Cosa vedere su Netflix?

Cos’è Netflix ormai lo sappiamo tutti, il problema di molti – e spesso anche il mio – è che talvolta apro la pagina e mi trovo davanti a decine e decine di film, perdendo almeno dieci minuti per decidere cosa vedere. Ho pensato di scrivere questa specie di guida per aiutare tutti voi a districarvi nel mare di pellicole (e anche qualche serie tv) che galleggiano nell’universo italiano di Netflix: è uno sporco lavoro (ed è in costante aggiornamento), ma qualcuno lo deve pur fare…
Un consiglio: se cercate un film in particolare, aiutatevi con il pulsante “cerca” sulla colonna di destra. E voi cosa guardate? Aggiungete i vostri consigli tra i commenti e, nel caso trovaste qualcosa non più in catalogo, vi prego di segnalarmelo.

Ultimo aggiornamento 1 novembre 2018
Vecchi Film: la Donna che visse due volte, l’Esercito delle 12 scimmie, Howard e il destino del mondo
Film italiani e internazionali: il Pianista
Film USA: 12 anni schiavo, i Figli degli uomini, Genius
Commedie: Ted
Animazione: Flavors of Youth
Documentari: Hondros
Serie Tv: Hill House, Maniac, Better Call Saul

Netflix-Logo-Print_CMYK

VECCHI FILM (XX° secolo)
American Beauty: 
Pluripremiato filmone di Sam Mendes, uno dei grandi capolavori degli anni 90 e una delle tre migliori interpretazioni di sempre di Kevin Spacey. Un ritorno alla vita per un uomo di mezza età dall’esistenza grigia. Indimenticabile. Da non perdere.

Anaconda:  Quando è uscito, nel 1997, la gente correva al cinema più per vedere Jennifer Lopez che per il film in sé. Niente di straordinario, un’anaconda lunga 12 metri uccide tutti quelli che si mettono sulla sua strada. Un po’ di sbadigli ma se il genere vi piace, accomodatevi.

Bianca: Un classico di Nanni Moretti del 1984. Se vi piace il suo cinema, il suo stile e non avete visto questo film, direi proprio che potete fermarvi qui e cominciare a guardarlo. Morettiano fino al midollo.

Brian di Nazareth: La Bibbia rivisitata dai Monty Python. Filmone del 1979, uno dei più alti momenti di comicità degli anni 70, un cult intramontabile.

Clerks: Grande classico del cinema indipendente americano, che consegna Kevin Smith al mito. Commedia in bianco e nero, sboccata e dai dialoghi fulminei, incentrata su due commessi di un negozio che vende un po’ di tutto. Irresistibile.

la Cosa: Altro cult datato 1982, diretto da John Carpenter. Una spedizione in Antartide, un gruppo di ricercatori, un mostro capace di assumere le sembianze di chiunque. Paranoico, spaventoso, magistrale. Da recuperare.

la Donna che visse due volte: C’è davvero bisogno di presentare questo film? Uno dei più grandi capolavori di Alfred Hitchcock, sul quale si sono sprecate pagine e pagine di libri di teoria e critica del cinema. Film immenso, con James Stewart e un’indimenticabile Kim Novak.

Dal tramonto all’alba: George Clooney e Quentin Tarantino alle prese con un bar pieno zeppo di vampiri, in un film che più pulp non poteva essere. Il regista è Robert Rodriguez e il film è del 1993. Piccolo grande cult. Da vedere (se vi piace il genere)

Donnie Brasco: Al Pacino e Johnny Depp in uno dei gangster movie più belli degli anni 90. La vera storia di un agente dell’FBI infiltrato nella mafia, che instaura un rapporto paterno con un gangster di mezza tacca. Stupendo.

L’esercito delle 12 scimmie: Bellissimo film di Terry Gilliam del 1995, con Bruce Willis e un grande Brad Pitt. La storia, per quanto arzigogolata, è avvincente e coinvolgente, il finale è memorabile. Da vedere.

E.T. l’Extraterrestre: Ha forse bisogno di presentazioni? Uno dei film più celebri degli anni 80, la summa del cinema di Steven Spielberg. Non l’avete ancora visto? Non ci credo.

Eva contro Eva: Classicone del 1950 candidato a 14 (!) Oscar (ne ha vinti 6, tra cui miglior film). Splendida occasione per recuperare un grande film del passato in cui un’aspirante attrice viene accolta sotto l’ala protettrice di una diva molto celebre ma molto meno giovane…

Fuga di mezzanotte: Ansiogeno e inquietante, a suo modo un classico degli anni 70. Uno studente americano è condannato a 30 anni di carcere in Turchia per aver tentato di uscire dal Paese con due chili di fumo. Le prigioni turche a quei tempi non erano proprio una passeggiata di salute. Filmone (tratto da una storia vera).

Grease: Uno dei musical più riusciti di sempre. John Travolta, bulletto con giubbotto di pelle e brillantina, si innamora di una brava ragazza. Colonna sonora formidabile e grande film.

Grosso Guaio a Chinatown: Capolavoro di John Carpenter del 1986. Un film di avventura in una San Francisco sovrannaturale, con dialoghi taglienti e scene memorabili. Kurt Russell personaggio di culto. Divertentissimo, da serata con pizza e allegria.

Hocus Pocus: Cult anni 90 firmato Disney, con tre streghe che tornano in città la notte di Halloween in cerca di fanciulli da sacrificare. Tre ragazzini daranno filo da torcere alle megere, magnificamente guidate da Bette Midler.

Howard e il destino del mondo: Cult assoluto degli anni 80, con un papero antropomorfo venuto dallo spazio che deve salvare la Terra dalla distruzione. Spassoso e geniale. Non so come sarà invecchiato, ma non vedo l’ora di rivederlo!

le Iene: Capolavoro di Quentin Tarantino. Adatto a tutti, ad ogni tipo di serata, ad ogni bisogno di cinema. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Totale.

l’Infernale Quinlan: Filmone del 1958 scritto, diretto e interpretato da Orson Welles. I primi tre minuti, senza tagli, sono una delle sequenze più celebri della storia del cinema. Poliziesco appassionante, un classico da non perdere (anche se Charlton Heston fa la parte di un messicano…).

gli Intoccabili: Capolavoro di Brian DePalma, uno dei miei film preferiti in assoluto. La lotta di Kevin Costner, Sean Connery e Andy Garcia contro l’indimenticabile Al Capone di Robert De Niro. Se non lo (ri)vedete siete solo chiacchiere e distintivo…

Jackie Brown: Terzo film di Quentin Tarantino, un omaggio a “Rushomon” di Kurosawa in chiave pulp. Uno degli ultimi bei film di Robert De Niro prima di rovinarsi la carriera. Non è geniale come i precedenti “Le Iene” o “Pulp Fiction”, ma è sempre Tarantino.

JFK: Gran bel film di Oliver Stone, uscito nel 1991. Tre intense ore per raccontare le indagini dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Se volete dedicare tutto questo tempo a un film e l’argomento vi interessa, questo di Stone merita davvero la visione. Con un ottimo Kevin Costner.

Jumanji: Un classico degli anni 90, con Robin Williams e una giovanissima Kirsten Dunst. Un gioco da tavola si trasforma in un’avventura pericolosa ma al tempo stesso avvincente. Ai vostri bambini piacerà.

Matrix: Uno dei film più importanti degli ultimi trent’anni di cinema, il capolavoro fantascientifico dei fratelli (ora sorelle) Wachowski. Immagino lo abbiamo visto e rivisto un po’ tutti, ma se così non fosse… correte su Netflix!

Mean Streets: Film del 1973, un must per gli amanti del cinema di Martin Scorsese. C’è un Robert De Niro giovanissimo e un grande Harvey Keitel. Soundtrack splendida per un ritratto di Little Italy sincero e al tempo stesso sopra le righe. Splendido.

il Miglio verde: Gran bel film del 1999 firmato Frank Darabont, tratto da un romanzo di Stephen King. Tom Hanks dirige un carcere dove tra i condannati a morte c’è un uomo di straordinaria bontà. Film memorabile.

Monty Python e il Sacro Graal: La leggenda di Re Artù raccontata dai Monty Python. Il solito umorismo dissacrante, comicità a tutto spiano, risate assicurate. Non credo ci sia qualcuno a cui possano non piacere i Monty Python: ovviamente è straconsigliato.

Mrs Doubtfire: Simpatica commedia del 1993 retta interamente sulle spalle di un Robin Williams clamoroso. All’epoca fu un grande successo di pubblico. Merita decisamente una visione.

la Notte dei morti viventi: Remake del 1990 del capolavoro di Romero datato 1968. Quello di Savini è un ottimo rifacimento: stavolta ci sono i colori, ma le atmosfere e la tensione sono rimaste intatte. Imperdibile per una notte horror con i fiocchi.

Pet Sematary: “Cimitero vivente”, un classico horror degli anni 80. Una tranquilla famigliola scopre che il cimitero vicino casa, dove vengono sepolti gli animali morti, ha il potere di riportarli in vita. Il padre dopo una tragedia tenta il tutto per tutto, ma ben presto si ritroverà a fronteggiare qualche problema, diciamo così, diabolico. Per gli amanti del genere.

il Ragazzo di campagna: A suo modo un cult datato 1984. Renato Pozzetto è il ragazzo del titolo che, in cerca di nuove esperienze, decide di trasferirsi nella grande città, Milano. Qui la vita è molto diversa da come se l’aspettava. Tante situazioni divertenti con Pozzetto che fa il bello e il cattivo tempo. Simpatico.

Re per una notte: Ancora Scorsese, in un film anomalo e probabilmente sottovalutato. Robert De Niro è un comico sconosciuto in cerca di celebrità: farebbe qualunque cosa per ottenere un’apparizione in tv, decide così di fare un gesto estremo. C’è anche Jerry Lewis.

Ritorno al Futuro: Mi rifiuto di credere che esista qualcuno che non ha mai visto questo film. Non aggiungo altro.

Robin Hood – Un uomo in calzamaglia: Classico di Mel Brooks del 1993. La storia di Robin Hood rivista con lo straordinario senso della commedia del regista di “Frankenstein Junior”. Troppo forte.

Scalciando e strillando: Film d’esordio di Noah Baumbach in cui un gruppo di ragazzi cerca di capire cosa fare della vita dopo la laurea. Risate, tenera superficialità, la ricerca di un posto nel mondo: ci sono tutti gli elementi tipici dei suoi film. Il complimento migliore? Sembra un film di Linklater. Breve e molto carino.

Scarface: Cult movie del 1983 firmato da Brian De Palma, con un indimenticabile Al Pacino nei panni di Tony Montana. Se amate il cinema dei gangster immagino che già lo conoscerete a menadito, se invece siete profani e pensate che il genere possa piacervi, questa è una delle pietre miliari.

Senti chi parla: Altra commedia storica, con John Travolta alle prese con un neonato che, nella versione italiana, esprime i suoi pensieri con la voce di Paolo Villaggio. A suo modo un classico, ora è molto invecchiato (ma può essere sempre piacevole).

So cosa hai fatto: Horror di fine anni 90, con un uomo investito da un gruppo di ragazzetti che lo credono morto e non lo soccorrono. L’anno seguente la “vittima” si vendicherà di brutto. Ha qualche spunto, ma non è un filmone. Per una serata pizza e horror però va più che bene.

Street Fighter – Sfida Finale: Classicone d’azione tratto da uno dei videogiochi più celebri di tutti i tempi. Siamo nel 1994 e sono i tempi in cui Jean-Claude Van Damme tirava pugni e calci come se non ci fosse un domani. Rivederlo oggi fa quasi tenerezza. Per appassionati.

Swingers: Film del 1996 che racconta la notte un po’ pazza di un gruppo di amici nel tentativo di consolare uno di loro che si è appena lasciato con la ragazza dopo sei anni. Vince Vaughn (giovanissimo) sugli scudi. Diverte e fa passare una bella serata.

Ultimatum alla Terra: Classicone di fantascienza del 1951, uno di quei bei film in bianco e nero che ci fanno innamorare del cinema. Se vedere un film così vecchio vi incuriosisce e non vi spaventa, questo è da non perdere.

Will Hunting: Gus Van Sant realizza forse il suo capolavoro. Un giovane portiere si rivela un genio della matematica: viene affidato ad uno psicologo per superare i suoi demoni. Splendida coppia di protagonisti (Matt Damon – Robin Williams). Da vedere.

FILM ITALIANI E INTERNAZIONALI
l’Amore è eterno finché dura: 
Uno dei migliori film di Carlo Verdone in questo millennio, una divertente storia d’amore per una serata tranquilla e piacevole. Merita.

Alabama Monroe: Una delle storie d’amore più efficaci, travolgenti e intense di questo decennio cinematografico, ma anche una delle più dolorose: una struggente collezione di scene madri, destinata a restare impressa come un tatuaggio. Mai retorico, mai banale, drammatico, carico, eloquente. Bellissimo (vai alla recensione)

Ascensione: Film francese prodotto da Netflix. Ispirato da una storia vera, un ragazzo franco-senegalese scala l’Everest per conquistare una ragazza. Il classico film “carino”: si lascia guardare con piacere, lo si trova simpatico, il giorno dopo lo si dimentica. Perfetto per una serata leggera leggera. Bellino.

el Bar: Se con “Le streghe son tornate” del 2013 Alex De La Iglesia aveva dato libero sfogo al suo talento “pulp”, con questo nuovo film conferma la sua bravura nel costruire storie legate da violenza fumettistica, risate a denti stretti e situazioni al limite del paradossale. Divertente, grottesco, scorre che è un piacere (vai alla recensione)

Basilicata Coast to Coast: Debutto di Rocco Papaleo alla regia. Film del 2010 diventato un piccolo culto per la freschezza e la simpatia. Esordio per Max Gazzé come attore. Per una serata rilassante.

Belgica: Felix Van Groeningen aveva stupito tutti con il bellissimo “Alabama Monroe”. Il suo film successivo però non è all’altezza del precedente. Le vicende girano attorno a due fratelli e al locale che hanno preso in gestione. Tutto molto freddo e piuttosto prevedibile. Peccato.

Berlin Calling: Follia elettronica, un vago sentore di “Trainspotting” e un eco molto forte da “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Il tutto in versione tedesca, con il mondo della musica elettronica visto dalla parte di chi la crea. Il film che ha reso Paul Kalkbrenner una celebrità musicale. Interessante, ma folle.

il Centenario che saltò dalla finestra e scomparve: Già dal titolo si capisce che ci troviamo di fronte ad una storia brillante, intrigante, e quel che ne esce fuori è infatti una simpatica commedia divertita e divertente, che in qualche modo strizza l’occhio a “Forrest Gump” e ad altre fortunate pellicole on the road. Dalla Svezia col sorriso (vai alla recensione)

il Concerto: Che emozione questo film di Radu Mihaileanu. Sarà anche lineare e semplice, ma è talmente pieno di bellezza umana che non si può evitare di restare catturati da questa cornice di confusa allegria e amore per la musica. Melanie Laurent è magnifica. Qualunque sia il vostro mood, merita di essere visto.

la Donna che canta: Splendido film di Denis Villeneuve. Inizialmente si fa un po’ fatica ad entrare nel film, ma in realtà la storia della donna che canta è sempre più coinvolgente, fino ad un finale spaventosamente bello. Forse un film troppo per cinefili, ma è bellissimo.

l’Età d’oro: Una sorta di “Nuovo Cinema Paradiso” ambientato nell’arena della splendida Monopoli. Non è un film riuscitissimo, ma Emanuela Piovani ci ha messo tanta passione, un omaggio ad Annabella Miscuglio e un finale che fa sognare i cinefili. Con Laura Morante.

il Favoloso mondo di Amelie: Arriva su Netflix un altro film di culto, la Amelie Poulain che ha ispirato e influenzato il mood di migliaia di ragazze in tutto il mondo. Lo abbiamo visto e rivisto un po’ tutti, ma una visione extra non guasta mai. Consigliatissimo.

il Figlio della sposa: Splendido film argentino, di Juan José Campanella, già regista del capolavoro “Il segreto dei suoi occhi”. Brillante, malinconico, dolce e semplicemente bellissimo, con il solito grande Ricardo Darin e un’atmosfera che solo il cinema argentino sa regalare. Commovente ed emozionante.

il Gioiellino: Onestamente mi aspettavo di più e sono rimasto un po’ deluso, anche perché il film precedente di Molaioli mi era piaciuto molto (“La ragazza del lago”). Servillo è sempre bravo, è quasi banale ribadirlo, ma il film mi è un po’ sfuggito di mano: a tratti è troppo tecnico, e non capivo di cosa si stesse parlando (colpa mia, probabilmente), a tratti troppo forzato, e la cosa mi ha dato fastidio. La cosa che ho apprezzato di più è sentire una telecronaca di Bruno Pizzul, fate un po’ voi!

il Giorno in più: Tratto da un libro di Fabio Volo, una storia romantica e leggera tra Italia e New York. Se vi è piaciuto il libro, vi piacerà anche il film. Per tutti gli altri: si può trovare decisamente di meglio da vedere.

Giovane e bella: I desideri sessuali di una giovane ragazza parigina che comincia a fare la escort un po’ per gioco, un po’ per noia. Ozon ha il “difetto” di realizzare sempre bei film, ma mai un capolavoro. Buon film, appunto, ma si può trovare di meglio.

Gomorra: Celebre pellicola di Garrone, tratta dal libro di Roberto Saviano. Racconta piccoli grandi episodi di Camorra, dalla violenza per le strade alla violenza invisibile delle discariche di rifiuti tossici che avvelenano l’aria. Ormai si può definire un classico. Molto bello.

Happy Family: Gabriele Salvatores tenta la via della leggerezza, in un racconto milanese a tratti surreale ma godibile e pieno di ironia. Per una serata tranquilla e piacevole all’insegna del cinema italiano. Merita la visione.

Ida: Basterebbe osservare la regia di Pawlikowski per godere di questo film (una lunga serie di inquadrature fisse, splendide cornici riempite da una sobria ed elegante composizione); basterebbe ammirare il bianco e nero della fotografia per restare estasiati. Ma c’è di più: due grandi attrici, una storia scevra da ogni retorica, ottima musica. Stupendo (vai alla recensione)

l’Immortale: C’è il tocco inconfondibile di Takashi Miike, uno dei più grandi e prolifici registi del Sol Levante, ma stavolta è molto più che fiotti di sangue e arti mozzati. Ci sono cinquanta sfumature di vendetta, filosofia orientale, riflessione profonda sulla vita e la morte. Bel film, un po’ troppo lungo forse, ma davvero bello. Consigliato a chi ama i film cappa e spada asiatici.

Io non ho paura: Una delle massime espressioni della collaborazione tra Gabriele Salvatores e Niccolò Ammaniti. Paesaggi meravigliosi, ben scritto e ottimamente interpretato (Abatantuono sorprendente). Merita la visione.

Love me!: Film indipendente tedesco, con una ragazza ribelle alla ricerca di un posto nel mondo. Dialoghi improvvisati, citazioni cinefile ma soprattutto emozioni non mascherate rendono questa opera prima una pellicola sincera, imperfetta sotto molti punti di vista, ma per questo più umana e probabilmente reale. Piaciuto (vai alla recensione)

Lui è tornato: Hitler torna nella Germania di oggi. Su questa idea si basa un film decisamente interessante che, nonostante un vistoso calo di ritmo nella parte centrale, è geniale ed incredibilmente lucido nel descrivere, in maniera leggera e originale, il mondo di oggi. Finale agghiacciante. Buonissimo film.

la Mafia uccide solo d’estate: Adorabile pellicola di Pif, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. La Sicilia della mafia e degli attentati vista dagli occhi di un bambino innamorato. Bellissimo.

Malena: Tornatore sa raccontare benissimo gli scorci siciliani del secolo scorso. La storia di un ragazzino innamorato della più bella donna del paese (Monica Bellucci), in una cittadina dove l’invidia è una brutta bestia…

Mia madre: Nanni Moretti gira un film semi-biografico, elaborando tramite il cinema il lutto per la perdita della madre. Facile emozionarsi con una storia del genere, che può toccare tutti. Al di là del ricatto psicologico, è un film molto bello, ma diciamo che non è l’ideale per una serata spensierata…

the Millionaire: Splendido film di Danny Boyle, vincitore di 8 premi Oscar. Tratto dal bellissimo libro “Le dodici domande”, è la storia di un ragazzo indiano proveniente dalle baraccopoli che tenta la strada del successo nel quiz “Chi vuol esser milionario?”. Ogni risposta è un’esperienza di vita vissuta. L’ho amato moltissimo, da vedere assolutamente.

N – Io e Napoleone: Molto simpatico. Il giovane Elio Germano va in Corsica per uccidere Napoleone, ma rimarrà attratto dal personaggio e ben presto diventerà suo confidente. Bel film, oltre a Germano ci sono Daniel Auteuil e Valerio Mastandrea.

Nocturama: Che sorprese che ci fa Netflix! Si tratta di un film francese visto nel 2016 alla Festa del Cinema di Roma, un colpo di fulmine istantaneo. Un gruppo di ragazzi mette in piedi un attacco terroristico a Parigi, per poi rifugiarsi in un centro commerciale dove possono essere re per una notte… Tra Romero e Kurosawa, un gioiello.

Non ho sonno: Dario Argento, Torino e la colonna sonora dei Goblin. Nel 2001 il Maestro tenta di riproporre la formula vincente di “Profondo Rosso”, con risultati più o meno deludenti. Non è un brutto film (almeno rispetto alle ultime produzioni del regista), ma neanche è imperdibile.

Orgoglio e Pregiudizio: Trasposizione cinematografica, molto ben fatta, del classico letterario di Jane Austin. Keira Knightley è un’incantevole Elizabeth Bennet.

un’Ottima annata: Ridley Scott e Russell Crowe ancora insieme dopo “Il gladiatore”. Commedia romantica bellissima tra i vigneti della Provenza. Forse tanti cliché, ma chi se ne importa, è un film perfetto per una serata bella e leggera. Con una giovane (e meravigliosa) Marion Cotillard.

il Pianista: Splendido film del 2002 diretto da Roman Polanski, con un meraviglioso Adrien Brody. Uno dei migliori film ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale. Bellissimo.

il Piccolo Nicolas e i suoi genitori: Film francese delizioso: certo, non sarà “Gli anni in tasca”, ma le piccole pesti ci regalano quasi un paio d’ore di assoluta leggerezza. Un film con bambini ma non solo per bambini, fa divertire tutti. Il maestro François, ovunque sia, strizza l’occhio.-

la Prima cosa bella: Uno dei migliori film di Paolo Virzì, uno dei migliori esempi di cinema italiano degli ultimi anni.

the Program: Stephen Fears racconta lo scandalo doping dietro i successi di Lance Armstrong, con un film intenso a metà strada tra il racconto documentaristico e l’adrenalina da strada. Non male, se l’argomento vi interessa è da non perdere (vai alla recensione)

Quasi amici: Uno dei casi cinematografici più clamorosi degli ultimi anni. Un ragazzo nero si prende cura di un quadriplegico, cambiandogli la vita. Un bellissimo film su amicizia e valori: si ride anche un po’, il che non guasta. Da vedere.

the Queen: I film di Stephen Frears andrebbero visti a priori. Ritratto della Regina d’Inghilterra (premio Oscar per Helen Mirren) nel periodo in cui il Paese e la Famiglia Reale devono affrontare il lutto per la morte di Lady Diana. Molto interessante.

Rimetti a noi i nostri debiti: Primo film italiano prodotto da Netflix, è quello che si può definire una perdita di tempo. Non mi è piaciuto neanche per un istante e gli attori sembrano la brutta copia di loro stessi. Per quanto mi riguarda, bocciato su tutta la linea.

il Segreto dei suoi occhi: Tra i cinque film più belli presenti in tutto il catalogo Netflix. Uno dei miei film preferiti in assoluto. Thriller argentino di rara bellezza, vincitore dell’Oscar nel 2010 per il Miglior Film Straniero (vai alla recensione)

Uomini che odiano le donne: Bel thriller svedese, capitolo iniziale di una fortunatissima saga (che ha anche avuto un evitabile remake statunitense). Se vi piace il genere è un film molto interessante.

la Vita di Adele: Dura tre ore e vi richiederà un certo impegno, ma il risultato sarà meraviglioso. Ci sono alcuni film che raccontano la vita, che cercano di imitarla, di riprodurla. Ci sono però altri film, pochi a dire la verità, che sono la vita. Quello di Abdellatif Kechiche appartiene a questa categoria. Un capolavoro (vai alla recensione)

una Vita tranquilla: Toni Servillo è un immigrato italiano in Germania. In realtà è fuggito dalla camorra per rifarsi una vita, che sarà tranquilla (come da titolo) finché non lo troveranno… Dove c’è Servillo tutto brilla: buonissimo film.

We are young we are strong: Antonio Gramsci diceva: “Il vecchio mondo muore e il nuovo non può ancora nascere: oggi è il tempo dei mostri”. In questa frase si può racchiudere il senso del film, ambientato in quella Germania che nel 1992 era ancora un Paese giovane, incontrollabile, unito da soli tre anni e ancora lontano dal benessere economico di oggi. Bellissimo! (vai alla recensione)

FILM USA
12 Anni Schiavo: 
Quello che è stato definito come “il capolavoro di Steve McQueen” non va oltre una pienissima sufficienza. La regia è magnifica, gli attori perfetti, eppure c’è qualcosa che non convince pienamente, pur restando un film molto bello (vai alla recensione)

Animali Notturni: Impegnativo e disturbante ma anche molto bello. Difficile da commentare in due righe, merita una seconda visione. Esteticamente eccelso, a livello narrativo ha bisogno del massimo impegno da parte dello spettatore: se questo impegno ci sarà, la gratificazione sarà enorme.

Annientamento: Buonissimo film di fantascienza. Alex Garland è bravissimo, perché sa come alternare la tensione da mero horror con la profondità e l’intelligenza del film d’autore, accompagnandoci, seppur con qualche limite, in un viaggio alla letterale riscoperta di se stessi. Con Natalie Portman. Vale decisamente la visione (vai alla recensione)

Babadook: Un buonissimo horror, piuttosto canonico nella messa in scena, ma senza dubbio affascinante da un punto di vista metaforico. Qualche spavento, una buona dose di ansia e soprattutto un finale davvero interessante. Bello.

the Bad Batch: Primo film americano dell’iraniana Ana Lily Amirpour. Il film precedente lo avevo amato (“A girl walks home alone at night”), ma questo non sono riuscito neanche a finirlo, ed è una cosa che mi capita davvero raramente. Ha le sue trovate pazzesche, è innegabile, ma mi ha annoiato a morte.

Bastardi senza gloria: Un film di Quentin Tarantino vale sempre la pena d’esser visto. Un film di Tarantino ambientato durante la seconda guerra mondiale, con un gruppo di ebrei ammazza-nazisti, è invece qualcosa di imperdibile. Splendido in ogni sua componente, dagli attori alle musiche, dalla fotografia alla regia (vai alla recensione)

Blue Jay: Il film, prodotto dai Duplass, è un tenero e dolce incontro casuale tra due ex fidanzatini del liceo che non si vedevano da vent’anni. Tante parole, ricordi e un finale che fa battere il cuore. Una delle ultime chicche del genere mumblecore (una branca del cinema indipendente alla quale ho dedicato un articolo qui). Bello.

la Casa: Su Netflix purtroppo sbarca non il cult di Sam Raimi, ma il remake del 2013 diretto da Fede Alvarez. Inutile dirlo, se il film originale ha tutti i crismi per essere un horror degno di questo nome, qui possiamo elencare tutti i motivi per cui questo non lo è. Effetti speciali e sonori a tutto spiano, politicamente corretto. Per me è no.

Changeling: Uno dei film più belli usciti in Italia nel 2008, quando Clint Eastwood sfornava ancora un capolavoro dietro l’altro. Una storia appassionante, coinvolgente fino alla fine, emozionante. Grandiosa Angelina Jolie. Filmone totale.

Chicago: Musical di buonissima fattura, vincitore di caterve di Oscar nel 2003 (compreso quello, immeritato, come Miglior Film). Non l’ho amato particolarmente, ma se vi piace il genere ne varrà sicuramente la pena.

Come l’acqua per gli elefanti: Un pachiderma produttivo che fa acqua da tutte le parti: in buona sostanza questa è l’impressione che resta al momento dei titoli di coda, dopo aver anticipato mentalmente l’ennesima frase, l’ennesima scena. Da evitare (vai alla recensione)

Come un tuono: Il film di Derek Cianfrance più che come un tuono, come da titolo, scorre come un fiume in piena, dalla corrente travolgente, che trascina le emozioni dei suoi personaggi fino ad un mare di vorticose sensazioni. Appassionante nella sua imperfezione, solido nonostante i suoi difetti (vai alla recensione)

Closer: Gran bel film del 2002 diretto da Mike Nichols. Interpretato da quattro attori eccellenti (in particolare Clive Owen e Natalie Portman), con alcune battute da antologia, è incentrato su una serie di incroci amorosi, di separazioni, di ritrovamenti. Ha il merito inoltre di aver consegnato alla storia “The Blower’s Daughter” di Damien Rice.

Cloud Atlas: Dai registi di “Matrix”, un’opera dal vago sentore new age, capace di alternare sei film, sei trame e sei epoche storiche differenti in un flusso cinematografico unico e continuo, credibile, funzionale, ricco di fascino. Un film molto bistrattato, che però ho amato molto. Siamo tutti connessi (vai alla recensione)

Crimson Peak: Purtroppo la bellezza degli effetti speciali e la magia dell’ambientazione non basta ad allontanare quella sensazione di “già visto” che pervade ogni singola scena, talvolta correndo il rischio di cadere nel ridicolo, come nel finale. Evitabile, nonostante il talento visivo di Guillermo Del Toro (vai alla recensione)

le Crociate: Polpettone di due ore e mezza firmato da Ridley Scott. Una palla colossale, con uno straordinario cast di attori svogliatissimi. Da evitare, a meno che non vi piacciano le trashate piene di azione e amenità.

the Departed: Il film che ha finalmente dato l’Oscar a Martin Scorsese. Leonardo Di Caprio e Matt Damon in uno splendido intreccio tra poliziotti e criminali, per una serata di grande cinema.

Drive: Se non è un capolavoro, poco ci manca. Ryan Gosling, una Los Angeles al neon e una colonna sonora indimenticabile. Basta vedere i primi 5 minuti per innamorarsi del film. Da vedere subito.ù

the Eagle: Questo film sta a “Il gladiatore” così come la Lazio sta alla Roma: è inferiore, appunto (e neanche poco). Si può evitare.

Equilibrium: Film del 2002 che mette insieme “Matrix”, “1984” e “Fahrenheit 451”, ambientato in un futuro distopico in cui le emozioni vengono bandite. Non male, ma neanche eccezionale. Christian Bale è il protagonista. Per chi ama il genere.

Eternal Sunshine of the Spotless Mind: Uscito in Italia con l’orrido titolo “Se mi lasci ti cancello”, quello di Michel Gondry è senza il minimo dubbio uno dei film più belli di questo millennio. Un film di culto che abbiamo visto, rivisto e amato. Inutile aggiungere altro.

E venne il giorno: Da M. Night Shyamalan non mi aspetto mai capolavori: qui le scene sono di grande impatto ma il finale lascia un po’ storcere il naso, come spesso accade nei suoi film. Insomma, l’inizio è scoppiettante, il film è realizzato bene ma non è riuscito a convincermi del tutto. Buon film, ma allo stesso tempo discutibile.

the Family Man: Film per famiglie (come suggerisce il titolo…) con un buon Nicolas Cage. Tipico film natalizio pienissimo di bei sentimenti, belle emozioni, da vedere con un partner. Niente di che, ma se avete bisogno di un po’ di bontà a buon mercato, vi piacerà.

la Festa delle fidanzate: Film Netflix con Bob Odenkirk (il Saul Goodman di “Breaking Bad”). L’unico pregio è che dura soltanto un’ora e dieci, ma è stata comunque un’ora e dieci buttata. Da evitare.

i Figli degli Uomini: Straordinario film di Cuaron e straordinario esempio di fantascienza distopica. In un mondo dove non nascono più bambini da 18 anni, Clive Owen deve difendere un’immigrata clandestina che è incredibilmente rimasta incinta. Film stupendo.

Freeheld: Bel dramma. Il film ci mette un po’ a decollare, ma quando lo fa non molla più. L’entrata in scena di Steve Carrell (linea comica stile Saul Goodman di Breaking Bad) dà la svolta in più al film, tratto da una storia vera. Benissimo Ellen Page e Michael Shannon, mentre la bravura di Julianne Moore non dovrebbe fare più notizia. Bello.

Genius: Storia del rapporto tra l’editore Max Perkins e lo scrittore Thomas Wolfe. C’è qualcosa di assolutamente commovente in questo film, una costante sensazione di malinconia, di tristezza soffusa, che si insinua tra le scartoffie sulla scrivania di Perkins, nei bar, nelle stazioni del treno. Il cast è spaventoso: Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce. Piaciutissimo

il Gladiatore: Cult assoluto del 2000, firmato Ridley Scott. Russell Crowe è un ex generale romano costretto all’esilio. Diventerà gladiatore per vendicare i suoi cari contro un magnifico Joaquin Phoenix. Ha segnato un’epoca, da vedere.

Gosford Park: Tipico film corale di Robert Altman, del 2001. Una sorta di Cluedo in formato cinematografico, elegante, ironico, a tratti bellissimo e a tratti un po’ meno riuscito. Se vi piacciono i gialli alla Agatha Christie farà al caso vostro.

la Grande scommessa: Il bello del film è che non finisce sui titoli di coda. Nel senso che, a meno che non siate laureati in economia, vi verrà voglia di fare ricerche per capire il significato di ciò che avete appena visto. Oltre a questo, è un film bellissimo con un cast incredibile. La crisi economica americana non è mai stata raccontata così bene.

Guardiani della galassia: Non è il mio genere, ma è comunque un film carino, che non si prende troppo sul serio e fa bene il suo lavoro di intrattenimento. Se vi piace la fantascienza pop, anche senza Jedi o spade laser, allora vi farà passare una buona serata senza pensieri.

Guida galattica per autostoppisti: Dal libro cult di Douglas Adams, un film di fantascienza simpatico, divertentissimo, girato in maniera intelligente e mai superficiale. Alcune trovate sono favolose, classico film da pizza a domicilio e serata divertente.

Hannibal: Sequel de “Il silenzio degli innocenti” incentrato sul personaggio di Anthony Hopkins, Hannibal Lecter. Non è male ma ovviamente non è all’altezza del capolavoro di Jonathan Demme.

the Hateful Eight: Quentin Tarantino immerge un gruppo di “iene” in una vecchia locanda western, costruendo intorno ad esso un intreccio alla Agatha Christie. Immagini sbalorditive e scene straordinarie. Un film imperdibile (vai alla recensione)

Hell or high water: Il film è Texas puro, fino al midollo. Sembra un romanzo di Lansdale con un tocco alla “Non è un paese per vecchi”. Si tratta della storia di due fratelli che, per salvare la fattoria di famiglia, derubano le filiali della banca che li sta rovinando. Sulle loro tracce un vecchio ranger (Jeff Bridges straordinario) in cerca di gloria prima dell’imminente pensionamento. Un western urbano, direbbero quelli bravi. Da vedere.

Hugo Cabret: Parigi, Melies, il cinema e il buon Martin Scorsese alla regia: mi aspettavo un capolavoro totale, e forse è per questo che ho trovato il film un po’ al di sotto delle aspettative. Il punto è che i momenti più emozionanti sono quelli in cui ci sono le immagini dei film muti, e sono questi ad emozionare molto più di tutto il resto. Bello ma non balla. Resta comunque un film da vedere.

the Hurt Locker: Ottimo film di Kathryn Bigelow, incentrato su una squadra di artificieri impegnata in Iraq. Molta intensità, è probabilmente uno dei suoi film migliori (ha vinto 6 Oscar, tra cui quello come miglior film e migliore regista).

I don’t feel at home in this world anymore: Vincitore del gran premio della giuria al Sundance 2017. Commedia nera che in qualche modo cerca di imitare il cinema dei fratelli Coen, riuscendo a metà nell’impresa. Un film leggero per una serata senza pretese: onesto, ma non memorabile.

the Imitation Game: La vera storia di Alan Turing e di “Enigma”, la macchina capace di decodificare le comunicazioni dei nazisti. Film interessante ma non indimenticabile, con un ottimo Benedict Cumberbatch.

Into the wild: Altro cult movie firmato Sean Penn, reso indimenticabile dalla colonna sonora di Eddie Vedder. Un viaggio nelle terre selvagge, la storia vera di Christopher McCandless. Un film che va visto obbligatoriamente.

Io, Robot: Film del 2004 di Alex Proyas, liberamente tratto dall’antologia omonima scritta da Isaac Asimov, un caposaldo della letteratura di fantascienza. Un po’ troppa azione per i miei gusti, ma il film non è male. Un po’ di sano intrattenimento, con Will Smith.

Kick-Ass: Fumettone cinematografico divertente e spassoso. Un ragazzino impacciato sogna di diventare un supereroe, indossa così una tuta e cerca di difendere la città dal male. Ne succedono di tutti i colori. Molto simpatico.

Kill Bill Volume 1: Se vi piace il cinema di Tarantino, qui è probabilmente alla sua massima espressione. Un capolavoro di estetica, spettacolarizzazione della violenza, frasi ad effetto, genio e potenza visiva. Da vedere insieme al Volume 2.

Kill Bill Volume 2: Leggermente inferiore rispetto al primo capitolo, ma sempre straordinario. Da vedere e rivedere (ovviamente dopo il Volume 1).

Kodachrome: Non sono molti i film capaci di raccontare bene la fotografia e, credetemi, in quanto fotografo appassionato di cinema ne ho visti a dozzine. Questo non è un capolavoro, anzi a tratti sa anche essere piuttosto prevedibile, però mi è proprio piaciuto molto (vai alla recensione)

il Ladro di orchidee: Capolavoro di Spike Jonze, scritto da Charlie Kaufman (lo sceneggiatore di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”) su Kaufman stesso: lo scrittore è alle prese con l’adattamento di un libro per il cinema, la mancanza di idee e un fratello gemello molto ingombrante. Straordinario.

Limitless: Film del 2011 dal grande ritmo, con un affascinante storia di fondo. Uno scrittore sfigato rimedia per caso una pillola che permette di aumentare a dismisura la propria attività cerebrale. È così che Bradley Cooper si trasforma in un genio della finanza. La cosa gli procurerà però non poche noie. Piacevole, perfetto per alzare il livello di un pomeriggio noioso.

Looper: Sarò onesto, non gli avrei dato una lira e invece è proprio un buon filmetto. Certo, niente di incredibilmente memorabile, ma sono due ore che trascorrono rapide e indolori, piacevolmente. Viaggi nel tempo, un bambino inquietante, Bruce Willis: tre buoni motivi per vederlo. Per una serata senza grandi pretese.

Lost in Translation: Gioiello di Sofia Coppola, con una giovanissima Scarlett Johansson e un ritrovato Bill Murray persi nelle loro solitudini in un albergo di Tokyo. Film di rara bellezza. Imperdibile.

the Master: Film del 2012 di Paul Thomas Anderson. Se siete particolarmente interessati alla recitazione questo film è un manuale: vale la pena vederlo anche solo per ammirare Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix (e Amy Adams). Film tosto nei contenuti, difficile da fruire, ma se riuscite a entrare nella storia avete fatto davvero tombola, perché è uno di quelli che restano addosso.

Max Payne: Film d’azione tratto da un videogioco di grande successo. Un prodotto di sicuro successo per quel che concerne il suo target di riferimento, l’altra faccia della medaglia però non è così sorridente: chi non ama il genere si potrebbe ritrovare a combattere contro i fantasmi della noia. Evitabile.

the Meyerowitz stories: Noah Baumbach prova ad alzare l’asticella con un cast clamoroso: Dustin Hoffman, Ben Stiller, Adam Sandler, Emma Thompson. Conflitti di famiglia e rapporti interpersonali sono il suo pane, stavolta però c’è qualcosa che si perde per strada. Resta comunque un film più che buono, ma da Baumbach ci si aspettava qualcosa in più.

Mission to Mars: Bellissimo film di fantascienza diretto da Brian DePalma e musicato da Ennio Morricone. Il titolo già dice molto sulla trama. Ai tempi fu un flop, ma a me è piaciuto moltissimo. Se vi piace l’esplorazione spaziale, penso che questo farà al caso vostro.

the Mist: Splendido horror di Frank Darabont, tratto da Stephen King. Un film che non ha pause, non lascia tregua allo spettatore e ai suoi personaggi, dei quali non si sa nulla fin quando la potenza degli eventi non si scatena. Bellissimo (vai alla recensione)

Moulin Rouge: Uno dei musical più belli e indimenticabili della storia. Il capolavoro di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman e Ewan McGregor. Colonna sonora splendida, composta da brani pop-rock famosissimi, reinterpretati dagli attori. Un classico, da non perdere.

Mudbound: Quattro nomination agli Oscar per un ottimo film sul tema del razzismo. Ottimi attori, ottime atmosfere, molto apprezzato il cambio continuo di voci fuori campo. Un bel film drammatico, vale decisamente la pena.

Mulholland Drive: Uno dei più grandi capolavori di questo millennio, nonché summa del cinema di David Lynch. Non facilissimo da comprendere, nel momento in cui si coglie la chiave di lettura il film ci esplode nel cuore. Capolavoro totale.

Neon demon: L’ultimo film di Refn parte decisamente bene, poi però a metà film decide di trasformarsi in qualcos’altro, perdendosi totalmente nella follia. Esteticamente però è un film talmente bello che si può anche chiudere un occhio di fronte ai buchi di sceneggiatura per godersi le immagini. Per amanti dell’immagine.

Neverland: Gran bel film di Marc Foster del 2004. Johnny Depp è James Barrie, autore di “Peter Pan”, in un film bellissimo, pieno di buoni sentimenti ma anche di risvolti drammatici. Emozionante (e con un ottima Kate Winslet).

the Next Three Days: Adrenalinico tentativo di un marito di far evadere la moglie accusata di omicidio. Girato benissimo, per una serata piena d’azione (vai alla recensione)

Nick & Nora: Buonissimo indie movie ambientato interamente durante una notte newyorkese. Amori adolescenziali e la ricerca di un concerto rock “fantasma” alla base di un film piacevole, godibile, costellato da belle canzoni. Piaciuto.

la Notte del giudizio – Election Year: Terzo capitolo di una saga niente male. Per legge, durante una notte ogni anno, l’omicidio non è reato. I cittadini sfogano così i loro istinti più beceri. Interessante l’ambientazione “elettorale” in cui sono candidati una donna e un pazzo furioso: vi ricorda qualcosa? Da vedere con pizza e amici in una notte d’estate. Si può vedere.

One Day: Un film costellato di alti e bassi, basato su un’idea piuttosto originale che però perde la sua potenza in un “colpo di scena” forzato che sembra piazzato là, ad un quarto d’ora dalla fine, come se non si fossero trovate idee migliori per risolvere i novanta minuti precedenti. Piacerà (tanto) alle più romantiche (e anche ai più romantici).

il Patriota: Film storico del 2000 di Roland Emmerich, con Mel Gibson che tenta di replicare il successo del suo Braveheart interpretando un patriota durante la guerra d’indipendenza americana. Un po’ troppo convenzionale, ma godibile. Con Heath Ledger.

il Pianeta delle scimmie: Remake di Tim Burton, nonché primo delitto cinematografico del grande regista di “Ed Wood” e “Nightmare Before Christmas”. Film del tutto convenzionale, lontanissimo dalle atmosfere della pellicola originale. Da evitare.

Prisoners: Quando un thriller ti fa passare due ore a mangiarti le unghie fino agli avambracci, allora possiamo dire che ha fatto pienamente il suo dovere. Quando nel thriller in questione ci metti poi attori come Jake Gyllenhaal, Hugh Jackman e Paul Dano, sotto la direzione di Denis Villeneuve, allora state sicuri che si tratta di un filmone.

Prossima fermata Fruitvale Station: Opera prima di Ryan Coogler, un film splendido, che ha fatto incetta di premi al Sundance 2013. Le ultime 24 ore di vita di Oscar Grant, ragazzo nero freddato per caso da un poliziotto durante la notte di Capodanno. L’evento che sta alla base della storia è talmente gelido, talmente feroce, che è veramente difficile non empatizzare con il film (vai alla recensione)

Quasi famosi: Forse il capolavoro di Cameron Crowe. Una colonna sonora meravigliosa per un road movie musicale da far battere forte il cuore. La passione per la musica, il valore delle amicizie, il desiderio di poter raggiungere qualcosa che sembra a portata di mano ma che forse non lo è, che sia il successo o una persona. Film stupendo.

la Ragazza della canzone: Il film è un pretesto per mostrare con le immagini il surreale raduno annuale che si svolge nel deserto del Nevada, “Burning Man”, un festival, un circo, un rave, un momento di gioia e follia. In questo contesto, bellissimo, una storia romantica scialba e senza particolari fremiti. Mediocre.

Room: Uno dei film più belli degli ultimi anni. Madre e figlioletto vivono da anni dentro una stanza, un “monolocale” di pochi metri quadrati: il motivo? Agghiacciante. Quello che succederà? Emozionante. Ecco un film che fa venire voglia di mandare al diavolo tutto e lanciarsi alla (ri)scoperta di ogni cosa: cibo, persone, esperienze, vita. Splendido.

Rush: Ron Howard spinge forte sull’acceleratore dell’emozione e si pone dei limiti solo per superarli: il suo film parte in quarta e non cede mai terreno, il suo incedere incalzante, i suoi personaggi rasentano il mito. È così che si costruisce un grande film, con passione e dedizione. Da vedere (vai alla recensione)

la Scoperta: Ottimo esempio di fantascienza d’autore, con echi di “I Origins” ed “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”. Lo scienziato Robert Redford ha le prove definitive dell’esistenza dell’aldilà, ma dietro questa scoperta c’è ancora di più. Ottimo prodotto, per tutti.

I segreti di Brokeback Mountain: Ang Lee e i due cowboy Jake Gyllenhaal e Heath Ledger. Un film emozionante su una delle storie gay più belle viste al cinema.

Shutter Island: Scorsese e Di Caprio firmano un altro grandissimo film ambientato su un’isola dove sorge un istituto psichiatrico. Il regista gioca con lo spettatore come il gatto col topo. Filmone (vai alla recensione)

Sicario: Denis Villeneuve è uno dei migliori registi in circolazione e il film andrebbe visto anche solo per questo. Una giovane agente dell’FBI prende parte ad un’operazione per porre fine al narcotraffico al confine tra USA e Messico. Ottima tensione, cala un po’ nel finale ma resta comunque un buonissimo film.

Sin City: Film di culto di Robert Rodriguez, del 2005, tratto dal fumetto omonimo di Frank Miller. Una città corrotta, marcia, perennemente sotto la pioggia, una storia di vendetta, amore, violenza, riscatto. Visivamente è un capolavoro. Se vi piace il cinema “pulp”, è da non perdere.

the Spirit: Film di Frank Miller tratto dal fumetto di Will Eisner. Girato con lo stesso stile dark di “Sin City”, è il classico fumettone cinematografico pieno di azione, con l’eroe che deve difendere la città e la pupa. Non mancano gli sbadigli. Per gli amanti del genere.

Star Wars Episodio VII – Il Risveglio della Forza: Nero. La scritta STAR WARS compare sullo schermo, musica di John Williams a tutto volume, e siamo di nuovo bambini. Una storia che ci farà innamorare ancora di più di questa avventura cinematografica. La Forza s’è risvegliata, la nostra passione divampa (vai alla recensione)

Tangerine: Interamente girato con alcuni IPhone, una steadycam e un’app da 8 dollari, si tratta di uno dei film più applauditi al Sundance 2015. Il cinema indipendente americano arricchisce la sua collana con una nuova perla, girata interamente in esterni, con luce naturale, e arricchita da una saturazione dei colori che rende il caldo Natale di Los Angeles ancora più surreale. Molto bello (vai alla recensione)

Tramps: Diretto da Adam Leon, è un notevole indie ambientato tra le vie di una New York finalmente lontanissima dai soliti cliché. Un ragazzo e una ragazza devono recuperare una valigetta perduta: un bellissimo viaggio metropolitano tra due solitudini che lentamente smettono di essere tali. Da vedere.

Tutti vogliono qualcosa: L’ho amato, l’ho visto e rivisto e ogni volta me ne sono innamorato. Il primo giorno di college per un gruppo di matricole, siamo negli anni 80 e la nostalgia per la nostra gioventù scorre a fiotti. Quasi quasi me lo rivedo subito! (vai alla recensione)

Under Suspicion: Thriller senza infamia e senza lode, retto sulle spalle di due grandissimi come Gene Hackman e Morgan Freeman. Ha i suoi spunti e qualche buona trovata, ma alla lunga è abbastanza piatto. Ah, c’è anche Monica Bellucci.

the Walk: Non si può discutere sulla fattura tecnica del film, che da questo punto di vista sembra davvero eccezionale, ma in alcune cose devo dire che non mi ha convinto. Forse il fatto di conoscere già molto bene la storia di Philippe Petit ha giocato a mio sfavore, ma resta comunque un film abbastanza interessante.

the Ward: Un film di John Carpenter merita sempre di essere visto almeno una volta, questo non è proprio il suo titolo più memorabile ma ha il pregio di somigliare ad un film girato negli anni 70 (in realtà è un film del 2010). Per gli amanti del thriller.

Watchmen: Un classico del cinema contemporaneo, un film di supereroi che riesce ad andare oltre la superficie. Tratto da una delle graphic novel più importanti del secolo scorso. Bisogna dedicargli 2 ore e 40, ma le merita.

the Wolf of Wall Street: Martin Scorsese porta i suoi bravi ragazzi nel mondo della finanza e il risultato è un film di 180 minuti in cui ogni scena è spinta all’eccesso: denaro, sesso e droga all’ennesima potenza. Barocco, caleidoscopico, totalmente folle! (vai alla recensione)

Zero Dark Thirty: Kathryn Bigelow racconta l’uccisione di Bin Laden da parte dei marines. La messa in scena è impeccabile, il film è realizzato benissimo, ma è l’ennesima retorica stellestrisce, dove gli Stati Uniti sono eroi senza macchia, i talebani sono tutti criminali e Jessica Chastain è una coatta dell’FBI. Bello quanto irritante.

COMMEDIE
(500) Giorni Insieme: 
Quant’è bello questo film? Tanto. Storia di una giovane coppia vissuta attraverso i 500 giorni che hanno passato insieme: personaggi memorabili, musica strepitosa (Smiths a go go, ma non solo) e una descrizione per niente banale di un rapporto sentimentale ricco di alti e bassi. Ordinatevi una pizza, da soli o in dolce compagnia, e guardatevelo.

Adventureland: Una commedia romantica molto carina, godibile, che scade però in qualche cliché di troppo. Ideale per una serata tranquilla, senza pretese di grande cinema. Buonissimo cast.

l’Amore non va in vacanza: Commedia sentimentale molto carina in cui due donne in crisi, un’americana e una inglese, si scambiano la casa per le vacanze, cambiando radicalmente le loro vite. Piacevolissimo, con Cameron Diaz, Kate Winslet, Jude Law e Jack Black.

Babbo Bastardo: Davvero non avete mai visto questa commedia? Film un po’ sboccato, ma Billy Bob Thornton, nella parte del Babbo Natale da grande magazzino, è un capolavoro. Film natalizio ma meriterebbe una visione anche a Ferragosto. Più cult di così.

Benvenuti al Sud: Remake italiano del bellissimo “Giù al nord” di Dany Boon. Non è brillante come l’originale, ma anche qui si ridacchia qua e là. Classica commedia sulle differenze geografiche e culturali, che in questo caso vede un milanese (Bisio) costretto a lavorare in un paesino della Campania. Simpatico.

Blue Jasmine: Nonostante Cate Blanchett, uno dei film di Woody Allen che ho amato meno negli ultimi anni. Non è male, per carità, ma Woody stavolta si limita a svolgere il compitino: il film va con il pilota automatico (vai alla recensione)

Evolution: Commedia fantascientifica molto carina, firmata dal regista dei “Ghostbusters”. Non è proprio un film irresistibile ma ha degli spunti decisamente divertenti. Ottimo il cast e il film tutto sommato merita sicuramente una visione, ma solo se siete in vena.

a Futile and stupid gesture: La storia di Doug Kenney, fondatore della rivista umoristica National Lampoon, nonché ideatore di un capolavoro come “Animal House”. Alcuni espedienti narrativi sono geniali e il film non solo è uno spasso, ma sa anche raccontare in maniera originale e intelligente i lati oscuri di quello che, a modo suo, può essere considerato un pioniere della comicità moderna. Da vedere.

Hysteria: Un’ora e mezza di ritmo convincente e ottime risate. Come raccontare in chiave umoristica la vera storia dell’invenzione del vibratore. Fa il suo dovere e diverte.

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni: Woody Allen lascia la sua città per tornare in quella Londra nella quale aveva girato tre film, sussurrandoci che il segreto della felicità è l’effimera illusione, l’irrazionalità. Il regista newyorkese non si discosta molto dal suo storico pessimismo nei confronti della vita, ma in questo caso lo fa con poche battute pungenti, e soprattutto senza grandi idee. Passabile (vai alla recensione)

Love actually: Una delle mie commedie preferite in assoluto. Film di Natale firmato da quel genio di Richard Curtis, con un cast fenomenale, da Hugh Grant a Colin Firth, da Keira Knightley a Emma Thompson, da Alan Rickman a Liam Neeson e tanti altri. Tante risate e tante belle vibrazioni assicurate. Imperdibile (anche se sarebbe preferibile vederlo durante l’atmosfera natalizia).

Midnight in Paris: Uno dei migliori Woody Allen degli ultimi vent’anni, Oscar alla sceneggiatura. Owen Wilson si ritrova ogni notte nella Parigi degli anni 20 dove incontra Hemingway, Dali, Man Ray, Francis Scott Fitzgerald e molti altri personaggi storici. Lo amo tantissimo, da vedere e rivedere (vai alla recensione)

Niente da dichiarare?: Dany Boon, già regista di “Giù al Nord”, torna con un’altra commedia basata sulle differenze culturali: un film semplice e divertente, senza pretese, motivo per cui risulta piuttosto amabile. Per una serata spensierata, fa il suo dovere.

Non buttiamoci giù: Quarto romanzo di Nick Hornby a finire su pellicola, probabilmente è il meno riuscito: rispetto al libro mancano ritmo e coinvolgimento. Il film sembra perdere colpi man mano che passano i minuti, si ridacchia a tratti, ma non basta (vai alla recensione)

una Notte da leoni: Commedia divertente e spassosa, non va troppo per il sottile ma funziona alla grande. Un gruppo di amici si sveglia al mattino dopo una sbronza colossale e cerca di ricostruire tutto ciò che è successo la sera precedente a Las Vegas.

Ocean’s Eleven: La banda cool di George Clooney in tutta la sua brillantezza, nel tentativo di rapinare tre casinò contemporaneamente. Divertente e divertito.

Ogni maledetto Natale: Dagli autori di “Boris” una commedia natalizia con due famiglie decisamente sopra le righe. La prima parte, immersa nella campagna viterbese, è abbastanza divertente, anche se un po’ sciocca. Non saranno i Monty Python ma ci si diverte comunque. Pannofino e Mastandrea sugli scudi. Simpatico (vai alla recensione)

Shaolin Soccer: Film assurdo del 2001. Le follie irreali di “Holly e Benji” riportate da una squadra di calcio composta da monaci shaolin, che affrontano le partite con incredibile mosse e stramberie di ogni tipo. In italiano è doppiato dai calciatori di Roma e Lazio di allora (Tommasi, Candela, Delvecchio, Peruzzi, Pancaro, Mihajlovic…). Totalmente fuori di testa.

Ted: Un orso di peluche “vivente” e molto volgare è il migliore amico di Mark Wahlberg. Fa ridere, ma è molto demenziale. Dal creatore de “I Griffin”.

Terapia d’urto: Jack Nicholson e Adam Sandler sono due nomi che, associati ad una commedia, dovrebbero bastare a garantire divertimento e intrattenimento. Vedere per credere.

To Rome with love: Definito da alcuni “un cinepanettone per radical chic”, il film romano di Woody Allen, al netto di alcune trovate geniali, è piuttosto deludente. Si può vedere, pur consapevoli che non si tratta assolutamente di uno dei suoi film più riusciti.

Tre uomini e una pecora: Commedia molto divertente e abbastanza demenziale. Un incrocio tra “Una notte da leoni” e “Funeral Party”, ambientato però durante un matrimonio di alto livello. Tre amici improbabili e una serie di figuracce garantiscono tante risate, purché non siate di quelli con la puzza sotto al naso. Spassoso.

Walk Hard: Parodia di “Walk the Line”, “Ray”, “The Doors” e dei vari biopic musicali degli ultimi decenni. John C. Reilly è il protagonista, rockstar dalla vita turbolenta. Grande musica e si ride abbastanza.

Zoolander 2: Se il primo film era riuscito a far sbellicare dalle risate anche il cinefilo più esigente, questo capitolo secondo è apparso totalmente privo di idee e, quel che peggio, superficiale. Superficiale nella scrittura, superficiale nella messa in scena, come se avessero preso a caso delle mezze idee e le abbiano messe insieme per farne un film. Si può evitare (vai alla recensione)

ANIMAZIONE
Castlevania: Quattro puntate da venti minuti l’una per la prima stagione. Seconda stagione, molto più lunga, appena uscita. Splatter, irriverente, coinvolgente. Se vi piace l’horror-fantasy, beh, è imperdibile (vai alla recensione)

Devilman Crybaby: Innanzitutto va detta subito una cosa: tenete i bambini lontani dalla portata di questo cartone che è sì bellissimo ma anche pieno zeppo di violenza, gente squartata, sesso e tante altre cosette per adulti. Al di là di questo sono dieci puntate davvero bellissime sul celebre “uomo diavolo” della nostra infanzia, adattato e aggiornato al nuovo millennio. Finale mozzafiato.

Flavors of Youth: Film d’animazione cinese diviso in tre episodi, scollegati tra loro, tutti incentrati sul ricordo del passato e sulla malinconia del tempo che passa. Ok il primo, debole il secondo, magnifico il terzo. Occhio alla fine dei titoli di coda.

He Man e i dominatori dell’universo: I Masters! Uno dei cartoni più amati degli anni 80 viene riproposto da Netflix. Rivederli ora fa apparire la serie decisamente datata, ma è sempre un cartone molto bello e molto educativo, mai violento, pieno di morale (ampiamente sottolineata al termine di ogni episodio) e buoni sentimenti. Cult.

the House of small cubes: Capolavoro del 2008. Dura soltanto 12 minuti e ha vinto un Oscar nel 2008 come miglior corto d’animazione. Spegnete tutto e spendete dieci minuti in questo cortometraggio. Ringrazierete.

Gli Incredibili: Uno dei classici della Pixar, stavolta i protagonisti sono una famiglia di supereroi. Non è un capolavoro ma ai bambini piacerà tantissimo.

Kung Fu Panda: La solita, adorabile, favola buonista, dove la morale è dietro l’angolo, apparentemente velata dalla battuta ricorrente che ci ricorda come il caso non esista. Simpatico, divertente, pieno di buoni sentimenti. Da vedere (vai alla recensione)

the Lego Movie: Stupendo. Un inno all’immaginazione, alla creatività, alla bellezza di essere bambini. Fa ridere tantissimo ed è realizzato troppo bene. Geniale e assolutamente imperdibile.

Mostri contro alieni: Difficilmente un film della Dreamworks non vale la pena di esser visto e questo non fa eccezione. Ai vostri bambini piacerà (vai alla recensione)

il Piccolo Principe: Bella ed originale trasposizione cinematografica del celebre capolavoro letterario di Antoine de Saint-Exupery. Nel finale si concede troppe libertà, ma in linea di massima è un film che i bimbi adoreranno e gli adulti sapranno apprezzare.

Ralph Spaccatutto: I personaggi dei videogames prendono vita e si lanciano in un’avventura memorabile. Uno dei più divertenti film d’animazione degli ultimi anni. Da vedere.

Ratatouille: Uno dei migliori film d’animazione dello scorso decennio, con un topo parigino che aiuta un giovane chef a cucinare pietanze incredibili. Molto bello.

DOCUMENTARI
13 Novembre – Attacco a Parigi:
Bellissimo documentario, diviso in 3 puntate, sulla notte che nel 2015 ha devastato la capitale francese. Le testimonianze dei sopravvissuti, insieme all’uso del found footage, lo rendono un film intenso, stupendo, mai ricattatorio ed incredibilmente vivo. Toccante.

Acchiappafantasmi:  Come ogni documentario sulla fandom di un film di culto, è abbastanza stucchevole: un’ora di nerd di primo livello che sbavano parlando di ogni cosa riguardante “Ghostbusters”. Io amo il film di Reitman alla follia, ma un documentario sui suoi fan è una cosa quasi insopportabile.

Austin to Boston: Che bello questo documentario. Un gruppo di musicisti della scena indipendente americana in tour tutti insieme su due pulmini da un capo all’altro degli Stati Uniti (come da titolo). Tanta bella musica e momenti di grande bellezza. Soprattutto, la voglia di essere là con loro! Se amate la musica, vedetelo di corsa.

Back in Time: Come ogni documentario che si occupa di film di culto, è interessante all’inizio, quando intervista gli attori e creatori di Ritorno al Futuro, parlando di come è nato il progetto, come si è sviluppato e tutto il resto. Quando però la palla passa ai collezionisti, ai fan, ai possessori di DeLorean e nerdate del genere, il film collassa.

Cosmos: Serie di divulgazione scientifica presentata da uno dei massimi esponenti del settore: Neil deGrasse Tyson. La serie, visivamente straordinaria, racconta i segreti e i misteri della scienza e dell’universo con una messa in scena incredibile, ma soprattutto con un linguaggio semplice e adatto a tutti. Incantevole.

Hondros: Bellissimo documentario sul fotografo di guerra Chris Hondros, raccontato attraverso le voci dei suoi colleghi e alcuni dei personaggi da lui fotografati durante i vari conflitti di cui è stato per anni testimone. Ben realizzato, restituisce perfettamente i rischi e le emozioni di una delle professioni più pericolose del mondo.

I am your father: La base della storia è interessante: David Prowse, l’attore che ha interpretato Darth Vader nella trilogia di “Star Wars”, prestò soltanto il suo corpo al personaggio, ma non la voce e neanche il volto. Dimenticato da tutti, il film rende giustizia all’uomo dietro il casco nero, con interviste e un “reboot” del finale di Episodio VI. Film carino ma deboluccio.

Jedi Junior High: Una bella sorpresa. Solo un malato di Star Wars come me poteva vedersi un documentario incentrato su un gruppo di ragazzini delle medie che mette in scena un musical tratto da “L’impero colpisce ancora”. Bellino davvero. Per amanti del teatro più che per amanti di Star Wars.

Life animated: La candidatura all’Oscar nel 2017 per il miglior documentario è stata la migliore pubblicità per questo film. L’idea di base è originale e senza dubbio affascinante: uno sguardo nella vita di un ragazzo autistico, che è riuscito a superare la enorme barriera della comunicazione con il mondo esterno grazie ai classici Disney. Interessante però non significa bello: è interessante, appunto.

SERIE TV
Altered Carbon: 
Prodotto di buona fattura, nonostante alcune pecche evidenti: è una serie fredda, senza attori particolarmente carismatici o trovate originali. Però funziona, l’influenza di Philip K. Dick è evidente ed è senza dubbio difficile interrompere la visione. Niente di assolutamente memorabile, tantissimo fumo e troppo poco arrosto. Piacerà agli amanti del genere (vai alla recensione)

Ash vs Evil Dead: Serie tratta dalla celebre trilogia de “La Casa”, creata e diretta da Sam Raimi. Bruce Campbell torna sul “luogo del delitto”: demoni, motoseghe, Necronomicon e compagnia bella. Horror fracassone al servizio del divertimento dei fan. Si lascia guardare con leggerezza, ma è un prodotto riservato agli amanti della saga. Simpatico ma niente di memorabile.

Better Call Saul: Spin-off di Breaking Bad, dedicato alle (dis)avventure del futuro avvocato di Walter White. Qualità tecnica eccelsa, alcuni episodi straordinari, buon ritmo. 4 stagioni, da vedere soprattutto se si è fan della serie madre (ma sta piacendo moltissimo anche a chi non ha mai visto Breaking Bad).

BoJack Horseman: Cinque stagioni esilaranti, irriverenti, politicamente scorrette e geniali. Se amate cartoni animati per adulti, tipo Griffin o South Park, BoJack diventerà uno dei vostri migliori amici. Divertente ma non banale. Imperdibile, con alcuni episodi di rara bellezza.

Boris: La migliore serie tv italiana di sempre? Sicuramente la più divertente. Se non l’avete ancora vista cominciatela subito: episodi auto-conclusivi per 3 stagioni da ridere. Meraviglioso.

Breaking Bad: Forse la migliore serie tv della storia. Almeno per molti è così. 5 stagioni da vedere con il fiato sospeso. Semplicemente imperdibile (vai alla recensione)

Brooklyn 99: Ho visto per ora soltanto una manciata di episodi: è un prodotto abbastanza piacevole e divertente. Uno sgangherato distretto di polizia di Brooklyn, composto da personaggi piuttosto particolari alle prese con situazioni da poliziesco e non solo. Carino.

la Casa di carta: Buonissima serie. Nonostante i moltissimi deja vu (“Inside Man” di Spike Lee è il riferimento più evidente, ma anche “Le Iene” o “Breaking Bad”) è una serie abbastanza trascinante. Unica, enorme, pecca è la parte sentimentale, abbastanza piatta e poco coinvolgente. Resta comunque una serie assolutamente valida.

Dark: Dieci puntate, una storia ipnotica, intrigante, che lentamente svela i tasselli di un puzzle complicato ma affascinante. Tre livelli temporali, colpi di scena, una gran colonna sonora e tanta, tantissima pioggia… Ipnotico e davvero molto bello (vai alla recensione)

How I Met Your Mother: Considerato l’erede naturale di “Friends” (e per molti, me compreso, anche superiore), è una delle migliori sitcom di sempre: fa ridere moltissimo e al tempo stesso regala delle piccole-grandi lezioni di vita. Nove stagioni, 208 episodi, vale decisamente la pena vederla (vai alla recensione)

Hill House: Serie horror piuttosto sorprendente, ben scritta, coinvolgente, che sa essere spaventosa (a tratti), ma che concentra i propri sforzi sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi. Molto interessante, la consiglio (vai alla recensione)

Everything Sucks!: Il tentativo di Netflix di far diventare di moda gli anni 90. Prodotto semplice, a tratti godibile, ma decisamente adolescenziale e pieno zeppo di stereotipi e di momenti già visti 1000 volte, dall’innamorato che canta a squarciagola mentre torna a casa all’insopportabile scenetta in cui un personaggio è in un negozio per scegliere un vestito e ne prova tantissimi davanti all’amico/a di turno. Carino, ma neanche troppo.

Lost: La serie tv che forse per la prima volta ha permesso ad un prodotto televisivo di raggiungere – e in alcuni casi superare – la qualità dei prodotti cinematografici. Tra alti e bassi resta sempre una delle esperienze più emozionanti della storia delle serie tv. 6 stagioni (di cui 3 – 4 straordinarie). Attenzione: causa dipendenza (vai alla recensione)

Lost in space: Visti soltanto i primi due episodi. Dopo un buon inizio ho cominciato a sentirmi parecchio distante. Per ora l’ho abbandonata, nonostante si tratti senza dubbio di un prodotto ben realizzato.

Love: Serie targata Netflix creata da Judd Apatow. Show senza grandi pretese ma decisamente bello, piacevolissimo da guardare (soprattutto con partner al seguito). Tre stagioni, episodi brevi, personaggi simpatici: non si riderà a squarciagola, ma si lascia vedere con grande piacere. Mi mancherà.

Maniac: Mi aspettavo molto di più da Gary Fukunaga. Emma Stone e Jonah Hill sono all’altezza, l’ambientazione è anche molto bella, ma il resto sono tanti sbadigli e tanta confusione. Delusione totale (vai alla recensione)

Master of None: Due stagioni da 10 puntate ognuna. La serie di Aziz Ansari racconta con brio e credibilità la vita di un trentenne a New York, come tutti noi alle prese con le difficoltà legate alla ricerca di un posto nel mondo. Divertente, profonda, malinconia, a tratti fa pensare a Woody Allen, ed è un complimento. Consigliatissima (vai alla recensione).

Mindhunter: La serie di David Fincher trascina gli spettatori negli abissi della psiche umana. Non male, dieci puntate piuttosto interessanti, consigliabile agli amanti del genere (vai alla recensione)

Narcos: Altra serie Netflix, un piccolo cult. Le prime due stagioni, , incentrate sulla figura di Pablo Escobar e sui due agenti della DEA che gli danno la caccia, sono qualitativamente ottime e abbastanza coinvolgenti. L’espressione “Plata o plomo” è ormai entrata nell’immaginario collettivo delle serie tv. Molto bella. Non avendola vista, non posso esprimere giudizi sulla terza stagione.

Stranger Things: La più imperdibile serie targata Netflix. Se vi piace il cinema anni 80, la fantascienza e l’avventura, penso non possiate fare a meno di guardarla, e anche alla svelta. 2 stagioni, 17 episodi, tanta avventura, divertimento e personaggi irresistibili. Da vedere e rivedere (Stagione 1Stagione 2).

Tredici: Un prodotto di buonissimo livello: originale, coinvolgente, con una bella colonna sonora. Temi non semplici affrontati con un’eccellente idea di partenza. Talvolta scende di tono, ma resta molto interessante (anche se destinato più a un pubblico adolescenziale). Appena uscita la seconda stagione (che non ho visto).

Italian

Annunci

8 pensieri su “Cosa vedere su Netflix?

  1. Aggiungo alcune serie:

    Black Sails: navi pirata, inganni e tradimenti.
    Bloodline: nell’arcipelago delle Florida Keys una famiglia e i suoi oscuri segreti; con un Ben Mendelsohn da urlo (e se hai visto Animal Kingdom sai di cosa parlo!)
    Broadchurch: un thriller che ha tutti gli elementi del classico giallo: cittadina sul mare, una comunità con tanti scheletri negli armadi e un omicidio. Tennant e la Colman da brividi.
    The Americans: due spie russe nell’America degli anni ottanta. Keri Russell e Matthew Rhys danno prova di essere due grandi attori. E il supporting cast non è da meno.
    Peaky Blinders: ambientata a Birmingham, nel primo dopoguerra, vede come protagonista uno stratosferico Cillian Murphy e la sua famiglia/gang. Il poliziotto Sam Neill gli darà del filo da torcere e ad un certo punto salta fuori pure un certo Tom Hardy…
    Doctor Foster: una serie poco conosciuta ma molto ben fatta, e sono solo 5 puntate.
    (martedì su Rai 1, tra l’altro)

    Piace a 1 persona

  2. ne farei una dedicata alle serie… THE OA imperdibile (anche se data la particolarità dell’argomento può non piacere) x esempio…. o tavanate tipo Helix orrenda e falling sky ancora più orrenda.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.