Cosa vedere su Netflix?

Cos’è Netflix ormai lo sappiamo tutti, il problema di molti – e spesso anche il mio – è che talvolta apro la pagina e mi trovo davanti a decine e decine di film, perdendo almeno dieci minuti per decidere cosa vedere. Ho pensato di scrivere questa specie di guida per aiutare tutti voi a districarvi nel mare di pellicole (e anche qualche serie tv) che galleggiano nell’universo italiano di Netflix: è uno sporco lavoro (ed è in costante aggiornamento), ma qualcuno lo deve pur fare… Un consiglio: se cercate un film in particolare, aiutatevi con il pulsante “cerca” sulla colonna di destra.
E voi cosa guardate? Aggiungete i vostri consigli tra i commenti e, nel caso qualcosa non fosse più nel catalogo, vi prego di segnalarmelo.

Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2017 (the Meyerowitz stories, El Bar, Berlin Calling, Niente da dichiarare?, Under Suspicion, Watchmen, Scalciando e Strillando)

netflix

VECCHI FILM (XX° secolo)
American Beauty: 
Pluripremiato filmone di Sam Mendes, uno dei grandi capolavori degli anni 90 e una delle tre migliori interpretazioni di sempre di Kevin Spacey. Un ritorno alla vita per un uomo di mezza età dall’esistenza grigia. Indimenticabile. Da non perdere.

Anaconda:  Quando è uscito, nel 1997, la gente correva al cinema più per vedere Jennifer Lopez che per il film in sé. Niente di straordinario, un’anaconda lunga 12 metri uccide tutti quelli che si mettono sulla sua strada. Un po’ di sbadigli ma se il genere vi piace, accomodatevi.

Bianca: Un classico di Nanni Moretti del 1984. Se vi piace il suo cinema, il suo stile e non avete visto questo film, direi proprio che potete fermarvi qui e cominciare a guardarlo. Morettiano fino al midollo.

Bugiardo Bugiardo: Film del 1997 con Jim Carrey al top della carriera. Un avvocato falso e ipocrita, a causa di un incantesimo del figlioletto, è costretto a dire la verità per un giorno, con drammatiche e comiche conseguenze. Repertorio di espressioni facciali al completo. Simpatico ma non indimenticabile.

Il buio oltre la siepe: Capolavoro del 1962 diretto da Robert Mulligan e tratto dal meraviglioso romanzo di Harper Lee. Gregory Peck in stato di grazia per questa appassionante storia di formazione. Obbligatorio.

il Buono il brutto il cattivo: Il più grande film western di tutti i tempi. Un capolavoro di Sergio Leone, capitolo conclusivo della celebre “trilogia del dollaro”, con un Clint Eastwood indimenticabile. Si possono imparare più cose sulla regia guardando questo film che in un anno di scuola di cinema.

C’era una volta il West: Ennesimo capolavoro di Sergio Leone, del 1968. Un altro caposaldo del western, quasi tre ore di epica di frontiera, con Claudia Cardinale, Henry Fonda e l’indimenticabile “Armonica” di Charles Bronson. La scena dell’arrivo di lei alla stazione, con sotto la musica di Morricone, mi fa sempre emozionare. Totale.

C’era una volta in America: Capolavoro di Sergio Leone, uscito nel 1986. Probabilmente uno dei film più belli della storia del cinema. Robert De Niro è indimenticabile nei panni di Noodles, in sottofondo non possono mancare le musiche di Ennio Morricone. Le quattro ore più cinefile della vostra vita.

Clerks: Grande classico del cinema indipendente americano, che consegna Kevin Smith al mito. Commedia in bianco e nero, sboccata e dai dialoghi fulminei, incentrata su due commessi di un negozio che vende un po’ di tutto. Irresistibile.

il Corvo: Cult movie del 1994, celebre per la morte del protagonista Brandon Lee durante le riprese. Al di là di questo si tratta di un film davvero appassionante, invecchiato bene, con un personaggio indimenticabile e con una colonna sonora, scusate il termine, con i controcazzi. Da vedere.

Fight Club: Cult movie del 1999 diretto da David Fincher. Edward Norton e Brad Pitt offrono una visione piuttosto critica del consumismo e dell’alienazione dell’uomo moderno. Pessimista e splendido.

Forrest Gump: Davvero non lo avete mai visto? Non ci credo. Prima di procedere nella lettura di altri film, vedetevi questo per favore.

Giù la testa: La rivoluzione messicana secondo Sergio Leone. Girato nel 1971, tra i western del regista è forse il meno riuscito, ma un film meno riuscito di Sergio Leone resta sempre un film decisamente sopra la media. Se vi piace il genere è anche questo imperdibile.

Grosso Guaio a Chinatown: Capolavoro di John Carpenter del 1986. Un film di avventura in una San Francisco sovrannaturale, con dialoghi taglienti e scene memorabili. Kurt Russell personaggio di culto. Divertentissimo, da serata con pizza e allegria.

Heat – La Sfida: Quando Michael Mann faceva capolavori. Due nomi: Al Pacino e Robert De Niro. Uno sbirro e un rapinatore. Due facce della stessa medaglia. Che meraviglia. Crime movie lungo ma bellissimo. Impensabile non vederlo.

Hellraiser: Se vi piace il cinema horror sarebbe il caso di recuperare questo cult del 1987, che diede il via ad un più o meno fortunato filone (forse sfruttato all’eccesso). Per gli amanti del genere.

le Iene: Capolavoro di Quentin Tarantino. Adatto a tutti, ad ogni tipo di serata, ad ogni bisogno di cinema. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Totale.

Jackie Brown: Terzo film di Quentin Tarantino, un omaggio a “Rushomon” di Kurosawa in chiave pulp. Uno degli ultimi bei film di Robert De Niro prima di rovinarsi la carriera. Non è geniale come i precedenti “Le Iene” o “Pulp Fiction”, ma è sempre Tarantino.

JFK: Gran bel film di Oliver Stone, uscito nel 1991. Tre intense ore per raccontare le indagini dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Se volete dedicare tutto questo tempo a un film e l’argomento vi interessa, questo di Stone merita davvero la visione. Con un ottimo Kevin Costner.

Johnny Stecchino: Roberto Benigni qualche anno prima de “La vita è bella”, in una classica commedia italiana anni 90. Un ragazzo semplice si innamora di una donna, l’unico problema è che è il sosia di un mafioso pentito. Fa ridere.

L.A. Confidential: La Los Angeles del 1952 in un noir moderno (del 1997) con Russell Crowe e Kevin Spacey. Hollywood, politica, poliziotti e gangster in un thriller girato come un classico del passato. Lungo ma intrigante.

Mean Streets: Film del 1973, un must per gli amanti del cinema di Martin Scorsese. C’è un Robert De Niro giovanissimo e un grande Harvey Keitel. Soundtrack splendida per un ritratto di Little Italy sincero e al tempo stesso sopra le righe. Splendido.

the Negotiator: Un film d’azione dal ritmo altissimo ma senza particolari acrobazie. Incentrato interamente sul dialogo tra un negoziatore della polizia e un altro, che userà il suo collega per cercare di scagionarsi da un’accusa infamante. Bello e con due attoroni: Kevin Spacey e Samuel L. Jackson.

la Notte dei morti viventi: Remake del 1990 del capolavoro di Romero datato 1968. Quello di Savini è un ottimo rifacimento: stavolta ci sono i colori, ma le atmosfere e la tensione sono rimaste intatte. Imperdibile per una notte horror con i fiocchi.

Per qualche dollaro in più: Secondo film della trilogia del dollaro di Sergio Leone, uscito nel 1965. Clint Eastwood e Lee Van Cliff sono due cacciatori di taglie che cercano con ogni mezzo di catturare l’Indio (GianMaria Volonté) e la sua banda. Capolavoro totale, e le musiche di Morricone continuano a dare spettacolo.

Per un pugno di dollari: Primo film della trilogia del dollaro di Sergio Leone (l’idea del film è però rubata a Kurosawa). Capolavoro del 1964, con Clint Eastwood che fa il doppio gioco per trarre il massimo dalla faida cittadina tra due famiglie al comando. C’è anche GianMaria Volonté. Un western indimenticabile.

Point Break: Film intenso, un classicone del 1991 pieno di azione, sentimento, atmosfere suggestive, alla ricerca dell’onda perfetta. Tra surf e rapine in banca. Davvero molto bello, e quanta voglia di andare al mare! Con Keanu Reeves e Patrick Swayze.

il Ragazzo di campagna: A suo modo un cult datato 1984. Renato Pozzetto è il ragazzo del titolo che, in cerca di nuove esperienze, decide di trasferirsi nella grande città, Milano. Qui la vita è molto diversa da come se l’aspettava. Tante situazioni divertenti con Pozzetto che fa il bello e il cattivo tempo. Simpatico.

Re per una notte: Ancora Scorsese, in un film anomalo e probabilmente sottovalutato. Robert De Niro è un comico sconosciuto in cerca di celebrità: farebbe qualunque cosa per ottenere un’apparizione in tv, decide così di fare un gesto estremo. C’è anche Jerry Lewis.

Robin Hood – Un uomo in calzamaglia: Classico di Mel Brooks del 1993. La storia di Robin Hood rivista con lo straordinario senso della commedia del regista di “Frankenstein Junior”. Troppo forte.

the Rocky Horror Picture Show: Film del 1975, probabilmente uno dei musical più belli, divertenti e irresistibili mai realizzati. Una coppia di malcapitati finisce in una casa di pazzi libertini: grandi canzoni e scene divertentissime.

Scalciando e strillando: Film d’esordio di Noah Baumbach in cui un gruppo di ragazzi cerca di capire cosa fare della vita dopo la laurea. Risate, tenera superficialità, la ricerca di un posto nel mondo: ci sono tutti gli elementi tipici dei suoi film. Il complimento migliore? Sembra un film di Linklater. Breve e molto carino.

Scarface: Cult movie del 1983 firmato da Brian De Palma, con un indimenticabile Al Pacino nei panni di Tony Montana. Se amate il cinema dei gangster immagino che già lo conoscerete a menadito, se invece siete profani e pensate che il genere possa piacervi, questa è una delle pietre miliari.

Street Fighter – Sfida Finale: Classicone d’azione tratto da uno dei videogiochi più celebri di tutti i tempi. Siamo nel 1994 e sono i tempi in cui Jean-Claude Van Damme tirava pugni e calci come se non ci fosse un domani. Rivederlo oggi fa quasi tenerezza. Per appassionati.

Swingers: Film del 1996 che racconta la notte un po’ pazza di un gruppo di amici nel tentativo di consolare uno di loro che si è appena lasciato con la ragazza dopo sei anni. Vince Vaughn (giovanissimo) sugli scudi. Diverte e fa passare una bella serata.

FILM ITALIANI E INTERNAZIONALI
ACAB: Bel film di Sollima, incentrato sulla vita di tre poliziotti romani, tra lavoro e vita privata. Spesso sopra le righe, mostra il lato violento ma anche le difficoltà umane di tre celerini molto diversi tra loro. Interessante.

Animal Kingdom: Se vi piacciono i crime-movies, allora questo film australiano vi piacerà tantissimo. Un ragazzo, rimasto orfano, viene affidato alla nonna Janine (Jackie Weaver incredibile), matriarca della famiglia criminale più importante della città. Sotto i suoi occhi si ritroverà davanti a un nuovo mondo di cui non sa nulla. Realistico, brutale, bellissimo (vai alla recensione)

el Bar: Se con “Le streghe son tornate” del 2013 Alex De La Iglesia aveva dato libero sfogo al suo talento “pulp”, con questo nuovo film conferma la sua bravura nel costruire storie legate da violenza fumettistica, risate a denti stretti e situazioni al limite del paradossale. Divertente, grottesco, scorre che è un piacere (vai alla recensione)

Basilicata Coast to Coast: Debutto di Rocco Papaleo alla regia. Film del 2010 diventato un piccolo culto per la freschezza e la simpatia. Esordio per Max Gazzé come attore. Per una serata rilassante.

Belgica: Felix Van Groeningen aveva stupito tutti con il bellissimo “Alabama Monroe”. Il suo film successivo però non è all’altezza del precedente. Le vicende girano attorno a due fratelli e al locale che hanno preso in gestione. Tutto molto freddo e piuttosto prevedibile. Peccato.

Berlin Calling: Follia elettronica, un vago sentore di “Trainspotting” e un eco molto forte da “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Il tutto in versione tedesca, con il mondo della musica elettronica visto dalla parte di chi la crea. Il film che ha reso Paul Kalkbrenner una celebrità musicale. Interessante, ma folle.

Bittersweet life: Se amate il cinema coreano dovreste vederlo solo per la bellezza estetica. Ma non è tutto: quello di Kim Ji-Woon è forte di una sceneggiatura raffinata e coinvolgente. C’è un po’ di azione, c’è la mafia: se vi piace il genere è un film da non perdere.

il Capitale umano: Un Paolo Virzì atipico in questo film del 2014 ambientato in Brianza. Due famiglie molto diverse tra loro vedono i loro figli coinvolti in qualcosa di molto grande e molto pericoloso per il loro futuro. Non male, un buon esempio di cinema italiano.

Come Dio comanda: Gabriele Salvatores e il sodalizio con Ammaniti. il rapporto tra la coerente cattiveria di un padre e l’innocente venerazione di un figlio affrontato con una sensibilità che non giudica nessuno, che è lì solo per osservare e constatare, lasciando allo spettatore la libertà di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Odio e amore. Non male (vai alla recensione)

il Concerto: Che emozione questo film di Radu Mihaileanu. Sarà anche lineare e semplice, ma è talmente pieno di bellezza umana che non si può evitare di restare catturati da questa cornice di confusa allegria e amore per la musica. Melanie Laurent è magnifica. Qualunque sia il vostro mood, merita di essere visto.

la Donna che canta: Splendido film di Denis Villeneuve. Inizialmente si fa un po’ fatica ad entrare nel film, ma in realtà la storia della donna che canta è sempre più coinvolgente, fino ad un finale spaventosamente bello. Forse un film troppo per cinefili, ma è bellissimo.

the Dreamers: Bertolucci, Parigi, gli anni 60. E tantissime meravigliose citazioni cinematografiche. Forse un po’ troppo per cinefili, ma è un film davvero bellissimo. Eva Green poi merita visioni ripetute, ma questo è un altro discorso. Magnifico.

la Febbre: Film del 2005 di Alessandro D’Alatri, secondo me sottovalutato. In questa bella storia cremonese c’è una critica alla burocrazia italiana e alla difficoltà di permettere ai giovani di realizzarsi. Fabio Volo fa il suo, Valeria Solarino è bella e brava. Buon film, consigliabile.

il Figlio della sposa: Splendido film argentino, di Juan José Campanella, già regista del capolavoro “Il segreto dei suoi occhi”. Brillante, malinconico, divertente e semplicemente bellissimo, con il solito grande Ricardo Darin e un’atmosfera che solo il cinema argentino sa regalare. Consigliatissimo.

Gomorra: Celebre pellicola di Garrone, tratta dal libro di Roberto Saviano. Racconta piccoli grandi episodi di Camorra, dalla violenza per le strade alla violenza invisibile delle discariche di rifiuti tossici che avvelenano l’aria. Ormai si può definire un classico. Molto bello.

la Grande bellezza: Il celebre film di Paolo Sorrentino, vincitore del Premio Oscar, racconta la poesia della decadenza schiaffeggiandoci con il suo circo e al tempo stesso accarezzandoci con le sue meravigliose immagini. Che ci piaccia o no, l’Italia è (anche) questa qua. Da rivedere (vai alla recensione)

the Grandmaster: Wong Kar Wai riassume tutta la potenza romantica del suo cinema in un’emozionante storia di maestri e allievi. Quanta poesia in un film sulle arti marziali. Certo, nel finale la musica di Ennio Morricone aiuta non poco, ma resta comunque un film notevole. Meravigliose inquadrature, grandi scene d’azione, pennellate di emozioni. Bellissimo.

Hunger: Film di Steve McQueen che racconta la vera storia di Bobby Sands, attivista nordirlandese che dal carcere scatena una serie di scioperi della fame terrificanti. Immagini meravigliose e attori perfetti, le sequenze sono piuttosto crude e difficili da mandare giù ma c’è un senso estetico di fondo che rende tutto bellissimo.

Ida: Basterebbe osservare la regia di Pawlikowski per godere di questo film (una lunga serie di inquadrature fisse, splendide cornici riempite da una sobria ed elegante composizione); basterebbe ammirare il bianco e nero della fotografia per restare estasiati. Ma c’è di più: due grandi attrici, una storia scevra da ogni retorica, ottima musica. Stupendo (vai alla recensione)

Io non ho paura: Una delle massime espressioni della collaborazione tra Gabriele Salvatores e Niccolò Ammaniti. Paesaggi meravigliosi, ben scritto e ottimamente interpretato (Abatantuono sorprendente). Merita la visione.

il Labirinto del Fauno: Classico fantasy del 2006 scritto e diretto da Guillermo Del Toro. Il film in lingua spagnola che ha incassato di più nella storia del cinema. Visionario e incredibile. Se vi piace il genere non potete proprio perdervelo.

la Mafia uccide solo d’estate: Adorabile pellicola di Pif, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. La Sicilia della mafia e degli attentati vista dagli occhi di un bambino innamorato. Bellissimo.

Mia madre: Nanni Moretti gira un film semi-biografico, elaborando tramite il cinema il lutto per la perdita della madre. Facile emozionarsi con una storia del genere, che può toccare tutti. Al di là del ricatto psicologico, è un film molto bello, ma diciamo che non è l’ideale per una serata spensierata…

Nella casa: Come ho già detto, Ozon fa sempre bei film ma mai capolavori. I primi trenta o quaranta minuti sono da manuale: assolutamente coinvolgenti. Verso la fine però il film si perde un po’ e lentamente sembra soffrire di mancanza di idee, quasi come il giovane protagonista. Buon film, ma poteva essere decisamente migliore, peccato.

Nocturama: Che sorprese che ci fa Netflix! Si tratta di un film francese visto nel 2016 alla Festa del Cinema di Roma, un colpo di fulmine istantaneo. Un gruppo di ragazzi mette in piedi un attacco terroristico a Parigi, per poi rifugiarsi in un centro commerciale dove possono essere re per una notte… Tra Romero e Kurosawa, un gioiello.

Oltre le colline: Migliori interpreti femminili a Cannes 2012, il film di Mungiu è un’opera di grande potenza. Le colline della Romania, un monastero chiuso come le menti di chi lo vive, la visita di una ragazza, improvviso elemento di disturbo, frettolosamente bollato come il demonio. Grande film, e che finale!

un’Ottima annata: Ridley Scott e Russell Crowe ancora insieme dopo “Il gladiatore”. Commedia romantica bellissima tra i vigneti della Provenza. Forse tanti cliché, ma chi se ne importa, è un film perfetto per una serata bella e leggera. Con una giovane (e meravigliosa) Marion Cotillard.

la Parte degli angeli: La cosiddetta “parte degli angeli” è quel 2% di alcool contenuto in una botte di whiskey che ogni anno evapora, perdendosi per sempre. Da quest’idea Ken Loach trova lo spunto per una nuova pellicola, in cui continua ad onorare la causa di irresistibili perdenti in cerca di riscatto. Ironico con punte di dramma, drammatico con punte di ironia. Bellissimo (vai alla recensione)

la Prima cosa bella: Gran bel film del 2010 firmato da Paolo Virzì. Gli ultimi giorni di una madre di famiglia e l’arrivo dei due figli al suo capezzale sono il pretesto per raccontare una bellissima storia che dagli anni 70 arriva fino ai giorni nostri. Bellissimo.

Quasi amici: Uno dei casi cinematografici più clamorosi degli ultimi anni. Un ragazzo nero si prende cura di un quadriplegico, cambiandogli la vita. Un bellissimo film su amicizia e valori: si ride anche un po’, il che non guasta. Da vedere.

the Queen: I film di Stephen Frears andrebbero visti a priori. Ritratto della Regina d’Inghilterra (premio Oscar per Helen Mirren) nel periodo in cui il Paese e la Famiglia Reale devono affrontare il lutto per la morte di Lady Diana. Molto interessante.

il Ritorno del Monnezza: Claudio Amendola prova a riproporre in chiave moderna il “poliziottesco all’italiana” che vide protagonista il grande Tomas Milian. Purtroppo non funziona. Da evitare.

Romanzo di una strage: Interpretazione meravigliosa di Mastandrea e Favino, ma soprattutto molto interessante l’idea di raccontare Piazza Fontana attraverso la lealtà e i punti di vista di questi due “rivali”. Un po’ come Pacino e De Niro in “Heat”, il commissario e l’anarchico si incontrano, si parlano, si rispettano, mentre intorno a loro c’è uno Stato che è pronto a schiacciarli. Molto bello.

un Sapore di ruggine e ossa: Jacques Audiard dopo il magnifico “Un profeta” conferma con questa pellicola di essere un maestro di cinema, un regista che sa come legare una storia alle emozioni. Marion Cotillard, rimasta senza gambe in seguito ad un incidente marino, stringe un’amicizia particolare con un buttafuori, lottatore di strada, e padre di un bambino che conosce appena. Un film drammatico per una serata di cinema vero.

la Scelta di Barbara: Orso d’Argento a Berlino nel 2012, film tedesco che arricchisce la filmografia riguardante la tematica “Germania Est”. Mi è piaciuto molto, molto sobrio e secondo me interessante fino all’ultimo.

il Segreto dei suoi occhi: Tra i cinque film più belli presenti in tutto il catalogo Netflix. Uno dei miei film preferiti in assoluto. Thriller argentino di rara bellezza, vincitore dell’Oscar nel 2010 per il Miglior Film Straniero (vai alla recensione)

il Sospetto: Thomas Vinterberg dirige un film che fa male come l’ingiustizia che ci coglie all’improvviso e ci fa sentire vittime. Il tema del “pensiero come virus” è affascinante e spaventoso al tempo stesso: una voce, se prende corpo, può diventare incontrollabile, fino a trasformare l’identità di una persona in quella stessa storia. Stupendo (vai alla recensione)

Tutti i santi giorni: I film di Virzì hanno sempre qualcosa di speciale. Non sono filmoni, raramente ce li portiamo dietro negli anni con ricordi sensazionali, ma nel momento in cui li vedi hanno il potere di metterti a tuo agio, di farti sentire a casa, e di goderti il momento. Quest’ultimo lavoro non fa eccezione: una bella coppia di personaggi, molta ironia, un bravissimo Luca Marinelli. Molto carino.

Viva la libertà: Toni Servillo e Valerio Mastandrea sono una strana coppia, non li avrei mai associati e non avrei mai pensato di vederli nello stesso film, fianco a fianco. Ci ha pensato invece Roberto Andò, che ha realizzato una delle pellicole italiane più gradevoli del 2013.

We are young we are strong: Antonio Gramsci diceva: “Il vecchio mondo muore e il nuovo non può ancora nascere: oggi è il tempo dei mostri”. In questa frase si può racchiudere il senso del film, ambientato in quella Germania che nel 1992 era ancora un Paese giovane, incontrollabile, unito da soli tre anni e ancora lontano dal benessere economico di oggi. Bellissimo! (vai alla recensione)

FILM USA
50 e 50: Commedia indipendente in salsa agrodolce, con Joseph Gordon-Levitt: la notizia di un cancro spinale cambia le priorità del giovane Adam. Bellino, Seth Rogen strappa qualche risata, ma Gordon-Levitt fa quasi sempre la stessa parte da bravo ragazzo. Ottima la colonna sonora con, tra gli altri, Radiohead e Pearl Jam

Argo: Bellissimo film di Ben Affleck, premio Oscar nel 2013. La storia vera di un gruppo di agenti della CIA in missione per salvare sei americani in ostaggio in Iran. Per entrare nel Paese dovranno fingersi una troupe cinematografica. Piaciutissimo.

A spasso nel bosco: Uno dei primi film che ho visto su Netflix. Tratto da una storia vera, Robert Redford e Nick Nolte, nonostante la non più giovane età, si avventurano sul sentiero degli Appalachi per un viaggio indimenticabile. Molto carino, per una serata tra natura e leggerezza.

the Aviator: Uno dei progetti più ambiziosi di Martin Scorsese. Film di tre ore dedicato alla mirabolante vita di Howard Hughes, interpretato da un Leonardo Di Caprio pazzesco. Il film è faticoso ma davvero molto bello. Se avete lo stomaco per lanciarvi nella visione, rimarrete abbastanza soddisfatti.

the Beach: Buon film di Danny Boyle, tra alti e bassi. Se la prima parte è ottima, nella seconda il film cala, si sfalda, con Di Caprio che si trasforma in Rambo, per poi rinsavire senza motivo. Dunque un film così così, però pieno di belle frasi ad effetto e di ispirazioni.

Blue Jay: Il film, prodotto dai Duplass, è un tenero e dolce incontro casuale tra due ex fidanzatini del liceo che non si vedevano da vent’anni. Tante parole, ricordi e un finale che fa battere il cuore. Una delle ultime chicche del genere mumblecore (una branca del cinema indipendente alla quale ho dedicato un articolo qui). Bello.

il Calamaro e la balena: Il film che ha lanciato Noah Baumbach nel giro che conta. Se amate il cinema indipendente americano, storie di famiglie incasinate, bei dialoghi e bravi attori, allora questo è il film che fa per voi. Baumbach merita sempre una visione, non delude mai.

la Casa: Su Netflix purtroppo sbarca non il cult di Sam Raimi, ma il remake del 2013 diretto da Fede Alvarez. Inutile dirlo, se il film originale ha tutti i crismi per essere un horror degno di questo nome, qui possiamo elencare tutti i motivi per cui questo non lo è. Effetti speciali e sonori a tutto spiano, politicamente corretto. Per me è no.

Come un tuono: Il film di Derek Cianfrance più che come un tuono, come da titolo, scorre come un fiume in piena, dalla corrente travolgente, che trascina le emozioni dei suoi personaggi fino ad un mare di vorticose sensazioni. Appassionante nella sua imperfezione, solido nonostante i suoi difetti (vai alla recensione)

Closer: Gran bel film del 2002 diretto da Mike Nichols. Interpretato da quattro attori eccellenti (in particolare Clive Owen e Natalie Portman), con alcune battute da antologia, è incentrato su una serie di incroci amorosi, di separazioni, di ritrovamenti. Ha il merito inoltre di aver consegnato alla storia “The Blower’s Daughter” di Damien Rice.

Cloud Atlas: Dai registi di “Matrix”, un’opera dal vago sentore new age, capace di alternare sei film, sei trame e sei epoche storiche differenti in un flusso cinematografico unico e continuo, credibile, funzionale, ricco di fascino. Un film molto bistrattato, che però ho amato molto. Siamo tutti connessi (vai alla recensione)

Crimson Peak: Purtroppo la bellezza degli effetti speciali e la magia dell’ambientazione non basta ad allontanare quella sensazione di “già visto” che pervade ogni singola scena, talvolta correndo il rischio di cadere nel ridicolo, come nel finale. Evitabile, nonostante il talento visivo di Guillermo Del Toro (vai alla recensione)

le Crociate: Polpettone di due ore e mezza firmato da Ridley Scott. Una palla colossale, con uno straordinario cast di attori svogliatissimi. Da evitare, a meno che non vi piacciano le trashate piene di azione e amenità.

the Departed: Uno dei film più belli dello Scorsese del nuovo millennio. Leonardo Di Caprio, Jack Nicholson, Matt Damon, mafia irlandese e una sempre avvolgente Boston. Azione, colpi di scena, dialoghi taglienti. Memorabile.

Equilibrium: Film del 2002 che mette insieme “Matrix”, “1984” e “Fahrenheit 451”, ambientato in un futuro distopico in cui le emozioni vengono bandite. Non male, ma neanche eccezionale. Christian Bale è il protagonista. Per chi ama il genere.

the Family Man: Film per famiglie (come suggerisce il titolo…) con un buon Nicolas Cage. Tipico film natalizio pienissimo di bei sentimenti, belle emozioni, da vedere con un partner. Niente di che, ma se avete bisogno di un po’ di bontà a buon mercato, vi piacerà.

Giovani si diventa: Noah Baumbach è uno dei migliori registi della sua generazione. Qui mette a confronto una coppia di quarantenni annoiati con una di vitali venticinquenni. Non uno dei suoi film più belli, ma merita sempre la visione. Come al solito fa ridere e fa pensare (vai alla recensione)

Gosford Park: Tipico film corale di Robert Altman, del 2001. Una sorta di Cluedo in formato cinematografico, elegante, ironico, a tratti bellissimo e a tratti un po’ meno riuscito. Se vi piacciono i gialli alla Agatha Christie farà al caso vostro.

la Grande scommessa: Il bello del film è che non finisce sui titoli di coda. Nel senso che, a meno che non siate laureati in economia, vi verrà voglia di fare ricerche per capire il significato di ciò che avete appena visto. Oltre a questo, è un film bellissimo con un cast incredibile. La crisi economica americana non è mai stata raccontata così bene.

Hell or high water: Il film è Texas puro, fino al midollo. Sembra un romanzo di Lansdale con un tocco alla “Non è un paese per vecchi”. Si tratta della storia di due fratelli che, per salvare la fattoria di famiglia, derubano le filiali della banca che li sta rovinando. Sulle loro tracce un vecchio ranger (Jeff Bridges straordinario) in cerca di gloria prima dell’imminente pensionamento. Un western urbano, direbbero quelli bravi. Da vedere.

I don’t feel at home in this world anymore: Vincitore del gran premio della giuria al Sundance 2017. Commedia nera che in qualche modo cerca di imitare il cinema dei fratelli Coen, riuscendo a metà nell’impresa. Un film leggero per una serata senza pretese: onesto, ma non memorabile.

the Imitation Game: La vera storia di Alan Turing e di “Enigma”, la macchina capace di decodificare le comunicazioni dei nazisti. Film interessante ma non indimenticabile, con un ottimo Benedict Cumberbatch e Keira Knightley.

Inside man:  Non sembra proprio un film di Spike Lee, ma in realtà lo è a tutti gli effetti ed è meraviglioso. Un film d’azione senza azione, un thriller con molta psicologia, molta ironia, molta passione: una rapina geniale per un bella serata di un giorno da cani. Da vedere.

Io & Marley: Non è il solito film con un cane casinaro che fa passare guai ai suoi padroni, si tratta innanzitutto di una storia vera (e se è valsa la pena riproporla al cinema un motivo ci sarà), inoltre c’è una componente drammatica molto marcata che a tratti rende tristi mentre si sorride. Sorprendente.

Io, Robot: Film del 2004 di Alex Proyas, liberamente tratto dall’antologia omonima scritta da Isaac Asimov, un caposaldo della letteratura di fantascienza. Un po’ troppa azione per i miei gusti, ma il film non è male. Un po’ di sano intrattenimento, con Will Smith.

Jumper: Film d’azione del 2008 in cui un ragazzo scopre di avere il potere del teletrasporto. Bruttino, non piacerà neanche agli amanti del genere.

Kick-Ass: Fumettone cinematografico divertente e spassoso. Un ragazzino impacciato sogna di diventare un supereroe, indossa così una tuta e cerca di difendere la città dal male. Ne succedono di tutti i colori. Molto simpatico.

Kill Bill Volume 1: Se vi piace il cinema di Tarantino, qui è probabilmente alla sua massima espressione. Un capolavoro di estetica, spettacolarizzazione della violenza, frasi ad effetto, genio e potenza visiva. Da vedere insieme al Volume 2.

Kill Bill Volume 2: Leggermente inferiore rispetto al primo capitolo, ma sempre straordinario. Da vedere e rivedere (ovviamente dopo il Volume 1).

il Ladro di orchidee: Capolavoro di Spike Jonze, scritto da Charlie Kaufman (lo sceneggiatore di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”) su Kaufman stesso: lo scrittore è alle prese con l’adattamento di un libro per il cinema, la mancanza di idee e un fratello gemello molto ingombrante. Straordinario.

il Lato positivo: Film che ha rivelato al mondo il talento di David O. Russell. Funziona sia come commedia romantica che come film di riscatto, due anime complicate si incontrano per un ballo che cambierà le loro vite. Jennifer Lawrence e Bradley Cooper al loro meglio, Bob De Niro torna finalmente a fare un bel film. Forse un po’ troppo confezionato, ma chi se ne importa, è un film bellissimo.

Limitless: Film del 2011 dal grande ritmo, con un affascinante storia di fondo. Uno scrittore sfigato rimedia per caso una pillola che permette di aumentare a dismisura la propria attività cerebrale. È così che Bradley Cooper si trasforma in un genio della finanza. La cosa gli procurerà però non poche noie. Piacevole, perfetto per alzare il livello di un pomeriggio noioso.

the Master: Film del 2012 di Paul Thomas Anderson. Se siete particolarmente interessati alla recitazione questo film è un manuale: vale la pena vederlo anche solo per ammirare Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix (e Amy Adams). Film tosto nei contenuti, difficile da fruire, ma se riuscite a entrare nella storia avete fatto davvero tombola, perché è uno di quelli che restano addosso.

Max Payne: Film d’azione tratto da un videogioco di grande successo. Un prodotto di sicuro successo per quel che concerne il suo target di riferimento, l’altra faccia della medaglia però non è così sorridente: chi non ama il genere si potrebbe ritrovare a combattere contro i fantasmi della noia. Evitabile.

the Meyerowitz stories: Noah Baumbach prova ad alzare l’asticella con un cast clamoroso: Dustin Hoffman, Ben Stiller, Adam Sandler, Emma Thompson. Conflitti di famiglia e rapporti interpersonali sono il suo pane, stavolta però c’è qualcosa che si perde per strada. Resta comunque un film più che buono, ma da Baumbach ci si aspettava qualcosa in più.

the Mist: Splendido horror di Frank Darabont, tratto da Stephen King. Un film che non ha pause, non lascia tregua allo spettatore e ai suoi personaggi, dei quali non si sa nulla fin quando la potenza degli eventi non si scatena. Bellissimo (vai alla recensione)

Moulin Rouge: Uno dei musical più belli e indimenticabili della storia. Il capolavoro di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman e Ewan McGregor. Colonna sonora splendida, composta da brani pop-rock famosissimi, reinterpretati dagli attori. Un classico, da non perdere.

Neverland: Gran bel film di Marc Foster del 2004. Johnny Depp è James Barrie, autore di “Peter Pan”, in un film bellissimo, pieno di buoni sentimenti ma anche di risvolti drammatici. Emozionante (e con un ottima Kate Winslet).

the Next three days: Il disperato marito Russel Crowe deve far evadere sua moglie, secondo lui accusata ingiustamente di omicidio. Una sceneggiatura ad orologeria, dove ogni tassello si incastra perfettamente all’interno della storia: non sarà un film molto credibile, ma i suoi 130 minuti scivolano via che è un piacere. Adrenalinico (vai alla recensione)

Non è un paese per vecchi: Uno dei film più belli degli anni 2000, premio Oscar per i fratelli Coen, grandissimi attori e dialoghi indimenticabili. Tratto da un libro altrettanto bello, non si tratta di un film di Serie A, ma di un film di Champions League. Capolavoro.

Onora il padre e la madre: Meraviglioso film di Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke straordinari. Due fratelli hanno bisogno di soldi e decidono di rapinare la gioielleria dei genitori. Un viaggio nell’abisso, film stupendo.

il Patriota: Film storico del 2000 di Roland Emmerich, con Mel Gibson che tenta di replicare il successo del suo Braveheart interpretando un patriota durante la guerra d’indipendenza americana. Un po’ troppo convenzionale, ma godibile. Con Heath Ledger.

il Pianeta delle scimmie: Remake di Tim Burton, nonché primo delitto cinematografico del grande regista di “Ed Wood” e “Nightmare Before Christmas”. Film del tutto convenzionale, lontanissimo dalle atmosfere della pellicola originale. Da evitare.

Prisoners: Quando un thriller ti fa passare due ore a mangiarti le unghie fino agli avambracci, allora possiamo dire che ha fatto pienamente il suo dovere. Quando nel thriller in questione ci metti poi attori come Jake Gyllenhaal, Hugh Jackman e Paul Dano, sotto la direzione di Denis Villeneuve, allora state sicuri che si tratta di un filmone.

Prossima fermata Fruitvale Station: Opera prima di Ryan Coogler, un film splendido, che ha fatto incetta di premi al Sundance 2013. Le ultime 24 ore di vita di Oscar Grant, ragazzo nero freddato per caso da un poliziotto durante la notte di Capodanno. L’evento che sta alla base della storia è talmente gelido, talmente feroce, che è veramente difficile non empatizzare con il film (vai alla recensione)

Quartet: Debutto alla regia per Dustin Hoffman, in un film divertente e molto carino. Commedia leggera su musicisti vecchietti e la meravigliosa nostalgia per un passato mai troppo lontano.

Quasi famosi: Forse il capolavoro di Cameron Crowe. Una colonna sonora meravigliosa per un road movie musicale da far battere forte il cuore. La passione per la musica, il valore delle amicizie, il desiderio di poter raggiungere qualcosa che sembra a portata di mano ma che forse non lo è, che sia il successo o una persona. Film stupendo.

la Scoperta: Ottimo esempio di fantascienza d’autore, con echi di “I Origins” ed “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”. Lo scienziato Robert Redford ha le prove definitive dell’esistenza dell’aldilà, ma dietro questa scoperta c’è ancora di più. Ottimo prodotto, per tutti.

Selma: Il film racconta in maniera vivida l’affresco sociale di un’America in pieno cambiamento, è la storia di una voce forte e perentoria: non solo la voce del suo leader Martin Luther King, che nonostante le paure e le incertezze va avanti per la sua strada, ma anche la voce di un popolo. Bello (vai alla recensione)

Sfida senza regole: La pellicola di Jon Avnet non esalta per originalità e bellezza, ma la gioia di vedere De Niro e Pacino insieme ha la meglio su ogni pecca di sceneggiatura. Come dice il film: «molti rispettano il distintivo, tutti rispettano la pistola», ma più di tutto, rispettiamo Al Pacino e Robert De Niro (vai alla recensione)

Shutter Island: Scorsese si diverte a giocare con il protagonista (un magnifico Leonardo Di Caprio), e quindi con lo spettatore, come fa il gatto con il topo: dissemina indizi, gli fa credere qualcosa per poi spiazzarlo immediatamente. Splendido thriller del 2010, da non perdere (vai alla recensione)

Sin City: Film di culto di Robert Rodriguez, del 2005, tratto dal fumetto omonimo di Frank Miller. Una città corrotta, marcia, perennemente sotto la pioggia, una storia di vendetta, amore, violenza, riscatto. Visivamente è un capolavoro. Se vi piace il cinema “pulp”, è da non perdere.

the Spirit: Film di Frank Miller tratto dal fumetto di Will Eisner. Girato con lo stesso stile dark di “Sin City”, è il classico fumettone cinematografico pieno di azione, con l’eroe che deve difendere la città e la pupa. Non mancano gli sbadigli. Per gli amanti del genere.

Spring breakers: Film irritante di Harmony Korine, figlio di una generazione pop, di quella faccia degli Stati Uniti che mai riuscirò a digerire. In mezzo a cotanto fastidio, ci sono un paio di sequenze davvero eccellenti. Troppo poco comunque.

Star Wars Episodio VII – Il Risveglio della Forza: Nero. La scritta STAR WARS compare sullo schermo, musica di John Williams a tutto volume, e siamo di nuovo bambini. Una storia che ci farà innamorare ancora di più di questa avventura cinematografica. La Forza s’è risvegliata, la nostra passione divampa (vai alla recensione)

Tangerine: Interamente girato con alcuni IPhone, una steadycam e un’app da 8 dollari, si tratta di uno dei film più applauditi al Sundance 2015. Il cinema indipendente americano arricchisce la sua collana con una nuova perla, girata interamente in esterni, con luce naturale, e arricchita da una saturazione dei colori che rende il caldo Natale di Los Angeles ancora più surreale. Molto bello (vai alla recensione)

Tramps: Diretto da Adam Leon, è un notevole indie ambientato tra le vie di una New York finalmente lontanissima dai soliti cliché. Un ragazzo e una ragazza devono recuperare una valigetta perduta: un bellissimo viaggio metropolitano tra due solitudini che lentamente smettono di essere tali. Da vedere.

Transformers: Tipico film sul quale non avrei mai scommesso un euro mentre invece devo ammettere che è molto divertente. Il suo segreto? Non prendersi mai troppo sul serio. Caciarone quanto volete, ma funziona. Piaciuto.

Transformers – La vendetta del caduto: Dopo il grande successo del primo capitolo, Michael Bay ha deciso che era il momento di esagerare: 46 robot invece dei 14 del primo film, il bel giro del mondo che va tanto di moda nei blockbuster, effetti speciali da mal di testa. Il cinema però non è una scienza esatta e moltiplicare le componenti di un film che funziona non è direttamente proporzionale alla sua riuscita. Passo indietro (vai alla recensione)

Ubriaco d’amore: Film del 2002 che conferma il genio di Paul Thomas Anderson. Adam Sandler sfodera una perfetta interpretazione drammatica, dovrebbe essere una storia romantica ma è davvero al di fuori di ogni definizione. Ottimo cast, bellissime trovate. Non convenzionale.

Under Suspicion: Thriller senza infamia e senza lode, retto sulle spalle di due grandissimi come Gene Hackman e Morgan Freeman. Ha i suoi spunti e qualche buona trovata, ma alla lunga è abbastanza piatto. Ah, c’è anche Monica Bellucci.

Vero come la finzione: Film perfetto per una pigra domenica pomeriggio. Un ispettore delle tasse dalla vita monotona scopre di essere il personaggio di un libro e viene a sapere dalla voce narrante che sta per morire. Will Ferrell, Emma Thompson, Dustin Hoffman: tre geni per un film divertente, tenero e bellissimo.

the Walk: Non si può discutere sulla fattura tecnica del film, che da questo punto di vista sembra davvero eccezionale, ma in alcune cose devo dire che non mi ha convinto. Forse il fatto di conoscere già molto bene la storia di Philippe Petit ha giocato a mio sfavore, ma resta comunque un film abbastanza interessante.

Wiener dog: Un bassotto che cambia continuamente padrone è soltanto il pretesto per raccontare storie di persone di vario genere. Parte bene, poi si perde un po’ per strada. Ottimo cast, un po’ sprecato. Così così.

Watchmen: Un classico del cinema contemporaneo, un film di supereroi che riesce ad andare oltre la superficie. Tratto da una delle graphic novel più importanti del secolo scorso. Bisogna dedicargli 2 ore e 40, ma le merita.

COMMEDIE
2 giorni a Parigi: Divertente commedia “alla Woody Allen” per Julie Delpy, regista, sceneggiatrice e interprete. Commedia romantica, ma non troppo, piena di spunti divertenti, ben scritta e ben recitata: un film che brilla di luce propria, pieno di autoironia sulla Francia e sui suoi clichè, sottolineati dalle disavventure del protagonista maschile Adam Goldberg, americano “lost in translation”. Da vedere (vai alla recensione)

Adventureland: Una commedia romantica molto carina, godibile, che scade però in qualche cliché di troppo. Ideale per una serata tranquilla, senza pretese di grande cinema. Buonissimo cast.

Babbo Bastardo: Davvero non avete mai visto questa commedia? Film un po’ sboccato, ma Billy Bob Thornton, nella parte del Babbo Natale da grande magazzino, è un capolavoro. Film natalizio ma meriterebbe una visione anche a Ferragosto. Più cult di così.

Benvenuti al Sud: Remake italiano del bellissimo “Giù al nord” di Dany Boon. Non è brillante come l’originale, ma anche qui si ridacchia qua e là. Classica commedia sulle differenze geografiche e culturali, che in questo caso vede un milanese (Bisio) costretto a lavorare in un paesino della Campania. Simpatico.

Evolution: Commedia fantascientifica molto carina, firmata dal regista dei “Ghostbusters”. Non è proprio un film irresistibile ma ha degli spunti decisamente divertenti. Ottimo il cast e il film tutto sommato merita sicuramente una visione, ma solo se siete in vena.

Grandma: Da Paul Weitz, regista di “American Pie” e “About a boy”, una commedia famigliare, in cui nonna lesbica e nipote incinta scorrazzano per la loro città tutto il giorno alla ricerca dei soldi per pagare l’aborto della ragazza. Si ridacchia, ci sono alcuni ottimi spunti e in linea di massima si passa un’ora e venti in totale tranquillità. Molto carino.

Hysteria: Una sorta di commedia romantica incentrata sull’invenzione del vibratore. Non si ride a crepapelle ma si sorride moltissimo. Merita una visione.

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni: Woody Allen lascia la sua città per tornare in quella Londra nella quale aveva girato tre film, sussurrandoci che il segreto della felicità è l’effimera illusione, l’irrazionalità. Il regista newyorkese non si discosta molto dal suo storico pessimismo nei confronti della vita, ma in questo caso lo fa con poche battute pungenti, e soprattutto senza grandi idee. Passabile (vai alla recensione)

la Mia super ex ragazza: Commedia carina di Ivan Reitman, con Luke Wilson e Uma Thurman. Divertente l’idea di partenza: il protagonista molla la ragazz senza sapere che è la supergirl che difende New York dalla criminalità. Lei, umiliata dalla separazione, userà i suoi superpoteri per rendere un inferno la vita del suo ex. Simpatico.

Midnight in Paris: Uno dei migliori Woody Allen degli ultimi vent’anni, Oscar alla sceneggiatura. Owen Wilson si ritrova ogni notte nella Parigi degli anni 20 dove incontra Hemingway, Dali, Man Ray, Francis Scott Fitzgerald e molti altri personaggi storici. Lo amo tantissimo, da vedere e rivedere (vai alla recensione)

Napoleon Dynamite: Il film di Jared Hess ambisce alla leggerezza indie, ai film del primo Wes Anderson, di Noah Baumbach o Alexander Payne, ma risulta semplicemente strambo e poco più. Si salva la scena della danza funk davanti a tutta la scuola, il resto è piuttosto dimenticabile.

Niente da dichiarare?: Dany Boon, già regista di “Giù al Nord”, torna con un’altra commedia basata sulle differenze culturali: un film semplice e divertente, senza pretese, motivo per cui risulta piuttosto amabile. Per una serata spensierata, fa il suo dovere.

Non buttiamoci giù: Quarto romanzo di Nick Hornby a finire su pellicola, probabilmente è il meno riuscito: rispetto al libro mancano ritmo e coinvolgimento. Il film sembra perdere colpi man mano che passano i minuti, si ridacchia a tratti, ma non basta (vai alla recensione)

Shaolin Soccer: Film assurdo del 2001. Le follie irreali di “Holly e Benji” riportate da una squadra di calcio composta da monaci shaolin, che affrontano le partite con incredibile mosse e stramberie di ogni tipo. In italiano è doppiato dai calciatori di Roma e Lazio di allora (Tommasi, Candela, Delvecchio, Peruzzi, Pancaro, Mihajlovic…). Totalmente fuori di testa.

Stripes: Ivan Reitman dirige due futuri ghostbusters (Bill Murray e Harold Ramis) in una divertente commedia militare. Non so voi, ma a me basta vedere la faccia di Bill Murray per ridere.

Ti Presento i miei: Classica commedia del 2000, con Ben Stiller che va a passare un weekend nella casa dei futuri suoceri, dove inanellerà una serie di brutte figure… Robert De Niro irresistibile. Molto divertente.

To Rome with love: Definito da alcuni “un cinepanettone per radical chic”, il film romano di Woody Allen, al netto di alcune trovate geniali, è piuttosto deludente. Si può vedere, pur consapevoli che non si tratta assolutamente di uno dei suoi film più riusciti.

Tre uomini e una pecora: Commedia molto divertente e abbastanza demenziale. Un incrocio tra “Una notte da leoni” e “Funeral Party”, ambientato però durante un matrimonio di alto livello. Tre amici improbabili e una serie di figuracce garantiscono tante risate, purché non siate di quelli con la puzza sotto al naso. Spassoso.

Walk Hard: Parodia di “Walk the Line”, “Ray”, “The Doors” e dei vari biopic musicali degli ultimi decenni. John C. Reilly è il protagonista, rockstar dalla vita turbolenta. Grande musica e si ride abbastanza.

ANIMAZIONE
Castlevania: 
Quattro puntate da venti minuti l’una. Seconda stagione già annunciata (saranno 8 puntate). Veramente bello, ma peccato che duri così poco. Non si poteva fare direttamente un film da un’ora e mezza, piuttosto che dividerlo così? Splatter, irriverente, coinvolgente. Se vi piace l’horror-fantasy, beh, è imperdibile (vai alla recensione)

Coraline e la porta magica: Coraline è un po’ Alice, il paese delle meraviglie che c’è dietro la porta nasconde però tutta la polvere sotto il tappeto, i suoi personaggi poi non hanno nemmeno gli occhi per piangere… Animazione in stop-motion, atmosfere alla Tim Burton, occhio perché non è proprio per bambini. Bellissimo.

Fantastic Mr.Fox: Se amate Wes Anderson non potete proprio perderlo: stop motion, personaggi stupendi e situazioni rocambolesche. Uno spasso. Si fa il tifo per il protagonista a tutto spiano. Da vedere, con chiunque, perché piacerà probabilmente a tutti. Sarebbe sciocco perderselo.

He Man e i dominatori dell’universo: I Masters! Uno dei cartoni più amati degli anni 80 viene riproposto da Netflix. Rivederli ora fa apparire la serie decisamente datata, ma è sempre un cartone molto bello e molto educativo, mai violento, pieno di morale (ampiamente sottolineata al termine di ogni episodio) e buoni sentimenti. Cult.

the House of small cubes: Capolavoro del 2008. Dura soltanto 12 minuti e ha vinto un Oscar nel 2008 come miglior corto d’animazione. Spegnete tutto e spendete dieci minuti in questo cortometraggio. Ringrazierete.

Gli Incredibili: Uno dei classici della Pixar, stavolta i protagonisti sono una famiglia di supereroi. Non è un capolavoro ma ai bambini piacerà tantissimo.

Kung Fu Panda: La solita, adorabile, favola buonista, dove la morale è dietro l’angolo, apparentemente velata dalla battuta ricorrente che ci ricorda come il caso non esista. Simpatico, divertente, pieno di buoni sentimenti. Da vedere (vai alla recensione)

the Lego Movie: Stupendo. Un inno all’immaginazione, alla creatività, alla bellezza di essere bambini. Fa ridere tantissimo ed è realizzato troppo bene. Geniale e assolutamente imperdibile.

DOCUMENTARI
Acchiappafantasmi: 
Come ogni documentario sulla fandom di un film di culto, è abbastanza stucchevole: un’ora di nerd di primo livello che sbavano parlando di ogni cosa riguardante “Ghostbusters”. Io amo il film di Reitman alla follia, ma un documentario sui suoi fan è una cosa quasi insopportabile.

Austin to Boston: Che bello questo documentario. Un gruppo di musicisti della scena indipendente americana in tour tutti insieme su due pulmini da un capo all’altro degli Stati Uniti (come da titolo). Tanta bella musica e momenti di grande bellezza. Soprattutto, la voglia di essere là con loro! Se amate la musica, vedetelo di corsa.

Back in Time: Come ogni documentario che si occupa di film di culto, è interessante all’inizio, quando intervista gli attori e creatori di Ritorno al Futuro, parlando di come è nato il progetto, come si è sviluppato e tutto il resto. Quando però la palla passa ai collezionisti, ai fan, ai possessori di DeLorean e nerdate del genere, il film collassa.

Cosmos: Serie di divulgazione scientifica presentata da uno dei massimi esponenti del settore: Neil deGrasse Tyson. La serie, visivamente straordinaria, racconta i segreti e i misteri della scienza e dell’universo con una messa in scena incredibile, ma soprattutto con un linguaggio semplice e adatto a tutti. Incantevole.

I am your father: La base della storia è interessante: David Prowse, l’attore che ha interpretato Darth Vader nella trilogia di “Star Wars”, prestò soltanto il suo corpo al personaggio, ma non la voce e neanche il volto. Dimenticato da tutti, il film rende giustizia all’uomo dietro il casco nero, con interviste e un “reboot” del finale di Episodio VI. Film carino ma deboluccio.

Jedi Junior High: Una bella sorpresa. Solo un malato di Star Wars come me poteva vedersi un documentario incentrato su un gruppo di ragazzini delle medie che mette in scena un musical tratto da “L’impero colpisce ancora”. Bellino davvero. Per amanti del teatro più che per amanti di Star Wars.

Life animated: La candidatura all’Oscar nel 2017 per il miglior documentario è stata la migliore pubblicità per questo film. L’idea di base è originale e senza dubbio affascinante: uno sguardo nella vita di un ragazzo autistico, che è riuscito a superare la enorme barriera della comunicazione con il mondo esterno grazie ai classici Disney. Interessante però non significa bello: è interessante, appunto.

Woody: Documentario strepitoso dedicato al genio di Woody Allen. C’è poco da dire: se Allen vi piace, questo film è da non perdere assolutamente.

SERIE TV
Better Call Saul: 
Spin-off di Breaking Bad, dedicato alle (dis)avventure del futuro avvocato di Walter White. Qualità tecnica eccelsa, alcuni episodi straordinari, buon ritmo. 3 stagioni, da vedere soprattutto se si è fan della serie madre (ma sta piacendo moltissimo anche a chi non ha mai visto Breaking Bad).

Boris: La migliore serie tv italiana di sempre? Sicuramente la più divertente. Se non l’avete ancora vista cominciatela subito: episodi auto-conclusivi per 3 stagioni da ridere. Meraviglioso.

Breaking Bad: Forse la migliore serie tv della storia. Almeno per molti è così. 5 stagioni da vedere con il fiato sospeso. Semplicemente imperdibile (vai alla recensione).

Lost: La serie tv che forse per la prima volta ha permesso ad un prodotto televisivo di raggiungere – e in alcuni casi superare – la qualità dei prodotti cinematografici. Tra alti e bassi resta sempre una delle esperienze più emozionanti della storia delle serie tv. 6 stagioni (di cui 3 – 4 straordinarie). Attenzione: causa dipendenza (vai alla recensione).

Love: Serie targata Netflix creata da Judd Apatow. Show molto carino e senza grandi pretese, piacevole da guardare con partner al seguito. Due stagioni, episodi brevi, non si ride a squarciagola, ma si ridacchia comunque qua e là. Piacevole.

Master of None: Due stagioni da 10 puntate ognuna. La serie di Aziz Ansari racconta con brio e credibilità la vita di un trentenne a New York, come tutti noi alle prese con le difficoltà legate alla ricerca di un posto nel mondo. Divertente, profonda, malinconia, a tratti fa pensare a Woody Allen, ed è un complimento. Consigliatissima (vai alla recensione).

Narcos: Altra serie Netflix, un piccolo cult. Le prime due stagioni, , incentrate sulla figura di Pablo Escobar e sui due agenti della DEA che gli danno la caccia, sono qualitativamente ottime e abbastanza coinvolgenti. L’espressione “Plata o plomo” è ormai entrata nell’immaginario collettivo delle serie tv. Molto bella. Da vedere la terza stagione, uscita a settembre 2017.

Stranger Things: La più imperdibile serie targata Netflix. Se vi piace il cinema anni 80, la fantascienza e l’avventura, penso non possiate fare a meno di guardarla, e anche alla svelta. 1 stagione di 8 episodi, in attesa del sequel che arriverà il 31 ottobre (vai alla recensione).

Tredici: Una delle ultime arrivate in casa Netflix. Un prodotto di buonissimo livello: originale, coinvolgente, con una bella colonna sonora. Temi non semplici affrontati con un’eccellente idea di partenza. Talvolta scende di tono, ma resta molto interessante (anche se destinato più a un pubblico adolescenziale).

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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6 risposte a Cosa vedere su Netflix?

  1. M ha detto:

    Aggiungo alcune serie:

    Black Sails: navi pirata, inganni e tradimenti.
    Bloodline: nell’arcipelago delle Florida Keys una famiglia e i suoi oscuri segreti; con un Ben Mendelsohn da urlo (e se hai visto Animal Kingdom sai di cosa parlo!)
    Broadchurch: un thriller che ha tutti gli elementi del classico giallo: cittadina sul mare, una comunità con tanti scheletri negli armadi e un omicidio. Tennant e la Colman da brividi.
    The Americans: due spie russe nell’America degli anni ottanta. Keri Russell e Matthew Rhys danno prova di essere due grandi attori. E il supporting cast non è da meno.
    Peaky Blinders: ambientata a Birmingham, nel primo dopoguerra, vede come protagonista uno stratosferico Cillian Murphy e la sua famiglia/gang. Il poliziotto Sam Neill gli darà del filo da torcere e ad un certo punto salta fuori pure un certo Tom Hardy…
    Doctor Foster: una serie poco conosciuta ma molto ben fatta, e sono solo 5 puntate.
    (martedì su Rai 1, tra l’altro)

  2. giosi ha detto:

    Molto utile, grazie!

  3. dani ha detto:

    sei un mito! grazie mille…

  4. dani ha detto:

    ne farei una dedicata alle serie… THE OA imperdibile (anche se data la particolarità dell’argomento può non piacere) x esempio…. o tavanate tipo Helix orrenda e falling sky ancora più orrenda.

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