killer e, in particolare, come profiler. Una ventina d’anni dopo David Fincher, che raccontando storie di assassini ci ha praticamente costruito una carriera (pensate a “Seven” o “Zodiac”), realizza una serie tv basata proprio sul libro di Douglas (vai alla pagina)

Pag. 19 – Speciali
Gli ultimi Jedi siamo noi: Se state leggendo queste righe significa che avete visto il film e possiamo parlarne liberamente. Questo è l’ultimo avviso: d’ora in avanti ciò che leggerete rovinerà per sempre la visione del film, nel caso non l’abbiate ancora visto. Parte la musica di John Williams, e torniamo di nuovo bambini (vai alla pagina)

Cosa vedremo nel 2018: Andiamo a dare un’occhiata ai titoli più attesi del 2018. Ovviamente sono i più attesi da me, non c’è neanche bisogno di dirlo, quindi se cercate porcate con i supereroi e missioni impossibili avete proprio sbagliato sito (vai alla pagina)

Top 20 – I migliori film del 2017: E anche il 2017 è volato via… Un altro anno pieno di cinema, di immagini, di piccole e grandi emozioni. Siamo stati comodamente seduti sulla poltroncina del cinema, tuttavia, seppur immobili, abbiamo cantato, ballato e pianto nella città delle stelle, abbiamo sentito il freddo gelido del Massachusetts, riscoperto le vie della Forza, comunicato con intelligenze superiori e provato davvero ogni genere di emozione (vai alla pagina)

Pag. 22 – Una vita da cinefilo
Capitolo 228: Affari di famiglia, Dunkirk, A Ghost Story, Blade Runner 2049, Scalciando e strillando, El Bar, The Meyerowitz Stories (vai alla pagina)

Capitolo 229: It (1990), It (2017), Paradiso amaro, Shining, L’ultima Corvè (vai alla pagina)

Capitolo 230: The Blues Brothers, Joy, Loveless, C’est la vie, Akira, Tutti insieme appassionatamente, Beyond Stranger Things (vai alla pagina)

Capitolo 231: L’ultimo samurai, Boris – Il film, Love me, La Ruota delle meraviglie, Il corvo, Madre!, Star Wars Il Risveglio della Forza, Star Wars Gli Ultimi Jedi (vai alla pagina)

Capitolo 232: Tre manifesti a Ebbing Missouri, Il figlio della sposa, Loving Vincent, Il Re Leone, Coco, Love Actually, Star Wars Gli Ultimi Jedi (vai alla pagina)

Pag. 27 – La Fotografia nel Cinema
Emozionare con la luce: Secondo la Treccani, “si definisce direttore della fotografia chi assicura una coerenza figurativa all’immagine lungo l’intero arco del film, secondo le necessità del racconto, attraverso la disposizione sul set delle fonti naturali e artificiali di luce” (vai alla pagina)

Sven Nykvist: In cinquant’anni di carriera Nykvist ha lavorato ad oltre 130 film, curando venti film di Bergman e vincendo due premi Oscar: uno per “Sussurri e Grida” nel 1973, di cui è impossibile dimenticare la dominante rossa, e un altro nell’83 per “Fanny e Alexander” (vai alla pagina)

 

Pag. 29 – Una Vita da Fumetto
Game of Thrones: piccole ossessioni quotidiane (vai alla vignetta)

Pag. 31 – Diario cinematografico
Per tutti i nerd del cinema c’è un sito che permette di creare un vero e proprio diario cinematografico, un listone con tutti i film visti giorno per giorno, con data, voto e la possibilità di inserire anche due righe a proposito. Qui c’è la nostra lista degli ultimi mesi, qual è la vostra? (vai alla pagina)

Pag. 32 – Cosa vedere su Netflix
Cos’è Netflix ormai lo sappiamo tutti, il problema di molti – e spesso anche il mio – è che talvolta apro la pagina e mi trovo davanti a decine e decine di film, perdendo almeno dieci minuti per decidere cosa vedere. Ho pensato di scrivere questa specie di guida per aiutare tutti voi a districarvi nel mare di pellicole (e anche qualche serie tv) che galleggiano nell’universo italiano di Netflix. In costante aggiornamento (vai alla pagina)

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