Cosa vedere su Netflix?

Cos’è Netflix ormai lo sappiamo tutti, il problema di molti – e spesso anche il mio – è che talvolta apro la pagina e mi trovo davanti a decine e decine di film, perdendo almeno dieci minuti per decidere cosa vedere. Ho pensato di scrivere questa specie di guida per aiutare tutti voi a districarvi nel mare di pellicole (e anche qualche serie tv) che galleggiano nell’universo italiano di Netflix: è uno sporco lavoro (ed è in costante aggiornamento), ma qualcuno lo deve pur fare… Un consiglio: se cercate un film in particolare, aiutatevi con il pulsante “cerca” sulla colonna di destra.
E voi cosa guardate? Aggiungete i vostri consigli tra i commenti e, nel caso qualcosa non fosse più nel catalogo, vi prego di segnalarmelo.

Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2017 (Onora il padre e la madre, Mia madre)

netflix

VECCHI FILM (XX° secolo)
American Beauty: 
Pluripremiato filmone di Sam Mendes, uno dei grandi capolavori degli anni 90 e una delle tre migliori interpretazioni di sempre di Kevin Spacey. Un ritorno alla vita per un uomo di mezza età dall’esistenza grigia. Indimenticabile. Da non perdere.

American History X:  Classico del 1998 firmato Tony Kaye. Un film da proiettare nelle scuole. Edward Norton in uno dei suoi ruoli più iconici. La storia è incentrata sul tema delle tensioni sociali e del razzismo dilagante negli Stati Uniti. Sarà un film tosto, ma quant’è bello però.

Anaconda:  Quando è uscito, nel 1997, la gente correva al cinema più per vedere Jennifer Lopez che per il film in sé. Niente di straordinario, un’anaconda lunga 12 metri uccide tutti quelli che si mettono sulla sua strada. Un po’ di sbadigli ma se il genere vi piace, accomodatevi.

Apollo 13: Classico di Ron Howard con Tom Hanks. La storia vera della missione Apollo che doveva portare tre astronauti sulla Luna. Un incidente cambiò totalmente gli obiettivi della NASA, costretta a trovare un modo per riportare i suoi uomini sani e salvi sulla Terra. “Houston abbiamo un problema” è una frase entrata nella storia.

Arma Letale 2, 3 e 4: Tre quarti della saga di Richard Donner che vede come protagonista una delle strane coppie più divertenti e appassionanti del cinema: Mel Gibson e Danny Glover. Puro cinema d’intrattenimento anni 80/90.

Batman: Il primo film sull’uomo pipistrello (1989), diretto dal genio di Tim Burton. Ci sono Michael Keaton e Jack Nicholson nei panni di Joker. Che vi piaccia o no il genere, è da vedere anche solo per le atmosfere.

Bianca: Un classico di Nanni Moretti del 1984. Se vi piace il suo cinema, il suo stile e non avete visto questo film, direi proprio che potete fermarvi qui e cominciare a guardarlo. Morettiano fino al midollo.

Bugiardo Bugiardo: Film del 1997 con Jim Carrey al top della carriera. Un avvocato falso e ipocrita, a causa di un incantesimo del figlioletto, è costretto a dire la verità per un giorno, con drammatiche e comiche conseguenze. Repertorio di espressioni facciali al completo. Simpatico ma non indimenticabile.

Il buio oltre la siepe: Capolavoro del 1962 diretto da Robert Mulligan e tratto dal meraviglioso romanzo di Harper Lee. Gregory Peck in stato di grazia per questa appassionante storia di formazione. Obbligatorio.

il Buono il brutto il cattivo: Il più grande film western di tutti i tempi. Un capolavoro di Sergio Leone, capitolo conclusivo della celebre “trilogia del dollaro”, con un Clint Eastwood indimenticabile. Si possono imparare più cose sulla regia guardando questo film che in un anno di scuola di cinema.

C’era una volta il West: Ennesimo capolavoro di Sergio Leone, del 1968. Un altro caposaldo del western, quasi tre ore di epica di frontiera, con Claudia Cardinale, Henry Fonda e l’indimenticabile “Armonica” di Charles Bronson. La scena dell’arrivo di lei alla stazione, con sotto la musica di Morricone, mi fa sempre emozionare. Totale.

C’era una volta in America: Capolavoro di Sergio Leone, uscito nel 1986. Probabilmente uno dei film più belli della storia del cinema. Robert De Niro è indimenticabile nei panni di Noodles, in sottofondo non possono mancare le musiche di Ennio Morricone. Le quattro ore più cinefile della vostra vita.

Clerks: Grande classico del cinema indipendente americano, che consegna Kevin Smith al mito. Commedia in bianco e nero, sboccata e dai dialoghi fulminei, incentrata su due commessi di un negozio che vende un po’ di tutto. Irresistibile.

Colazione da Tiffany: Uno dei film romantici per eccellenza, diretto da Blake Edwards nel 1961. Con questo film Audrey Hepburn si trasforma in una delle più celebri icone del ‘900. Sempre bellissimo da rivedere. Tratto da un romanzo di Truman Capote.

Con Air: Classico del cinema d’azione (1997), con il detenuto buono Nicholas Cage che, durante un trasferimento, si ritrova su un aereo dove alcuni prigionieri pericolosissimi sono in piena rivoluzione. Se vi piace il genere vi piacerà.

il Corvo: Cult movie del 1994, celebre per la morte del protagonista Brandon Lee durante le riprese. Al di là di questo si tratta di un film davvero appassionante, invecchiato bene, con un personaggio indimenticabile e con una colonna sonora, scusate il termine, con i controcazzi. Da vedere.

Dick Tracy: Classico del 1990, con Warren Beatty. Stupendo visivamente, anche se il film paga un po’ il peso del tempo. Alcuni momenti però sono imperdibili. Merita la visione.

i Dieci comandamenti: 3 ore e 40 di film. Un capolavoro di Cecil B. DeMille con Charlton Heston nella parte di Mosè. Peplum epico di dimensioni bibliche. Lo facevano sempre in tv quando eravamo piccoli, ora è su Netflix. Auguri.

Easy Rider: Capolavoro del 1969 diretto e interpretato da Dennis Hopper. Probabilmente il road movie per eccellenza, la storia di due motociclisti che attraversano gli Stati Uniti in piena libertà. Un’ora e mezza di grande cinema.

Face/Off: Classico d’azione del 1997, firmato John Woo. John Travolta e Nicholas Cage, agente FBI e criminale, si scambiano i volti in un film d’azione quasi perfetto (per essere un film d’azione, ovviamente). Molto bello.

Fight Club: Cult movie del 1999 diretto da David Fincher. Edward Norton e Brad Pitt offrono una visione piuttosto critica del consumismo e dell’alienazione dell’uomo moderno. Pessimista e splendido.

Forrest Gump: Davvero non lo avete mai visto? Non ci credo. Prima di procedere nella lettura di altri film, vedetevi questo per favore.

il Fuggitivo: Una memorabile caccia all’uomo con Harrison Ford ingiustamente accusato di omicidio, costretto a darsi alla fuga per dimostrare la sua innocenza. Buon film, diretto nel 1993 da Andrew Davis.

Ghost: Classicone romantico del 1990, con Demi Moore e Patrick Swayze. Lui viene ucciso, lei si ritrova al centro di un intrigo, il fantasma di lui interviene per continuare ad amarla e a proteggerla. Un cult, reso immortale dalla Unchained Melody dei Righteous Brothers.

Giù la testa: La rivoluzione messicana secondo Sergio Leone. Girato nel 1971, tra i western del regista è forse il meno riuscito, ma un film meno riuscito di Sergio Leone resta sempre un film decisamente sopra la media. Se vi piace il genere è anche questo imperdibile.

Good Morning Vietnam: Classico del 1987 diretto da Barry Levinson con uno dei personaggi più indimenticabili di Robin Williams. Il Vietnam può essere migliore con un dj che alla radio ti mette di buonumore e propone musica alternativa. Non tutti però sono d’accordo. Splendido e con una gran bella colonna sonora.

Grosso Guaio a Chinatown: Capolavoro di John Carpenter del 1986. Un film di avventura in una San Francisco sovrannaturale, con dialoghi taglienti e scene memorabili. Kurt Russell personaggio di culto. Divertentissimo, da serata con pizza e allegria.

Harry a pezzi: Woody Allen omaggia “Il posto delle fragole” di Bergman con delle gran belle gag e un finale che ricorda molto quello più celebre dello splendido “Big Fish” (realizzato qualche anno più tardi). Non sarà il più bel film di Allen, ma è sicuramente uno dei suoi film migliori degli anni 90.

Heat – La Sfida: Quando Michael Mann faceva capolavori. Due nomi: Al Pacino e Robert De Niro. Uno sbirro e un rapinatore. Due facce della stessa medaglia. Che meraviglia. Crime movie lungo ma bellissimo. Impensabile non vederlo.

Hellraiser: Se vi piace il cinema horror sarebbe il caso di recuperare questo cult del 1987, che diede il via ad un più o meno fortunato filone (forse sfruttato all’eccesso). Per gli amanti del genere.

le Iene: Capolavoro di Quentin Tarantino. Adatto a tutti, ad ogni tipo di serata, ad ogni bisogno di cinema. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Totale.

Indiana Jones: I quattro film della saga di Steven Spielberg, con Harrison Ford. Non credo esista qualcuno che non abbia mai visto la trilogia anni 80, ma se così è, cosa state aspettando? Sono tutti su Netflix adesso! L’arca perduta e l’ultima crociata sono capolavori assoluti.

Jackie Brown: Terzo film di Quentin Tarantino, un omaggio a “Rushomon” di Kurosawa in chiave pulp. Uno degli ultimi bei film di Robert De Niro prima di rovinarsi la carriera. Non è geniale come i precedenti “Le Iene” o “Pulp Fiction”, ma è sempre Tarantino.

JFK: Gran bel film di Oliver Stone, uscito nel 1991. Tre intense ore per raccontare le indagini dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Se volete dedicare tutto questo tempo a un film e l’argomento vi interessa, questo di Stone merita davvero la visione. Con un ottimo Kevin Costner.

Johnny Stecchino: Roberto Benigni qualche anno prima de “La vita è bella”, in una classica commedia italiana anni 90. Un ragazzo semplice si innamora di una donna, l’unico problema è che è il sosia di un mafioso pentito. Fa ridere.

L.A. Confidential: La Los Angeles del 1952 in un noir moderno (del 1997) con Russell Crowe e Kevin Spacey. Hollywood, politica, poliziotti e gangster in un thriller girato come un classico del passato. Lungo ma intrigante.

the Mask: Un classico del 1994 con Jim Carrey. Un timido impiegato indossa una strana maschera che lo trasforma in una sorta di spavaldo e “spumeggiante” personaggio, capace di tutto, anche di conquistare la bella Cameron Diaz. Divertente.

Mean Streets: Film del 1973, un must per gli amanti del cinema di Martin Scorsese. C’è un Robert De Niro giovanissimo e un grande Harvey Keitel. Soundtrack splendida per un ritratto di Little Italy sincero e al tempo stesso sopra le righe. Splendido.

the Negotiator: Un film d’azione dal ritmo altissimo ma senza particolari acrobazie. Incentrato interamente sul dialogo tra un negoziatore della polizia e un altro, che userà il suo collega per cercare di scagionarsi da un’accusa infamante. Bello e con due attoroni: Kevin Spacey e Samuel L. Jackson.

la Notte dei morti viventi: Remake del 1990 del capolavoro di Romero datato 1968. Quello di Savini è un ottimo rifacimento: stavolta ci sono i colori, ma le atmosfere e la tensione sono rimaste intatte. Imperdibile per una notte horror con i fiocchi.

Per qualche dollaro in più: Secondo film della trilogia del dollaro di Sergio Leone, uscito nel 1965. Clint Eastwood e Lee Van Cliff sono due cacciatori di taglie che cercano con ogni mezzo di catturare l’Indio (GianMaria Volonté) e la sua banda. Capolavoro totale, e le musiche di Morricone continuano a dare spettacolo.

Per un pugno di dollari: Primo film della trilogia del dollaro di Sergio Leone (l’idea del film è però rubata a Kurosawa). Capolavoro del 1964, con Clint Eastwood che fa il doppio gioco per trarre il massimo dalla faida cittadina tra due famiglie al comando. C’è anche GianMaria Volonté. Un western indimenticabile.

Point Break: Film intenso, un classicone del 1991 pieno di azione, sentimento, atmosfere suggestive, alla ricerca dell’onda perfetta. Tra surf e rapine in banca. Davvero molto bello, e quanta voglia di andare al mare! Con Keanu Reeves e Patrick Swayze.

una Poltrona per due: Classico natalizio del 1983, con Dan Aykroyd e Eddie Murphy. Non penso esistano persone che non l’hanno mai visto. Dai, non scherziamo.

il Ragazzo di campagna: A suo modo un cult datato 1984. Renato Pozzetto è il ragazzo del titolo che, in cerca di nuove esperienze, decide di trasferirsi nella grande città, Milano. Qui la vita è molto diversa da come se l’aspettava. Tante situazioni divertenti con Pozzetto che fa il bello e il cattivo tempo. Simpatico.

Re per una notte: Ancora Scorsese, in un film anomalo e probabilmente sottovalutato. Robert De Niro è un comico sconosciuto in cerca di celebrità: farebbe qualunque cosa per ottenere un’apparizione in tv, decide così di fare un gesto estremo. C’è anche Jerry Lewis.

Ricomincio da capo: Commedia del 1993 di Harold Ramis. Uno dei più celebri film di Bill Murray, che si sveglia ogni mattina nello stesso giorno, cercando ogni volta di cambiare qualcosa, pur sapendo già cosa succederà intorno a lui. Paradossale, comico, irresistibile.

Robin Hood – Un uomo in calzamaglia: Classico di Mel Brooks del 1993. La storia di Robin Hood rivista con lo straordinario senso della commedia del regista di “Frankenstein Junior”. Troppo forte.

the Rocky Horror Picture Show: Film del 1975, probabilmente uno dei musical più belli, divertenti e irresistibili mai realizzati. Una coppia di malcapitati finisce in una casa di pazzi libertini: grandi canzoni e scene divertentissime.

Rushmore: Wes Anderson quando ancora non era Wes Anderson. Siamo nel 1998 e già troviamo le caratteristiche tipiche del suo cinema, che saranno poi evidenti nei lavori successivi: mancanza di un antagonista vero e proprio, malinconia, triste ironia, colori pastello e un’estetica visiva molto curata. Imperdibile.

Sacco e Vanzetti: La storia vera dei due anarchici italiani condannati a morte negli Stati Uniti. Il film di Giuliano Montaldo (1971), ne ripercorre le vicende. Gian Maria Volonté come sempre è straordinario. Il film è un’emozione continua, nonostante si conosca già il finale.

Scarface: Cult movie del 1983 firmato da Brian De Palma, con un indimenticabile Al Pacino nei panni di Tony Montana. Se amate il cinema dei gangster immagino che già lo conoscerete a menadito, se invece siete profani e pensate che il genere possa piacervi, questa è una delle pietre miliari.

Schindler’s list: Probabilmente il film definitivo sul tema dell’Olocausto, oltre ad essere uno dei film più importanti di Spielberg. La storia vera di Oskar Schindler, l’uomo che grazie alla sua fabbrica riuscì a salvare la vita ad un numero incredibile di ebrei. Capolavoro.

lo Squalo: Capolavoro di Steven Spielberg del 1975: non ha bisogno di presentazioni. Il bello di questo film è che lo squalo è solo il pretesto per creare una storia veramente senza pause, un’avventura in cui facciamo il tifo per tre uomini contro un animale che sembra un demone. Storia del cinema.

Street Fighter – Sfida Finale: Classicone d’azione tratto da uno dei videogiochi più celebri di tutti i tempi. Siamo nel 1994 e sono i tempi in cui Jean-Claude Van Damme tirava pugni e calci come se non ci fosse un domani. Rivederlo oggi fa quasi tenerezza. Per appassionati.

Superman: Il primo film sull’uomo d’acciaio, con il compianto Christopher Reeve. Siamo nel 1979, gli effetti speciali, guardandoli ora, fanno un po’ tenerezza, ma si tratta sempre di un buonissimo film. Nostalgia.

Swingers: Film del 1996 che racconta la notte un po’ pazza di un gruppo di amici nel tentativo di consolare uno di loro che si è appena lasciato con la ragazza dopo sei anni. Vince Vaughn (giovanissimo) sugli scudi. Diverte e fa passare una bella serata.

Tutti dicono I love you: Film del 1996, tra i migliori di Woody Allen. Cast immenso, location perfette e una sfilza di momenti memorabili. Divertentissimo. Da non perdere.

Witness: Una splendida sceneggiatura  e due premi Oscar per questo film del 1985 di Peter Weir. Un poliziotto (Harrison Ford) deve proteggere madre e figlio, unico testimone di un omicidio, dai criminali che li vogliono uccidere. Ambientato nella comunità Amish, un gran bel film degli anni 80.

FILM ITALIANI E INTERNAZIONALI
13 Assassini:  Takashi Miike è uno dei più grandi geni del cinema orientale. Remake di un classico del ’63, il film gode di una messa in scena strabiliante, con 13 samurai contro l’esercito di un sadico signore feudale. Buona occasione per osservare uno dei più prolifici autori del cinema giapponese contemporaneo alle prese con un classico film di genere (vai alla recensione)

4 mesi 3 settimane 2 giorni: Il film che, vincendo Cannes nel 2007, rivela al mondo il talento di Cristian Mungiu. La storia di una donna che cerca di abortire in una Romania che lo vieta. Interamente composto da piccoli piani sequenza, senza movimenti di macchina, è un film tanto bello quanto pesante. Per cinefili.

ACAB: Bel film di Sollima, incentrato sulla vita di tre poliziotti romani, tra lavoro e vita privata. Spesso sopra le righe, mostra il lato violento ma anche le difficoltà umane di tre celerini molto diversi tra loro. Interessante.

Amour: Non bastano due attori meravigliosi, accompagnati da una perfetta Isabelle Huppert. Sarò impopolare, ma più che provare amore ed emozionarsi per il grande sentimento del protagonista, si prova pena, pietà, oltre ad un quantitativo decisamente elevato di noia. Normalmente Haneke mi piace molto, ma stavolta non sono riuscito ad entrare nel film.

un Amore di gioventù: Una delle perle della bella filmografia di Mia Hansen-Love. La storia d’amore tra Camille (Lola Creton) e Sullivan, due adolescenti di Parigi, costretti ad allontanarsi fisicamente ma mai davvero mentalmente. Una storia d’amore convenzionale ma mai banale, circondata da una meravigliosa aurea di cinema europeo (vai alla recensione)

Animal Kingdom: Se vi piacciono i crime-movies, allora questo film australiano vi piacerà tantissimo. Un ragazzo, rimasto orfano, viene affidato alla nonna Janine (Jackie Weaver incredibile), matriarca della famiglia criminale più importante della città. Sotto i suoi occhi si ritroverà davanti a un nuovo mondo di cui non sa nulla. Realistico, brutale, bellissimo (vai alla recensione)

the Artist: Un film muto girato negli anni 2000, simpatico, con alcune trovate davvero brillanti, ma che non va oltre il semplice omaggio al genere. Devo ammetterlo, mi sono piuttosto annoiato, nonostante abbia vinto cinque premi Oscar, compreso miglior film. Potrebbe anche piacervi molto, questione di gusti.

Basilicata Coast to Coast: Debutto di Rocco Papaleo alla regia. Film del 2010 diventato un piccolo culto per la freschezza e la simpatia. Esordio per Max Gazzé come attore. Per una serata rilassante.

Belgica: Felix Van Groeningen aveva stupito tutti con il bellissimo “Alabama Monroe”. Il suo film successivo però non è all’altezza del precedente. Le vicende girano attorno a due fratelli e al locale che hanno preso in gestione. Tutto molto freddo e piuttosto prevedibile. Peccato.

Bittersweet life: Se amate il cinema coreano dovreste vederlo solo per la bellezza estetica. Ma non è tutto: quello di Kim Ji-Woon è forte di una sceneggiatura raffinata e coinvolgente. C’è un po’ di azione, c’è la mafia: se vi piace il genere è un film da non perdere.

il Capitale umano: Un Paolo Virzì atipico in questo film del 2014 ambientato in Brianza. Due famiglie molto diverse tra loro vedono i loro figli coinvolti in qualcosa di molto grande e molto pericoloso per il loro futuro. Non male, un buon esempio di cinema italiano.

City of god: Un film meraviglioso, piuttosto celebre, diretto nel 2002 da Fernando Meirelles e Katia Lund. Nella favela più violenta e pericolosa di Rio de Janeiro crescono due ragazzini: uno cerca di diventare fotografo, l’altro uno spacciatore. Il contesto sociale è potentissimo, immagini straordinarie, coinvolgimento totale.

la Classe: Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 2008, quello di Laurent Cantet sembra un documentario ma non lo è. Racconta la vita difficile di un professore di liceo in una scuola della periferia, multietnica, piena di ragazzi con problemi a livello sociale e famigliare. Molto bello, ma richiede allo spettatore la stessa pazienza che ha il professore nel film (vai alla recensione)

Come Dio comanda: Gabriele Salvatores e il sodalizio con Ammaniti. il rapporto tra la coerente cattiveria di un padre e l’innocente venerazione di un figlio affrontato con una sensibilità che non giudica nessuno, che è lì solo per osservare e constatare, lasciando allo spettatore la libertà di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Odio e amore. Non male (vai alla recensione)

il Concerto: Che emozione questo film di Radu Mihaileanu. Sarà anche lineare e semplice, ma è talmente pieno di bellezza umana che non si può evitare di restare catturati da questa cornice di confusa allegria e amore per la musica. Melanie Laurent è magnifica. Qualunque sia il vostro mood, merita di essere visto.

the Congress: Ari Forman, amato regista di “Valzer con Balshir”, torna con un film decisamente intrigante. Un’esperienza impagabile che trascina lo spettatore nel suo mondo futuristico, distopico, in cui sui titoli di coda si resta senza parole. Geniale riflessione, in chiave fantascientifica, sul cinema e sulla società contemporanea. Praticamente una puntata di “Black Mirror” dieci volte più bella e più inquietante (vai alla recensione)

Cous Cous: Kechiche prima de “La vita di Adele”. Un film d’autore, per cinefili, dai tratti vagamente neorealisti. Un lavoratore portuale sull’orlo della pensione decide di aprire un ristorante di cuscus su una barca, grazie all’aiuto della ex moglie e della figlia. La burocrazia sarà l’ostacolo più duro. La cosa bella è che sembra un film di Ken Loach, la cosa brutta è che non essendo un film di Loach gli manca la leggerezza necessaria. Bello ma un po’ indigesto.

i Diari della motocicletta: Uno dei più bei viaggi che abbia mai visto in un film, così vero, così reale, così appassionante. Ernesto Guevara molto prima di diventare “El Che”, in uno splendido film di Walter Salles con un grande Gael Garcia Bernal. Ironico, divertente, profondo, emozionante. Imperdibile.

il Divo: Gran Premio della Giuria a Cannes 2008 per uno dei lavori più importanti di Paolo Sorrentino. La recente storia politica italiana si insinua nelle coscienze dello spettatore, costretto a fare i conti con un’insopportabile impotenza di fronte agli invisibili fili che muovono questo Paese. Toni Servillo straordinario nei panni di Andreotti (vai alla recensione)

la Donna che canta: Splendido film di Denis Villeneuve. Inizialmente si fa un po’ fatica ad entrare nel film, ma in realtà la storia della donna che canta è sempre più coinvolgente, fino ad un finale spaventosamente bello. Forse un film troppo per cinefili, ma è bellissimo.

the Dreamers: Bertolucci, Parigi, gli anni 60. E tantissime meravigliose citazioni cinematografiche. Forse un po’ troppo per cinefili, ma è un film davvero bellissimo. Eva Green poi merita visioni ripetute, ma questo è un altro discorso. Magnifico.

il Favoloso mondo di Amelie: Uno dei film più amati del nuovo millennio, che ha trasformato la Amelie di Audrey Tautou in un’icona. Una cameriera di Montmartre si impegna a rendere più bella la vita delle persone che ha intorno, ma a lei chi ci pensa? Una Parigi di cartolina in un film bellissimo, pieno di ispirazione. Memorabili le musiche di Yann Tiersen.

la Febbre: Film del 2005 di Alessandro D’Alatri, secondo me sottovalutato. In questa bella storia cremonese c’è una critica alla burocrazia italiana e alla difficoltà di permettere ai giovani di realizzarsi. Fabio Volo fa il suo, Valeria Solarino è bella e brava. Buon film, consigliabile.

il Figlio della sposa: Splendido film argentino, di Juan José Campanella, già regista del capolavoro “Il segreto dei suoi occhi”. Brillante, malinconico, divertente e semplicemente bellissimo, con il solito grande Ricardo Darin e un’atmosfera che solo il cinema argentino sa regalare. Consigliatissimo.

la Foresta dei Pugnali Volanti: Se amate i wuxiapan, ovvero le storie di cappa e spada in salsa orientale, non perdetevi questa meraviglia. Se avete visto e amato “La tigre e il dragone”, non potrete non amare questo. Da vedere anche solo per la meraviglia estetica.

Giovane e bella: François Ozon è uno dei registi francesi più prolifici di questo secolo. Il tema della prostituzione minorile qui è affrontato con maturità e intelligenza. Marine Vacht è fantastica, ma Ozon ha il “difetto” di fare sempre bei film ma mai capolavori. Questo non fa eccezione.

Gomorra: Celebre pellicola di Garrone, tratta dal libro di Roberto Saviano. Racconta piccoli grandi episodi di Camorra, dalla violenza per le strade alla violenza invisibile delle discariche di rifiuti tossici che avvelenano l’aria. Ormai si può definire un classico. Molto bello.

la Grande bellezza: Il celebre film di Paolo Sorrentino, vincitore del Premio Oscar, racconta la poesia della decadenza schiaffeggiandoci con il suo circo e al tempo stesso accarezzandoci con le sue meravigliose immagini. Che ci piaccia o no, l’Italia è (anche) questa qua. Da rivedere (vai alla recensione)

the Grandmaster: Wong Kar Wai riassume tutta la potenza romantica del suo cinema in un’emozionante storia di maestri e allievi. Quanta poesia in un film sulle arti marziali. Certo, nel finale la musica di Ennio Morricone aiuta non poco, ma resta comunque un film notevole. Meravigliose inquadrature, grandi scene d’azione, pennellate di emozioni. Bellissimo.

la Guerra è dichiarata: Alternando ironia e tragedia, il film di Valérie Donzelli emoziona e commuove, sa farci sorridere e al tempo stesso lascia qualche brivido percorrerci la schiena, fino a sporgersi sul balcone degli occhi. Onesto fino in fondo, mai ruffiano, mai sopra le righe, non vuole commuovere a tutti i costi, semplicemente ci suggerisce di farlo. Questa è la vita, e ogni tanto il cinema riesce a ricordarcelo. Stupendo (vai alla recensione)

Home: Film di Ursula Maier del 2008. C’è Isabelle Huppert e c’è una casa tranquilla vicino ad un’autostrada mai completata. Un giorno la strada viene però conclusa e aperta al traffico: è la fine della tranquillità per una famiglia che lentamente deraglia… Carino e a tratti divertente, ma non irresistibile.

Hunger: Film di Steve McQueen che racconta la vera storia di Bobby Sands, attivista nordirlandese che dal carcere scatena una serie di scioperi della fame terrificanti. Immagini meravigliose e attori perfetti, le sequenze sono piuttosto crude e difficili da mandare giù ma c’è un senso estetico di fondo che rende tutto bellissimo.

Ida: Basterebbe osservare la regia di Pawlikowski per godere di questo film (una lunga serie di inquadrature fisse, splendide cornici riempite da una sobria ed elegante composizione); basterebbe ammirare il bianco e nero della fotografia per restare estasiati. Ma c’è di più: due grandi attrici, una storia scevra da ogni retorica, ottima musica. Stupendo (vai alla recensione)

Io non ho paura: Una delle massime espressioni della collaborazione tra Gabriele Salvatores e Niccolò Ammaniti. Paesaggi meravigliosi, ben scritto e ottimamente interpretato (Abatantuono sorprendente). Merita la visione.

il Labirinto del Fauno: Classico fantasy del 2006 scritto e diretto da Guillermo Del Toro. Il film in lingua spagnola che ha incassato di più nella storia del cinema. Visionario e incredibile. Se vi piace il genere non potete proprio perdervelo.

Lebanon: Vincitore del Festival di Venezia nel 2009, un film interamente ambientato dentro un carro armato, in cui i soldati non sono guerrieri ma semplici uomini, spaventatissimi, preoccupati, indignati (tra cui un comandante che non sa comandare e un soldato che non vuole sparare). La guerra attraverso un mirino, la guerra negli occhi di uomini che non vogliono combattere. Da applausi.

la Mafia uccide solo d’estate: Adorabile pellicola di Pif, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. La Sicilia della mafia e degli attentati vista dagli occhi di un bambino innamorato. Bellissimo.

Melancholia: Dopo questo film non capiamo se Von Trier è un genio oppure un pazzo. Probabilmente entrambe le cose. Il film è angoscia, disagio, violenza psicologica, potenza pura. Il regista danese annichilisce chi guarda, ci stringe violentemente alla gola lasciandoci inermi, senza respiro. Sconvolgente, al di sopra di ogni etichetta e definizione (vai alla recensione)

Mia madre: Nanni Moretti gira un film semi-biografico, elaborando tramite il cinema il lutto per la perdita della madre. Facile emozionarsi con una storia del genere, che può toccare tutti. Al di là del ricatto psicologico, è un film molto bello, ma diciamo che non è l’ideale per una serata spensierata…

the Millionaire: Sembra incredibile, ma questo film è la prova di come si possa realizzare un film sull’amore, sul disagio giovanile, sulla povertà, sulla voglia di sognare, sulla famiglia, sulla vita di tre persone, mettendo alla base di tutto la partecipazione a un quiz televisivo. Splendido film premio Oscar di Danny Boyle, tratto da un libro bellissimo. Da vedere (vai alla recensione)

il Mio amico Eric: Davvero non lo avete visto? E cosa state aspettando? Il film che vi metterà di buon umore e adatto a qualunque mood. Diverte e al tempo stesso fa pensare, e poi ragazzi c’è Eric Cantona nei panni di se stesso! Uno dei film più belli di Ken Loach (vai alla recensione)

Miracolo a Le Havre: Il cinema di Kaurismaki è un cinema essenziale, vintage, a tratti assurdo, ridotto all’osso per lasciare spazio ai sentimenti dei personaggi. Il film mette insieme una banda di sgangherati compagni di bevute che aiutano un ragazzo clandestino braccato dalla polizia. Una favola moderna, con personaggi splendidi e scene memorabili.

Miss Violence: Un film davvero tosto, che non ho amato, nonostante il favore dei critici. Una delusione, fastidioso, sembrerebbe quasi che cerchi di imitare lo stile di Haneke senza però essere Haneke (con tutto il rispetto per il greco Alexandros Avranas). Disturbante.

Moliere in bicicletta: Basta un film così, una commedia agrodolce, un eccellente trio di interpreti, un bel soggetto e poco altro per confermare ancora una volta la superiorità del cinema francese all’interno del panorama cinematografico europeo. Malinconico e divertente.

il Nastro bianco: Capolavoro di Haneke, vincitore a Cannes nel 2009. Film lungo (145 minuti) ma mai pesante, misterioso e mai banale, concreto e mai superficiale. Grandi silenzi condiscono le strepitose immagini di Haneke (ogni inquadratura sembra essere una fotografia d’epoca). Forse troppo per cinefili, ma che film!

Nella casa: Come ho già detto, Ozon fa sempre bei film ma mai capolavori. I primi trenta o quaranta minuti sono da manuale: assolutamente coinvolgenti. Verso la fine però il film si perde un po’ e lentamente sembra soffrire di mancanza di idee, quasi come il giovane protagonista. Buon film, ma poteva essere decisamente migliore, peccato.

Oh Boy un caffè a Berlino: Amo questo film. Esordio di Jan Ole Gerster che sembra uscito dalla testa di Jim Jarmusch, ambientato in una magnifica Berlino in bianco e nero che profuma di Nouvelle Vague. Malinconico, a tratti assurdo, ma bellissimo. Se avessi soldi, tempo, talento, capacità e tutto ciò che serve per girare un film, penso che girerei qualcosa di molto simile a questo film. Da vedere.

Oltre le colline: Migliori interpreti femminili a Cannes 2012, il film di Mungiu è un’opera di grande potenza. Le colline della Romania, un monastero chiuso come le menti di chi lo vive, la visita di una ragazza, improvviso elemento di disturbo, frettolosamente bollato come il demonio. Grande film, e che finale!

Once: Film indipendente del 2007 diretto dal John Carney di “Sing Street”. Girato con mezzi poverissimi, immagine sgranata, il film ha vinto un Oscar per la migliore canzone e si è imposto all’attenzione della critica e del pubblico per la sua messa in scena così delicata e sincera. Per chi ama le canzoni più della musica. Storia di due persone buone e tormentate, unite da amicizia e dalla magia di Dublino. Bellissimo (e gran colonna sonora).

l’Onda: Film tedesco del 2008, un piccolo gioiello. Ispirato ad una storia vera, un professore anarchico cerca di spiegare ai suoi studenti cos’è una dittatura, sperimentando questo tipo di regime per un piccolo periodo. La cosa, ovviamente, degenera. Strepitoso.

the Orphanage: La casa infestata sembra fortunatamente non passare mai di moda, soprattutto quando oltre ai fantasmi del passato ospita un cinema ben curato nei particolari come quello del regista esordiente Juan Antonio Bayona, pupillo di Guillermo Del Toro (che ha prodotto la pellicola). Una sorta di Peter Pan in chiave horror. Disturbante e molto riuscito (vai alla recensione)

un’Ottima annata: Ridley Scott e Russell Crowe ancora insieme dopo “Il gladiatore”. Commedia romantica bellissima tra i vigneti della Provenza. Forse tanti cliché, ma chi se ne importa, è un film perfetto per una serata bella e leggera. Con una giovane (e meravigliosa) Marion Cotillard.

il Padre dei miei figli: Mia Hansen- Løve, regista di grande talento, porta sullo schermo la sofferta storia di un produttore cinematografico innamorato di sua moglie e delle sue tre splendide figlie, ma anche del suo lavoro, che lo costringerà a prendere la decisione più difficile… Ispirato ad una storia vera. Molto bello (vai alla recensione)

Paris Manhattan: Commedia romantica francese del 2012, dove un poster di Woody Allen dà consigli sentimentali ad una ragazza (come faceva Humphrey Bogart con lo stesso Allen in “Provaci ancora, Sam”). Simpatico, perfetto per una serata leggera e con un finale piuttosto divertente.

la Parte degli angeli: La cosiddetta “parte degli angeli” è quel 2% di alcool contenuto in una botte di whiskey che ogni anno evapora, perdendosi per sempre. Da quest’idea Ken Loach trova lo spunto per una nuova pellicola, in cui continua ad onorare la causa di irresistibili perdenti in cerca di riscatto. Ironico con punte di dramma, drammatico con punte di ironia. Bellissimo (vai alla recensione)

il Piccolo Nicolas e i suoi genitori: Delizioso film del 2010: non sarà “Gli anni in tasca” di Truffaut, ma le piccole pesti di questa storia ci regalano quasi un paio d’ore di assoluta leggerezza. Un film con bambini ma non solo per bambini, fa divertire tutti. Il maestro François, ovunque sia, strizza l’occhio.

la Prima cosa bella: Gran bel film del 2010 firmato da Paolo Virzì. Gli ultimi giorni di una madre di famiglia e l’arrivo dei due figli al suo capezzale sono il pretesto per raccontare una bellissima storia che dagli anni 70 arriva fino ai giorni nostri. Bellissimo.

il Profeta: Centocinquanta minuti di grande impatto, Audiard colpisce alle viscere e le tiene strette in pugno per tutta la durata del film. Scalata al potere di un piccolo grande uomo, un Tony Montana al contrario, capace di fare della razionalità e dello spirito di adattamento le sue grandi armi di difesa, e conseguentemente di offesa. Stupendo (vai alla recensione)

Quasi amici: Uno dei casi cinematografici più clamorosi degli ultimi anni. Un ragazzo nero si prende cura di un quadriplegico, cambiandogli la vita. Un bellissimo film su amicizia e valori: si ride anche un po’, il che non guasta. Da vedere.

the Queen: I film di Stephen Frears andrebbero visti a priori. Ritratto della Regina d’Inghilterra (premio Oscar per Helen Mirren) nel periodo in cui il Paese e la Famiglia Reale devono affrontare il lutto per la morte di Lady Diana. Molto interessante.

Ricky: Ozon, attraverso una favola moderna, ci parla di famiglia, di vite difficili, di un mondo che non va oltre le apparenze, tracciando con la leggerezza di un bambino con le ali le coordinate per un ritrovato equilibrio familiare. Un realismo fantastico, se è concesso l’ossimoro. Bene ma non benissimo (vai alla recensione)

il Ritorno del Monnezza: Claudio Amendola prova a riproporre in chiave moderna il “poliziottesco all’italiana” che vide protagonista il grande Tomas Milian. Purtroppo non funziona. Da evitare.

Romanzo di una strage: Interpretazione meravigliosa di Mastandrea e Favino, ma soprattutto molto interessante l’idea di raccontare Piazza Fontana attraverso la lealtà e i punti di vista di questi due “rivali”. Un po’ come Pacino e De Niro in “Heat”, il commissario e l’anarchico si incontrano, si parlano, si rispettano, mentre intorno a loro c’è uno Stato che è pronto a schiacciarli. Molto bello.

un Sapore di ruggine e ossa: Jacques Audiard dopo il magnifico “Un profeta” conferma con questa pellicola di essere un maestro di cinema, un regista che sa come legare una storia alle emozioni. Marion Cotillard, rimasta senza gambe in seguito ad un incidente marino, stringe un’amicizia particolare con un buttafuori, lottatore di strada, e padre di un bambino che conosce appena. Un film drammatico per una serata di cinema vero.

lo Scafandro e la farfalla: Si può dire che è uno dei film più belli degli anni 2000? Sicuramente è tra i migliori del 2007. La storia vera di un uomo costretto da un’infermità a poter comunicare soltanto tramite gli occhi. Meraviglioso, capace di alternare ironia e dramma. Tratto da un libro altrettanto bello. Imperdibile.

la Scelta di Barbara: Orso d’Argento a Berlino nel 2012, film tedesco che arricchisce la filmografia riguardante la tematica “Germania Est”. Mi è piaciuto molto, molto sobrio e secondo me interessante fino all’ultimo.

il Segreto dei suoi occhi: Tra i cinque film più belli presenti in tutto il catalogo Netflix. Uno dei miei film preferiti in assoluto. Thriller argentino di rara bellezza, vincitore dell’Oscar nel 2010 per il Miglior Film Straniero (vai alla recensione)

il Sospetto: Thomas Vinterberg dirige un film che fa male come l’ingiustizia che ci coglie all’improvviso e ci fa sentire vittime. Il tema del “pensiero come virus” è affascinante e spaventoso al tempo stesso: una voce, se prende corpo, può diventare incontrollabile, fino a trasformare l’identità di una persona in quella stessa storia. Stupendo (vai alla recensione)

Soul Kitchen: Bella musica, bella storia, bei personaggi: Fatih Akin si conferma un regista sopraffino, versatile, uno che sa come raccontare una storia. Questo è uno di quei film che dovrei tenere in videoteca. Divertente e perfetto per ogni tipo di serata. Ormai è un cult.

la Tigre e il Dragone: Un capolavoro. Il film che nel 2000, anche grazie alla consacrazione ricevuta dall’Oscar, ha reinventato e rigenerato il genere wuxia (il cappa e spada in salsa orientale). Regia sopraffina, una storia appassionante, immagini di rara bellezza. Che film.

Tomboy: Film del 2011 di Celine Sciamma. Una bambina di 10 anni si finge un bimbo maschio agli occhi dei coetanei. Tenero e non banale, ha vinto molti premi. Ennesimo fiore all’occhiello del cinema francese.

Treno di notte per Lisbona: Un professore decide di partire dalla Svizzera verso il Portogallo dove, durante la ricerca dell’autore di un libro misterioso e di una ragazza scomparsa, troverà quella vita che non ha mai vissuto, attraverso le storie che dai tempi della dittatura portoghese arriveranno fino alla sua anima. Bellissima sorpresa.

Tutti i santi giorni: I film di Virzì hanno sempre qualcosa di speciale. Non sono filmoni, raramente ce li portiamo dietro negli anni con ricordi sensazionali, ma nel momento in cui li vedi hanno il potere di metterti a tuo agio, di farti sentire a casa, e di goderti il momento. Quest’ultimo lavoro non fa eccezione: una bella coppia di personaggi, molta ironia, un bravissimo Luca Marinelli. Molto carino.

Tutti per uno: La fresca innocenza de “Gli anni in tasca” di Truffaut si scontra con la politica del governo Sarkozy e ciò che ne esce è un film potente nella sua denuncia, tenero nella sua messa in scena. Un film drammatico ma dolce, diretto e allo stesso tempo leggero: Truffaut lo avrebbe amato (vai alla recensione)

Uomini di Dio: Non un film religioso, o non soltanto, poiché il vero filo che lega le scene è la convivenza tra popoli di religioni differenti, la capacità di adattarsi e di vivere in pace nel pieno rispetto della fede altrui. Film da cinefili, ma molto bello. Premio della giuria a Cannes nel 2010 (vai alla recensione)

Valhalla Rising: Film di Refn del 2009, prima del cult movie “Drive”. Alcune trovate sono senza dubbio interessanti (l’arrivo nella terra sconosciuta), ma i sei capitoli in cui il film è suddiviso mancano forse di sostanza e non sono riuscito a farmi coinvolgere a dovere. Forse lo dovrei rivedere. Ad ogni modo non mi ha fatto impazzire.

il Vento che accarezza l’erba: Palma d’Oro a Cannes nel 2006. Il nome di Ken Loach alla regia. Film ambientato durante la guerra d’indipendenza irlandese, anomalo per la filmografia di Loach e senza dubbio meno leggero di altri titoli, ma bellissimo in ogni singola scena. Per cinefili.

Viva la libertà: Toni Servillo e Valerio Mastandrea sono una strana coppia, non li avrei mai associati e non avrei mai pensato di vederli nello stesso film, fianco a fianco. Ci ha pensato invece Roberto Andò, che ha realizzato una delle pellicole italiane più gradevoli del 2013.

We are young we are strong: Antonio Gramsci diceva: “Il vecchio mondo muore e il nuovo non può ancora nascere: oggi è il tempo dei mostri”. In questa frase si può racchiudere il senso del film, ambientato in quella Germania che nel 1992 era ancora un Paese giovane, incontrollabile, unito da soli tre anni e ancora lontano dal benessere economico di oggi. Bellissimo! (vai alla recensione)

FILM USA
10000 AC: 
Tra i cinque film più brutti che abbia mai visto in vita mia. Due ore di vita buttate.

21 Grammi:  Film del 2003 di Inarritu (il suo primo film in lingua inglese) con Sean Penn, Naomi Watts e Benicio Del Toro. Tre persone che non si conoscono ruotano intorno ad un incidente automobilistico che cambierà le loro vite. Titolo ideale per una serata di ottimo cinema.

50 e 50: Commedia indipendente in salsa agrodolce, con Joseph Gordon-Levitt: la notizia di un cancro spinale cambia le priorità del giovane Adam. Bellino, Seth Rogen strappa qualche risata, ma Gordon-Levitt fa quasi sempre la stessa parte da bravo ragazzo. Ottima la colonna sonora con, tra gli altri, Radiohead e Pearl Jam

Agora: Grande film. Il personaggio di Ipazia (Rachel Weisz, dal fascino disarmante) è uno di quelli che non dimentico mai, il suo «credo nella filosofia» urlato in mezzo all’ipocrisia dei cristiani è una delle scene più alte che io ricordi. «Voi non dubitate di ciò in cui credete, non potete, io devo». Bellissimo.

American Hustle: Drammatico e al tempo stesso scanzonato e sopra le righe, ha il respiro dei grandi film degli anni 80 e 90 (seppur ambientato nei 70), tra vaghi echi di “Donnie Brasco” e con un debito al cinema di Scorsese. Non tutti lo hanno amato, ma io sì, che ci posso fare? Se vi piace il genere è da vedere. Dal regista de “Il lato positivo” (vai alla recensione)

American Life: Film di Sam Mendes (“American Beauty”, motivo del titolo furbetto che gli hanno dato in Italia), una brezza fresca e leggera che nel vento del cambiamento esprime tutte le sue emozioni. Un viaggio per cercare e scoprire se stessi e ciò che si vuole, un viaggio per capire il sentimento speciale che lega Burt e Verona. Dolce e ironico, vedetelo subito (vai alla recensione)

Argo: Bellissimo film di Ben Affleck, premio Oscar nel 2013. La storia vera di un gruppo di agenti della CIA in missione per salvare sei americani in ostaggio in Iran. Per entrare nel Paese dovranno fingersi una troupe cinematografica. Piaciutissimo.

A spasso nel bosco: Uno dei primi film che ho visto su Netflix. Tratto da una storia vera, Robert Redford e Nick Nolte, nonostante la non più giovane età, si avventurano sul sentiero degli Appalachi per un viaggio indimenticabile. Molto carino, per una serata tra natura e leggerezza.

the Aviator: Uno dei progetti più ambiziosi di Martin Scorsese. Film di tre ore dedicato alla mirabolante vita di Howard Hughes, interpretato da un Leonardo Di Caprio pazzesco. Il film è faticoso ma davvero molto bello. Se avete lo stomaco per lanciarvi nella visione, rimarrete abbastanza soddisfatti.

the Beach: Buon film di Danny Boyle, tra alti e bassi. Se la prima parte è ottima, nella seconda il film cala, si sfalda, con Di Caprio che si trasforma in Rambo, per poi rinsavire senza motivo. Dunque un film così così, però pieno di belle frasi ad effetto e di ispirazioni.

Birdman: Bellissimo film di Inarritu, incentrato su un uomo capace di mettere alla prova se stesso, di affrontare le proprie insicurezze sia lavorative che famigliari, in costante equilibrio tra il dover dimostrare qualcosa e i suoi tentativi per riuscirci. Con Michal Keaton, Edward Norton e Emma Stone. Miglior film agli Oscar 2015. Stupendo (vai alla recensione)

Blackhat: Voglio bene a Michael Mann, ma ho detestato questo film. Visivamente molto interessante, questo sì, ma è il classico film d’azione con una sceneggiatura totalmente vuota e insipida. Piacerà agli amanti dei film d’azione (vai alla recensione)

Blow: Filmone del 2001 con Johnny Depp nella parte di “Boston” George, uno dei più grandi spacciatori di droga della storia degli Stati Uniti. Se vi piace il genere, è un filmone totale. C’è anche Penelope Cruz.

Blue Jay: Il film, prodotto dai Duplass, è un tenero e dolce incontro casuale tra due ex fidanzatini del liceo che non si vedevano da vent’anni. Tante parole, ricordi e un finale che fa battere il cuore. Una delle ultime chicche del genere mumblecore (una branca del cinema indipendente alla quale ho dedicato un articolo qui). Bello.

the Box: Il regista di “Donnie Darko” torna con un thriller che, onestamente, non si regge in piedi un istante. Il film prova a comunicarci che ogni nostra scelta provoca delle conseguenze, ma la questione sul libero arbitrio è trattata con una superficialità e una svogliatezza tale da risultare fastidiosa. Tempo perso (vai alla recensione)

Broken Flowers: Jim Jarmusch dirige uno dei suoi film più belli. Bill Murray riceve una lettera in cui scopre di avere un figlio. Comincia così un viaggio dalle donne della sua vita per scoprire quale di loro abbia scritto la lettera. Divertente, emozionante, semplicemente meraviglioso.

la Casa: Su Netflix purtroppo sbarca non il cult di Sam Raimi, ma il remake del 2013 diretto da Fede Alvarez. Inutile dirlo, se il film originale ha tutti i crismi per essere un horror degno di questo nome, qui possiamo elencare tutti i motivi per cui questo non lo è. Effetti speciali e sonori a tutto spiano, politicamente corretto. Per me è no.

Codice Swordfish: Uno dei primi film che ricordi in cui il protagonista è un hacker. Non mi aspetto mai molto da un film d’azione, ma questo non è male e il cast è molto buono: Hugh Jackman, Halle Berry, John Travolta. Passabile.

Come un tuono: Il film di Derek Cianfrance più che come un tuono, come da titolo, scorre come un fiume in piena, dalla corrente travolgente, che trascina le emozioni dei suoi personaggi fino ad un mare di vorticose sensazioni. Appassionante nella sua imperfezione, solido nonostante i suoi difetti (vai alla recensione)

Closer: Gran bel film del 2002 diretto da Mike Nichols. Interpretato da quattro attori eccellenti (in particolare Clive Owen e Natalie Portman), con alcune battute da antologia, è incentrato su una serie di incroci amorosi, di separazioni, di ritrovamenti. Ha il merito inoltre di aver consegnato alla storia “The Blower’s Daughter” di Damien Rice.

Cloud Atlas: Dai registi di “Matrix”, un’opera dal vago sentore new age, capace di alternare sei film, sei trame e sei epoche storiche differenti in un flusso cinematografico unico e continuo, credibile, funzionale, ricco di fascino. Un film molto bistrattato, che però ho amato molto. Siamo tutti connessi (vai alla recensione)

Colpo di fulmine: Niente male. Jim Carrey giganteggia come al solito (pur non essendo la sua migliore interpretazione), Ewan McGregor è eccezionale, in più il soggetto è tratto da una incredibile storia vera. La continua alternanza tra il comico e il drammatico dà a tratti l’impressione di non essere né carne né pesce, riesce però a lasciare un sorriso e buone vibrazioni (vai alla recensione)

le Crociate: Polpettone di due ore e mezza firmato da Ridley Scott. Una palla colossale, con uno straordinario cast di attori svogliatissimi. Da evitare, a meno che non vi piacciano le trashate piene di azione e amenità.

Il curioso caso di Benjamin Button: David Fincher gira quasi tre ore di film ispirandosi ad un racconto breve di Francis Scott Fitzgerald. Brad Pitt e Cate Blanchett sono i protagonisti di questo dramma quasi infinito, candidato a 13 Oscar (ne vinse solo tre minori). Bel film, a mio parere un po’ pesante, ma l’idea di base è molto originale.

the Departed: Uno dei film più belli dello Scorsese del nuovo millennio. Leonardo Di Caprio, Jack Nicholson, Matt Damon, mafia irlandese e una sempre avvolgente Boston. Azione, colpi di scena, dialoghi taglienti. Memorabile.

Drag me to hell: Diciassette anni dopo “L’armata delle Tenebre” Sam Raimi torna al suo genere prediletto, l’horror, di cui ha segnato l’immaginario grazie soprattutto alla trilogia de “La casa”. Raimi torna così alle proprie origini, omaggiate e riassaporate attraverso l’ultimo terrificante e spassoso lavoro, presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2009. Spaventa e diverte a più non posso. Geniale (vai alla recensione)

the Eagle: Dopo “Il Gladiatore” non è facile fare film ambientati durante l’epoca dei Romani. MacDonald è un regista che conosce il mestiere e pur non firmando il suo film più riuscito riesce comunque a portare a casa una pellicola dignitosa. Niente di eccezionale, ma se vi piace il genere potrebbe essere godibile (vai alla recensione)

Equilibrium: Film del 2002 che mette insieme “Matrix”, “1984” e “Fahrenheit 451”, ambientato in un futuro distopico in cui le emozioni vengono bandite. Non male, ma neanche eccezionale. Christian Bale è il protagonista. Per chi ama il genere.

Erin Brockovich: Stupendo film del 2000 di Steven Soderbergh, con una meravigliosa Julia Roberts. La storia vera di una donna che da sola si impegna in una battaglia contro un gigante economico accusato di aver contaminato le falde acquifere di una cittadina della California. Coinvolgente al massimo.

the Family Man: Film per famiglie (come suggerisce il titolo…) con un buon Nicolas Cage. Tipico film natalizio pienissimo di bei sentimenti, belle emozioni, da vedere con un partner. Niente di che, ma se avete bisogno di un po’ di bontà a buon mercato, vi piacerà.

Fast Food Nation: Una serie di personaggi ruota intorno ad un’importante catena di fast food, dove gli interessi privati sono sempre più forti di qualunque questione morale. Il cameo di Ethan Hawke è probabilmente la cosa più bella del film: quando lui e Linklater si incontrano nasce la magia. Interessante.

i Figli degli uomini: Grandissimo film del 2006, diretto da Alfonso Cuaron. In un futuro distopico in cui l’infertilità ha colpito gli esseri umani, Clive Owen deve salvare una ragazza incinta dalle grinfie di un gruppo terroristico. Bellissimo, regia incredibile e una scena in piano sequenza passata alla storia.

Fright night: Versione moderna del celebre “Ammazzavampiri” degli anni 80, è un film che parte in sordina, si prende volutamente poco sul serio, imponendosi con l’andare dei minuti grazie ad alcune situazioni grottesche che trovano il culmine nella spassosa resa dei conti finale. Sono più le risate che gli spaventi (vai alla recensione)

Giovani si diventa: Noah Baumbach è uno dei migliori registi della sua generazione. Qui mette a confronto una coppia di quarantenni annoiati con una di vitali venticinquenni. Non uno dei suoi film più belli, ma merita sempre la visione. Come al solito fa ridere e fa pensare (vai alla recensione)

Gosford Park: Tipico film corale di Robert Altman, del 2001. Una sorta di Cluedo in formato cinematografico, elegante, ironico, a tratti bellissimo e a tratti un po’ meno riuscito. Se vi piacciono i gialli alla Agatha Christie farà al caso vostro.

il Grande Gatsby: Se da un lato l’impresa ambiziosa di Luhrmann può sembrare un’occasione sprecata, dall’altro la potenza della storia è talmente forte da riuscire comunque a rendere il film uno spettacolo da ammirare. Il regista applica il suo stile sfarzesco alle feste di casa Gatsby, ad una New York piena di soldi, jazz e apparenze, in cui è l’ombra di un’illusione la forza motrice dei suoi personaggi (vai alla recensione)

la Grande scommessa: Il bello del film è che non finisce sui titoli di coda. Nel senso che, a meno che non siate laureati in economia, vi verrà voglia di fare ricerche per capire il significato di ciò che avete appena visto. Oltre a questo, è un film bellissimo con un cast incredibile. La crisi economica americana non è mai stata raccontata così bene.

Gravity: Filmone di Cuaron, vincitore di sette Oscar. Vederlo al cinema fu un’esperienza pazzesca, sullo schermo della vostra tv o del pc non saprei dire. Di certo si tratta di un film bellissimo. Non solo per gli amanti della fantascienza, perché oltre alle stelle e allo spazio c’è molto di più. Ottima Sandra Bullock.

Hell or high water: Il film è Texas puro, fino al midollo. Sembra un romanzo di Lansdale con un tocco alla “Non è un paese per vecchi”. Si tratta della storia di due fratelli che, per salvare la fattoria di famiglia, derubano le filiali della banca che li sta rovinando. Sulle loro tracce un vecchio ranger (Jeff Bridges straordinario) in cerca di gloria prima dell’imminente pensionamento. Un western urbano, direbbero quelli bravi. Da vedere.

Hotel Rwanda: Film drammatico e bellissimo. La vera storia di Paul Rusesabagina, ambientata durante il conflitto ruandese tra Hutu e Tutsi. Una sorta di “Schindler’s List” all’interno di un hotel in Ruanda. Emozionante.

I don’t feel at home in this world anymore: Vincitore del gran premio della giuria al Sundance 2017. Commedia nera che in qualche modo cerca di imitare il cinema dei fratelli Coen, riuscendo a metà nell’impresa. Un film leggero per una serata senza pretese: onesto, ma non memorabile.

the Imitation Game: La vera storia di Alan Turing e di “Enigma”, la macchina capace di decodificare le comunicazioni dei nazisti. Film interessante ma non indimenticabile, con un ottimo Benedict Cumberbatch e Keira Knightley.

Inception: Nolan si conferma come il sognatore per eccellenza, colui che riesce a fare film d’autore a grosso budget, per lui si potrebbe quasi osare l’ossimoro blockbuster d’autore. Il film è meraviglioso, impicciato, impressionante, con Di Caprio e Marion Cotillard (e tanti altri ottimi attori). Complicato ma davvero bellissimo.

the Informant!: Dal trailer mi aspettavo un film più spassoso, invece è solo un film, come dire, carino. Le descrizioni della voce fuori campo sono strepitose, peccato che il film le interrompa… Matt Damon bravissimo. Non male, ma c’è decisamente di meglio.

Inside man:  Non sembra proprio un film di Spike Lee, ma in realtà lo è a tutti gli effetti ed è meraviglioso. Un film d’azione senza azione, un thriller con molta psicologia, molta ironia, molta passione: una rapina geniale per un bella serata di un giorno da cani. Da vedere.

Into the Wild: Uno di quei film che chiamano instant cult. Sean Penn dirige una pellicola che ha fatto storia, sia per la bellezza delle immagini, per il valore del film stesso, per la storia vera dell’ormai celebre Alexander Supertramp e per la colonna sonora firmata da Eddie Vedder. Uno dei film definitivi sul tema del viaggio. Quanta bellezza.

Io & Marley: Non è il solito film con un cane casinaro che fa passare guai ai suoi padroni, si tratta innanzitutto di una storia vera (e se è valsa la pena riproporla al cinema un motivo ci sarà), inoltre c’è una componente drammatica molto marcata che a tratti rende tristi mentre si sorride. Sorprendente.

Io non sono qui: Todd Haynes ci regala non uno, ma sei ritratti di Bob Dylan, tutti all’interno di questo bizzarro ma splendido film. Il cast è incredibile, la musica ovviamente lo è altrettanto. Un film “ispirato dalla musica e alle molte vite di Bob Dylan”, come dice la didascalia all’inizio.

Io, Robot: Film del 2004 di Alex Proyas, liberamente tratto dall’antologia omonima scritta da Isaac Asimov, un caposaldo della letteratura di fantascienza. Un po’ troppa azione per i miei gusti, ma il film non è male. Un po’ di sano intrattenimento, con Will Smith.

the Island: Film di fantascienza con Ewan McGregor e Scarlett Johannson. Non è malaccio, ma un po’ troppo prevedibile (non per niente è un film di Michael Bay). Piacerà agli amanti della fantascienza d’azione, ma non è proprio un film memorabile.

Jumper: Film d’azione del 2008 in cui un ragazzo scopre di avere il potere del teletrasporto. Bruttino, non piacerà neanche agli amanti del genere.

Juno: Film indipendente di Jason Reitman vincitore di un Oscar per la sceneggiatura. Un’adolescente rimane incinta e decide di dare il futuro figlio in adozione ad una coppia che sarà lei a scegliere. Si ride molto ma c’è anche spazio per i bei sentimenti. Bellissimo (con una colonna sonora eccellente). Da vedere.

Kick-Ass: Fumettone cinematografico divertente e spassoso. Un ragazzino impacciato sogna di diventare un supereroe, indossa così una tuta e cerca di difendere la città dal male. Ne succedono di tutti i colori. Molto simpatico.

Kill Bill Volume 1: Se vi piace il cinema di Tarantino, qui è probabilmente alla sua massima espressione. Un capolavoro di estetica, spettacolarizzazione della violenza, frasi ad effetto, genio e potenza visiva. Da vedere insieme al Volume 2 (non ancora su Netflix).

the Killer inside me: Michael Winterbottom alle prese con il Texas e con un Casey Affleck che fa lo sceriffo sadico e psicopatico (un po’ come il cattivo tenente di Ferrara). Atmosfere interessanti, thriller così così.

il Ladro di orchidee: Capolavoro di Spike Jonze, scritto da Charlie Kaufman (lo sceneggiatore di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”) su Kaufman stesso: lo scrittore è alle prese con l’adattamento di un libro per il cinema, la mancanza di idee e un fratello gemello molto ingombrante. Straordinario.

il Lato positivo: Film che ha rivelato al mondo il talento di David O. Russell. Funziona sia come commedia romantica che come film di riscatto, due anime complicate si incontrano per un ballo che cambierà le loro vite. Jennifer Lawrence e Bradley Cooper al loro meglio, Bob De Niro torna finalmente a fare un bel film. Forse un po’ troppo confezionato, ma chi se ne importa, è un film bellissimo.

Limitless: Film del 2011 dal grande ritmo, con un affascinante storia di fondo. Uno scrittore sfigato rimedia per caso una pillola che permette di aumentare a dismisura la propria attività cerebrale. È così che Bradley Cooper si trasforma in un genio della finanza. La cosa gli procurerà però non poche noie. Piacevole, perfetto per alzare il livello di un pomeriggio noioso.

Love and Mercy: Il film che ogni amante dei Beach Boys vorrebbe vedere, o meglio, ogni amante di Brian Wilson, anche se in fondo è praticamente la stessa cosa. Il film si concentra principalmente su due fasi della vita di Brian Wilson: la realizzazione di “Pet Sounds” e l’incontro con la futura moglie Melinda. Colonna sonora ovviamente da urlo (vai alla recensione)

the Master: Film del 2012 di Paul Thomas Anderson. Se siete particolarmente interessati alla recitazione questo film è un manuale: vale la pena vederlo anche solo per ammirare Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix (e Amy Adams). Film tosto nei contenuti, difficile da fruire, ma se riuscite a entrare nella storia avete fatto davvero tombola, perché è uno di quelli che restano addosso.

Max Payne: Film d’azione tratto da un videogioco di grande successo. Un prodotto di sicuro successo per quel che concerne il suo target di riferimento, l’altra faccia della medaglia però non è così sorridente: chi non ama il genere si potrebbe ritrovare a combattere contro i fantasmi della noia. Evitabile.

Milk: Film del 2008 di Gus Van Sant, incentrato sul primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti. Film bellissimo, con uno Sean Penn vincitore dell’Oscar.

the Mist: Splendido horror di Frank Darabont, tratto da Stephen King. Un film che non ha pause, non lascia tregua allo spettatore e ai suoi personaggi, dei quali non si sa nulla fin quando la potenza degli eventi non si scatena. Bellissimo (vai alla recensione)

Molto forte incredibilmente vicino: Probabilmente il miglior film sull’11 settembre. Uno straordinario piccolo protagonista gira per i quartieri di New York per seguire un indizio lasciatogli dal padre, morto durante l’attacco al WTC. Il vagabondare del bambino tira fuori dalle persone che incontra tante fragilità, ma anche tanta forza. Molto bello.

Moulin Rouge: Uno dei musical più belli e indimenticabili della storia. Il capolavoro di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman e Ewan McGregor. Colonna sonora splendida, composta da brani pop-rock famosissimi, reinterpretati dagli attori. Un classico, da non perdere.

Nel paese delle creature selvagge: Spike Jonze prende spunto da uno dei libri fantasy più amati e ne ricava un film che lascia intatta la magia, l’atmosfera di incompiutezza e incompletezza che pervade i suoi personaggi, immergendoli in luci crepuscolari, in tramonti soffusi, in melodie agrodolci capaci di toccare le corde giuste. Capolavoro (vai alla recensione)

Neverland: Gran bel film di Marc Foster del 2004. Johnny Depp è James Barrie, autore di “Peter Pan”, in un film bellissimo, pieno di buoni sentimenti ma anche di risvolti drammatici. Emozionante (e con un ottima Kate Winslet).

the Next three days: Il disperato marito Russel Crowe deve far evadere sua moglie, secondo lui accusata ingiustamente di omicidio. Una sceneggiatura ad orologeria, dove ogni tassello si incastra perfettamente all’interno della storia: non sarà un film molto credibile, ma i suoi 130 minuti scivolano via che è un piacere. Adrenalinico (vai alla recensione)

Nick & Norah – Tutto accadde in una notte: Indie movie del 2008 ambientato interamente durante una notte newyorkese. Amori adolescenziali e la ricerca di un concerto rock “fantasma” alla base di un film piacevole, godibile, costellato da belle canzoni.

Non è un paese per vecchi: Uno dei film più belli degli anni 2000, premio Oscar per i fratelli Coen, grandissimi attori e dialoghi indimenticabili. Tratto da un libro altrettanto bello, non si tratta di un film di Serie A, ma di un film di Champions League. Capolavoro.

One Day: Vent’anni di dolce amicizia, puntellati da risate e lacrime, abbracci e rimproveri, distanze fisiche e psicologiche, il tutto osservato attraverso lo stesso giorno, il 15 luglio, anno dopo anno. Non male, quasi buono, ma il finale purtroppo rovina tutto ciò che di buono era stato raccontato prima. Peccato (vai alla recensione)

Onora il padre e la madre: Meraviglioso film di Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke straordinari. Due fratelli hanno bisogno di soldi e decidono di rapinare la gioielleria dei genitori. Un viaggio nell’abisso, film stupendo.

the Others: Amenabar nel 2001 dirige un piccolo cult horror, in cui Nicole Kidman, insieme ai suoi bambini, deve fronteggiare la presenza di entità misteriose nella sua casa di campagna. Sorprendente e ben realizzato. Molto bello.

il Patriota: Film storico del 2000 di Roland Emmerich, con Mel Gibson che tenta di replicare il successo del suo Braveheart interpretando un patriota durante la guerra d’indipendenza americana. Un po’ troppo convenzionale, ma godibile. Con Heath Ledger.

il Pianeta delle scimmie: Remake di Tim Burton, nonché primo delitto cinematografico del grande regista di “Ed Wood” e “Nightmare Before Christmas”. Film del tutto convenzionale, lontanissimo dalle atmosfere della pellicola originale. Da evitare.

Prisoners: Quando un thriller ti fa passare due ore a mangiarti le unghie fino agli avambracci, allora possiamo dire che ha fatto pienamente il suo dovere. Quando nel thriller in questione ci metti poi attori come Jake Gyllenhaal, Hugh Jackman e Paul Dano, sotto la direzione di Denis Villeneuve, allora state sicuri che si tratta di un filmone.

Prossima fermata Fruitvale Station: Opera prima di Ryan Coogler, un film splendido, che ha fatto incetta di premi al Sundance 2013. Le ultime 24 ore di vita di Oscar Grant, ragazzo nero freddato per caso da un poliziotto durante la notte di Capodanno. L’evento che sta alla base della storia è talmente gelido, talmente feroce, che è veramente difficile non empatizzare con il film (vai alla recensione)

Quartet: Debutto alla regia per Dustin Hoffman, in un film divertente e molto carino. Commedia leggera su musicisti vecchietti e la meravigliosa nostalgia per un passato mai troppo lontano.

Quasi famosi: Forse il capolavoro di Cameron Crowe. Una colonna sonora meravigliosa per un road movie musicale da far battere forte il cuore. La passione per la musica, il valore delle amicizie, il desiderio di poter raggiungere qualcosa che sembra a portata di mano ma che forse non lo è, che sia il successo o una persona. Film stupendo.

i Ragazzi stanno bene: Presentato alla Berlinale del 2010, si tratta di un film molto simpatico, ironico, ma soprattutto intelligente. Julianne Moore, Annette Bening e Mark Ruffalo meritano una visione. Bello.

Rush: Ron Howard spinge forte sull’acceleratore dell’emozione e si pone dei limiti solo per superarli: il suo ultimo film parte in quarta e non cede mai terreno, il suo incedere incalzante, i suoi personaggi rasentano il mito. È così che si costruisce un grande film, basato sulla rivalità in Formula 1 tra Niki Lauda e James Hunt (vai alla recensione)

la Scoperta: Ottimo esempio di fantascienza d’autore, con echi di “I Origins” ed “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”. Lo scienziato Robert Redford ha le prove definitive dell’esistenza dell’aldilà, ma dietro questa scoperta c’è ancora di più. Ottimo prodotto, per tutti.

i Segreti di Brokeback Mountain: Dramma del 2005 diretto da Ang Lee. Ormai un classico, applaudito e apprezzato ovunque. Il drammatico amore tra Heath Ledger e Jake Gyllenhaal. Molto bello.

Selma: Il film racconta in maniera vivida l’affresco sociale di un’America in pieno cambiamento, è la storia di una voce forte e perentoria: non solo la voce del suo leader Martin Luther King, che nonostante le paure e le incertezze va avanti per la sua strada, ma anche la voce di un popolo. Bello (vai alla recensione)

Sfida senza regole: La pellicola di Jon Avnet non esalta per originalità e bellezza, ma la gioia di vedere De Niro e Pacino insieme ha la meglio su ogni pecca di sceneggiatura. Come dice il film: «molti rispettano il distintivo, tutti rispettano la pistola», ma più di tutto, rispettiamo Al Pacino e Robert De Niro (vai alla recensione)

Shutter Island: Scorsese si diverte a giocare con il protagonista (un magnifico Leonardo Di Caprio), e quindi con lo spettatore, come fa il gatto con il topo: dissemina indizi, gli fa credere qualcosa per poi spiazzarlo immediatamente. Splendido thriller del 2010, da non perdere (vai alla recensione)

Sin City: Film di culto di Robert Rodriguez, del 2005, tratto dal fumetto omonimo di Frank Miller. Una città corrotta, marcia, perennemente sotto la pioggia, una storia di vendetta, amore, violenza, riscatto. Visivamente è un capolavoro. Se vi piace il cinema “pulp”, è da non perdere.

Sognando Beckham: Piccolo cult movie del 2002 con una giovanissima Keira Knightley. Commedia britannica su differenze etniche e culturali, dove la passione per il calcio unisce due amiche. Piaciutissimo.

Sotto il cielo delle Hawaii: Nonostante le carenze narrative, il film racchiude gli elementi tipici del cinema di Crowe: calore umano, voglia di abbracciarsi, personaggi positivi e una gran bella colonna sonora. Si può accusare di molte cose, ma senza dubbio lascia trascorrere un centinaio di minuti con il sorriso sulle labbra. Film ideale per una serata tranquilla e poco impegnata (vai alla recensione)

the Spirit: Film di Frank Miller tratto dal fumetto di Will Eisner. Girato con lo stesso stile dark di “Sin City”, è il classico fumettone cinematografico pieno di azione, con l’eroe che deve difendere la città e la pupa. Non mancano gli sbadigli. Per gli amanti del genere.

Spring breakers: Film irritante di Harmony Korine, figlio di una generazione pop, di quella faccia degli Stati Uniti che mai riuscirò a digerire. In mezzo a cotanto fastidio, ci sono un paio di sequenze davvero eccellenti. Troppo poco comunque.

lo Stravagante mondo di Greenberg: La conferma, se mai ce ne fosse bisogno, del talento di Noah Baumbach (regista) e di Greta Gerwig. Quando questi due si incontrano scatta la magia. Inoltre c’è Ben Stiller sugli scudi in un ruolo drammatico. Da vedere.

Super 8: J.J. Abrams, prodotto da Spielberg, si lancia in un’operazione nostalgia degli anni 80, aprendo le porte a quello che farà ancora meglio “Stranger Things” qualche anno dopo. Un gruppo di ragazzini sono testimoni di un incidente particolare: c’è di mezzo una creatura aliena. La tanto amata fantascienza per ragazzi in un film del 2011. Bello.

Tangerine: Interamente girato con alcuni IPhone, una steadycam e un’app da 8 dollari, si tratta di uno dei film più applauditi al Sundance 2015. Il cinema indipendente americano arricchisce la sua collana con una nuova perla, girata interamente in esterni, con luce naturale, e arricchita da una saturazione dei colori che rende il caldo Natale di Los Angeles ancora più surreale. Molto bello (vai alla recensione)

the Time Machine: Tratto dal celebre romanzo di H.G. Wells, è la storia di un uomo che per salvare la sua ragazza da una morte accidentale, inventa una macchina del tempo per tornare indietro e cambiare i fatti. Non riuscendo a cambiare la storia, l’inventore si reca nel futuro in cerca di risposte. Buona la storia (ovviamente), così così la messa in scena. Non indimenticabile.

the Town: Dopo l’ottimo esordio con “Gone Baby Gone”, Ben Affleck si conferma un ottimo regista. Il film è bello, funziona, riuscendo a mettere insieme azione, amore, attori bravissimi e alcuni momenti di grande cinema. Bostoniano fino al midollo. Piaciuto.

Training Day: Film del 2001 con una coppia di poliziotti molto diversi tra loro. Ethan Hawke, il novellino, segue alla lettera il manuale e affronta ogni situazione con la massima onestà; Denzel Washington (Oscar per lui), il veterano, preferisce abbassarsi al livello dei criminali che cerca di catturare, talvolta oltrepassando il limite. Non male.

Tramps: Diretto da Adam Leon, è un notevole indie ambientato tra le vie di una New York finalmente lontanissima dai soliti cliché. Un ragazzo e una ragazza devo recuperare una valigetta perduta: un bellissimo viaggio metropolitano tra due solitudini che lentamente smettono di essere tali. Da vedere.

Transformers: Tipico film sul quale non avrei mai scommesso un euro mentre invece devo ammettere che è molto divertente. Il suo segreto? Non prendersi mai troppo sul serio. Caciarone quanto volete, ma funziona. Piaciuto.

Transformers – La vendetta del caduto: Dopo il grande successo del primo capitolo, Michael Bay ha deciso che era il momento di esagerare: 46 robot invece dei 14 del primo film, il bel giro del mondo che va tanto di moda nei blockbuster, effetti speciali da mal di testa. Il cinema però non è una scienza esatta e moltiplicare le componenti di un film che funziona non è direttamente proporzionale alla sua riuscita. Passo indietro (vai alla recensione)

Transformers 3: Film più che godibile, simpatico, fresco, un po’ caciarone, ma se si sceglie di vedere un film di Michael Bay non si possono pretendere lunghi silenzi e sguardi filosofici. Decisamente migliore del secondo, bello quasi quanto il primo, ed è un complimento.

Troy: Colossal epico del 2004, diretto da Wolfgang Petersen e (molto) liberamente tratto dall’Iliade di Omero. Il rapimento di Elena, la conseguente guerra di Troia e il mito di Achille (Brad Pitt). Messa in scena imponente, il film è quello che è, ma a suo modo intrattiene. Se è questo che cercate…

Two lovers: Film del 2008 di James Gray, un bellissimo triangolo amoroso con al centro un meraviglioso Joaquin Phoenix. Atmosfere malinconiche, attori in parte e una storia per niente scontata. Interessantissimo.

Ubriaco d’amore: Film del 2002 che conferma il genio di Paul Thomas Anderson. Adam Sandler sfodera una perfetta interpretazione drammatica, dovrebbe essere una storia romantica ma è davvero al di fuori di ogni definizione. Ottimo cast, bellissime trovate. Non convenzionale.

l’Ultimo Re di Scozia: Bel film del 2006 di Kevin Macdonald. A metà strada tra finzione e storia vera, il film racconta le vicissitudini dell’Uganda sotto la dittatura del sanguinario Idi Amin Dada. Oscar a Forest Whitaker come miglior attore.

l’Ultimo Samurai: Una sorta di “Balla coi Lupi” in versione giapponese, con Tom Cruise nella parte dell’americano convertito al fascino e alla bellezza della vita rurale nipponica. Quattro nomination agli Oscar per un film che, nonostante non si allontani mai dai canoni del genere, è veramente bello e coinvolgente. Piaciutissimo.

Vanilla Sky: Filmone fantascientifico di Cameron Crowe, remake dello splendido spagnolo “Apri gli occhi”. Amo moltissimo questo film: Tom Cruise è eccezionale, Penelope Cruz è da perdere la testa, la colonna sonora è incredibile e poi ci sono tantissimi momenti da cuore in gola. Tra citazioni, sogni e realtà: indimenticabile.

Vero come la finzione: Film perfetto per una pigra domenica pomeriggio. Un ispettore delle tasse dalla vita monotona scopre di essere il personaggio di un libro e viene a sapere dalla voce narrante che sta per morire. Will Ferrell, Emma Thompson, Dustin Hoffman: tre geni per un film divertente, tenero e bellissimo.

V per Vendetta: Cult del 2005 con Hugo Weaving e Natalie Portman. Un futuro distopico dai vari tratti orwelliani, più celebre per la maschera di Guy Fawkes (diventata un simbolo di lotta contro i governi, soprattutto durante le manifestazioni politiche) che per la bellezza della storia. Ad ogni modo è un film interessante.

Young adult: Il tipico film americano che detesto. Si salva il finale, ma devo ammetterlo di averlo detestato per tutto il tempo. Dopo il bellissimo “Juno” si tratta decisamente di un passo indietro per la coppia Reitman-Diablo Cody. Evitabile, nonostante Charlize Theron.

the Walk: Non si può discutere sulla fattura tecnica del film, che da questo punto di vista sembra davvero eccezionale, ma in alcune cose devo dire che non mi ha convinto. Forse il fatto di conoscere già molto bene la storia di Philippe Petit ha giocato a mio sfavore, ma resta comunque un film abbastanza interessante.

Wiener dog: un bassotto che cambia continuamente padrone è soltanto il pretesto per raccontare storie di persone di vario genere. Parte bene, poi si perde un po’ per strada. Ottimo cast, un po’ sprecato. Così così.

the Wolf of Wall Street: Martin Scorsese porta i suoi bravi ragazzi nel mondo della finanza e il risultato è un film di 180 minuti in cui ogni scena è spinta all’eccesso: denaro, sesso e droga all’ennesima potenza. Tratto da una storia vera. Barocco, caleidoscopico, totalmente folle (vai alla recensione)

the Wrestler: Filmone di Aronofsky, vincitore di Venezia nel 2010. Mickey Rourke è lo straordinario protagonista di questa storia di riscatto, che racconta uomini complessi, pieni di difficoltà, lottatori allo sbando sull’instabile ring della vita. Meraviglioso.

Zodiac: Meraviglioso thriller di David Fincher, un film che nonostante le critiche va che è un piacere: girato benissimo, con una fotografia meravigliosa, pieno di tensione, ottimi attori (Jake Gyllenhaal, Robert Downey jr, Mark Ruffalo), una storia vera e assurda. Impeccabile, l’ho amato al cinema e lo amo ogni volta che lo rivedo.

COMMEDIE
2 giorni a Parigi: Divertente commedia “alla Woody Allen” per Julie Delpy, regista, sceneggiatrice e interprete. Commedia romantica, ma non troppo, piena di spunti divertenti, ben scritta e ben recitata: un film che brilla di luce propria, pieno di autoironia sulla Francia e sui suoi clichè, sottolineati dalle disavventure del protagonista maschile Adam Goldberg, americano “lost in translation”. Da vedere (vai alla recensione)

Adventureland: Una commedia romantica molto carina, godibile, che scade però in qualche cliché di troppo. Ideale per una serata tranquilla, senza pretese di grande cinema. Buonissimo cast.

Babbo Bastardo: Davvero non avete mai visto questa commedia? Film un po’ sboccato, ma Billy Bob Thornton, nella parte del Babbo Natale da grande magazzino, è un capolavoro. Film natalizio ma meriterebbe una visione anche a Ferragosto. Più cult di così.

Be kind rewind: Tutta la creatività surreale di Gondry mischiata alla verve scatenata e indisciplinata di Jack Black: quel che ne esce fuori è una bomba. Uno storico negozio di videocassette e una serie di remake fatti in casa per salvarlo dalle grinfie di chi lo vuole far chiudere. Bellissimo.

Benvenuti al Sud: Remake italiano del bellissimo “Giù al nord” di Dany Boon. Non è brillante come l’originale, ma anche qui si ridacchia qua e là. Classica commedia sulle differenze geografiche e culturali, che in questo caso vede un milanese (Bisio) costretto a lavorare in un paesino della Campania. Simpatico.

Criminali da strapazzo: Film di Woody Allen del 2000. Gli scavi per il tunnel che porterà alla rapina perfetta sembra essere meno redditizia dell’idea avuta per coprire il rumore… Solito genio, il film è divertente quanto basta ma non tra i migliori.

Dark shadows: Degli ultimi film di Tim Burton è l’unico che mi è piaciuto davvero. Un gran bel film, divertente, ironico, bizzarro, cupo e irresistibile. Una sorta di Famiglia Addams popolata da un vampiro imprenditore, due ragazzini bizzarri, una madre agguerrita, una servitù esilarante e compagnia bella. La vita difficile di un vampiro del ‘700 immerso nella realtà degli anni 70 statunitensi. Grandioso.

Evolution: Commedia fantascientifica molto carina, firmata dal regista dei “Ghostbusters”. Non è proprio un film irresistibile ma ha degli spunti decisamente divertenti. Ottimo il cast e il film tutto sommato merita sicuramente una visione, ma solo se siete in vena.

Funeral Party: Una delle commedie più divertenti degli anni 2000. Potrei azzardare anche il termine capolavoro, ma non voglio crearvi troppe aspettative. Una commemorazione funebre si trasforma in un delirio: personaggi di ogni tipo, ognuno con una verve comica spaventosa, legati in modo strepitoso tra di loro. Esilarante fino alle lacrime, fa ridere di pancia ogni volta che qualcuno apre bocca. Imperdibile.

il Grande match: L’operazione simpatia/nostalgia realizzata da Peter Segal riesce pienamente, senza esclusione di colpi: a volte il cinema si diverte ad omaggiare se stesso, a burlarsi dei grandi classici e trasformare due mostri sacri in macchiette, motivo per cui De Niro e Stallone non ci sono mai apparsi così umani. Piaciuto (vai alla recensione)

Hysteria: Una sorta di commedia romantica incentrata sull’invenzione del vibratore. Non si ride a crepapelle ma si sorride moltissimo. Merita una visione.

In Bruges: Un’altra delle mie commedie preferite del nuovo millennio. Colin Farrell è il protagonista di un noir esilarante ambientato in una delle città più incantevoli d’Europa. Soltanto ripensare a Ralph Fiennes mi fa piegare in due dalle risate. Film meravigliosamente divertente e poi, diamine, Bruges è incredibile.

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni: Woody Allen lascia la sua città per tornare in quella Londra nella quale aveva girato tre film, sussurrandoci che il segreto della felicità è l’effimera illusione, l’irrazionalità. Il regista newyorkese non si discosta molto dal suo storico pessimismo nei confronti della vita, ma in questo caso lo fa con poche battute pungenti, e soprattutto senza grandi idee. Passabile (vai alla recensione)

la Mia super ex ragazza: Commedia carina di Ivan Reitman, con Luke Wilson e Uma Thurman. Divertente l’idea di partenza: il protagonista molla la ragazz senza sapere che è la supergirl che difende New York dalla criminalità. Lei, umiliata dalla separazione, userà i suoi superpoteri per rendere un inferno la vita del suo ex. Simpatico.

Midnight in Paris: Uno dei migliori Woody Allen degli ultimi vent’anni, Oscar alla sceneggiatura. Owen Wilson si ritrova ogni notte nella Parigi degli anni 20 dove incontra Hemingway, Dali, Man Ray, Francis Scott Fitzgerald e molti altri personaggi storici. Lo amo tantissimo, da vedere e rivedere (vai alla recensione)

Napoleon Dynamite: Il film di Jared Hess ambisce alla leggerezza indie, ai film del primo Wes Anderson, di Noah Baumbach o Alexander Payne, ma risulta semplicemente strambo e poco più. Si salva la scena della danza funk davanti a tutta la scuola, il resto è piuttosto dimenticabile.

Palle al balzo: Commedia demenziale con Ben Stiller e Vince Vaughn, incentrata su un incredibile torneo di Dodgeball (praticamente quella “palla avvelenata” a cui giocavamo da piccoli). Il film è un po’ fessacchiotto ma, per me, molto divertente. Se vi piacciono le commedie con Ben Stiller allora non può non piacervi.

una Festa che spacca (Project X): Vedendolo si pensano due o tre cose: 1) quanto è competitiva la società americana; 2) quanto può essere difficile essere studente negli Stati Uniti, soprattutto quando hai un cervello; 3) feste così noi ce le sogniamo. Divertente ma a tratti un po’ stupidotto, da vedere con gli amici. Tratto da una storia realmente accaduta (!).

Scott Pilgrim vs. The World: Molto originale e divertente. Un ragazzo esce con una ragazza ma deve fare i conti con tutti i suoi ex, che lo vogliono far fuori. Visivamente eccezionale, con delle trovate interessantissime che restituiscono molto bene l’atmosfera del fumetto di riferimento.

Shaolin Soccer: Film assurdo del 2001. Le follie irreali di “Holly e Benji” riportate da una squadra di calcio composta da monaci shaolin, che affrontano le partite con incredibile mosse e stramberie di ogni tipo. In italiano è doppiato dai calciatori di Roma e Lazio di allora (Tommasi, Candela, Delvecchio, Peruzzi, Pancaro, Mihajlovic…). Totalmente fuori di testa.

Stripes: Ivan Reitman dirige due futuri ghostbusters (Bill Murray e Harold Ramis) in una divertente commedia militare. Non so voi, ma a me basta vedere la faccia di Bill Murray per ridere.

Ti Presento i miei: Classica commedia del 2000, con Ben Stiller che va a passare un weekend nella casa dei futuri suoceri, dove inanellerà una serie di brutte figure… Robert De Niro irresistibile. Molto divertente.

This is the end (Facciamola finita): Film assurdo, totalmente nonsense, anche idiota se vogliamo, ma che però funziona! Fa ridere tantissimo anche se nella sua totale stupidità. James Franco, Seth Rogen e i loro amici attori interpretano loro stessi alle prese con la fine del mondo. Un film che potrebbe tranquillamente entrare nella categoria “farsi 10 canne e poi scrivere una commedia”.

To Rome with love: Definito da alcuni “un cinepanettone per radical chic”, il film romano di Woody Allen, al netto di alcune trovate geniali, è piuttosto deludente. Si può vedere, pur consapevoli che non si tratta assolutamente di uno dei suoi film più riusciti.

Tre uomini e una pecora: Commedia molto divertente e abbastanza demenziale. Un incrocio tra “Una notte da leoni” e “Funeral Party”, ambientato però durante un matrimonio di alto livello. Tre amici improbabili e una serie di figuracce garantiscono tante risate, purché non siate di quelli con la puzza sotto al naso. Spassoso.

Walk Hard: Parodia di “Walk the Line”, “Ray”, “The Doors” e dei vari biopic musicali degli ultimi decenni. John C. Reilly è il protagonista, rockstar dalla vita turbolenta. Grande musica e si ride abbastanza.

ANIMAZIONE
Castlevania: 
Quattro puntate da venti minuti l’una. Seconda stagione già annunciata (saranno 8 puntate). Veramente bello, ma peccato che duri così poco. Non si poteva fare direttamente un film da un’ora e mezza, piuttosto che dividerlo così? Splatter, irriverente, coinvolgente. Se vi piace l’horror-fantasy, beh, è imperdibile (vai alla recensione)

Coraline e la porta magica: Coraline è un po’ Alice, il paese delle meraviglie che c’è dietro la porta nasconde però tutta la polvere sotto il tappeto, i suoi personaggi poi non hanno nemmeno gli occhi per piangere… Animazione in stop-motion, atmosfere alla Tim Burton, occhio perché non è proprio per bambini. Bellissimo.

Fantastic Mr.Fox: Se amate Wes Anderson non potete proprio perderlo: stop motion, personaggi stupendi e situazioni rocambolesche. Uno spasso. Si fa il tifo per il protagonista a tutto spiano. Da vedere, con chiunque, perché piacerà probabilmente a tutti. Sarebbe sciocco perderselo.

He Man e i dominatori dell’universo: I Masters! Uno dei cartoni più amati degli anni 80 viene riproposto da Netflix. Rivederli ora fa apparire la serie decisamente datata, ma è sempre un cartone molto bello e molto educativo, mai violento, pieno di morale (ampiamente sottolineata al termine di ogni episodio) e buoni sentimenti. Cult.

the House of small cubes: Capolavoro del 2008. Dura soltanto 12 minuti e ha vinto un Oscar nel 2008 come miglior corto d’animazione. Spegnete tutto e spendete dieci minuti in questo cortometraggio. Ringrazierete.

l’Illusionista: La magia di Jacques Tati, autore di questa sceneggiatura mai realizzata, torna dal passato per illudere e illuminare i nostri occhi. Il soffice pastello di Chomet pennella le immagini di nostalgia e malinconia, lasciando emergere dai suoi silenzi e dalle tenere gag l’anima infantile e dolce della comicità di Tati. Un piccolo grande capolavoro (vai alla recensione)

Gli Incredibili: Uno dei classici della Pixar, stavolta i protagonisti sono una famiglia di supereroi. Non è un capolavoro ma ai bambini piacerà tantissimo.

Kung Fu Panda: La solita, adorabile, favola buonista, dove la morale è dietro l’angolo, apparentemente velata dalla battuta ricorrente che ci ricorda come il caso non esista. Simpatico, divertente, pieno di buoni sentimenti. Da vedere (vai alla recensione)

the Lego Movie: Stupendo. Un inno all’immaginazione, alla creatività, alla bellezza di essere bambini. Fa ridere tantissimo ed è realizzato troppo bene. Geniale e assolutamente imperdibile.

Persepolis: L’Iran raccontato da chi l’ha vissuto, da chi l’ha lasciato, da chi ci è tornato, con un’aria scanzonata, leggera ma anche malinconica. Piacevole come sedersi al pub con qualcuno che torna da un viaggio e ti racconta la sua storia. Bellissimo e divertente. Premio della giuria a Cannes 2007, per un film d’animazione non è poco.

DOCUMENTARI
Acchiappafantasmi: 
Come ogni documentario sulla fandom di un film di culto, è abbastanza stucchevole: un’ora di nerd di primo livello che sbavano parlando di ogni cosa riguardante “Ghostbusters”. Io amo il film di Reitman alla follia, ma un documentario sui suoi fan è una cosa quasi insopportabile.

Austin to Boston: Che bello questo documentario. Un gruppo di musicisti della scena indipendente americana in tour tutti insieme su due pulmini da un capo all’altro degli Stati Uniti (come da titolo). Tanta bella musica e momenti di grande bellezza. Soprattutto, la voglia di essere là con loro! Se amate la musica, vedetelo di corsa.

Back in Time: Come ogni documentario che si occupa di film di culto, è interessante all’inizio, quando intervista gli attori e creatori di Ritorno al Futuro, parlando di come è nato il progetto, come si è sviluppato e tutto il resto. Quando però la palla passa ai collezionisti, ai fan, ai possessori di DeLorean e nerdate del genere, il film collassa.

Bowling a Columbine: Classico di Michael Moore, premio Oscar nel 2003. L’indagine del documentarista americano è incentrata sull’uso delle armi da fuoco negli States, prendendo come riferimento la strage della Columbine High School in Colorado. Bellissimo.

Cosmos: Serie di divulgazione scientifica presentata da uno dei massimi esponenti del settore: Neil deGrasse Tyson. La serie, visivamente straordinaria, racconta i segreti e i misteri della scienza e dell’universo con una messa in scena incredibile, ma soprattutto con un linguaggio semplice e adatto a tutti. Incantevole.

I am your father: La base della storia è interessante: David Prowse, l’attore che ha interpretato Darth Vader nella trilogia di “Star Wars”, prestò soltanto il suo corpo al personaggio, ma non la voce e neanche il volto. Dimenticato da tutti, il film rende giustizia all’uomo dietro il casco nero, con interviste e un “reboot” del finale di Episodio VI. Film carino ma deboluccio.

Jedi Junior High: Una bella sorpresa. Solo un malato di Star Wars come me poteva vedersi un documentario incentrato su un gruppo di ragazzini delle medie che mette in scena un musical tratto da “L’impero colpisce ancora”. Bellino davvero. Per amanti del teatro più che per amanti di Star Wars.

Life animated: La candidatura all’Oscar nel 2017 per il miglior documentario è stata la migliore pubblicità per questo film. L’idea di base è originale e senza dubbio affascinante: uno sguardo nella vita di un ragazzo autistico, che è riuscito a superare la enorme barriera della comunicazione con il mondo esterno grazie ai classici Disney. Interessante però non significa bello: è interessante, appunto.

Maradona: Documentario di Kusturica sul più grande calciatore di sempre, Diego Armando Maradona. Film bellissimo, soprattutto perché non è un banale omaggio alle prodezze balistiche del numero 10 argentino, ma soprattutto un punto di vista originale sull’uomo, non sul campione. Completo, estasiante per gli appassionati di calcio, molto interessante anche per chi non ama il pallone.

Tim Hetherington: dalla linea del fronte: Documentario incentrato sul regista e fotografo di guerra, Tim Hetherington, morto in Libia mentre svolgeva il suo lavoro. Il film racconta l’uomo dietro il corrispondente e soprattutto gli incredibili rischi ai quali si sottopongono i fotografi in zone di guerra. Coinvolgente.

Woody: Documentario strepitoso dedicato al genio di Woody Allen. C’è poco da dire: se Allen vi piace, questo film è da non perdere assolutamente.

SERIE TV
Better Call Saul: 
Spin-off di Breaking Bad, dedicato alle (dis)avventure del futuro avvocato di Walter White. Qualità tecnica eccelsa, alcuni episodi straordinari, buon ritmo. 3 stagioni, da vedere soprattutto se si è fan della serie madre (ma sta piacendo moltissimo anche a chi non ha mai visto Breaking Bad).

Boris: La migliore serie tv italiana di sempre? Sicuramente la più divertente. Se non l’avete ancora vista cominciatela subito: episodi auto-conclusivi per 3 stagioni da ridere. Meraviglioso.

Breaking Bad: Forse la migliore serie tv della storia. Almeno per molti è così. 5 stagioni da vedere con il fiato sospeso. Semplicemente imperdibile (vai alla recensione).

Lost: La serie tv che forse per la prima volta ha permesso ad un prodotto televisivo di raggiungere – e in alcuni casi superare – la qualità dei prodotti cinematografici. Tra alti e bassi resta sempre una delle esperienze più emozionanti della storia delle serie tv. 6 stagioni (di cui 3 – 4 straordinarie). Attenzione: causa dipendenza (vai alla recensione).

Love: Serie targata Netflix creata da Judd Apatow. Show molto carino e senza grandi pretese, piacevole da guardare con partner al seguito. Due stagioni, episodi brevi, non si ride a squarciagola, ma si ridacchia comunque qua e là. Piacevole.

Master of None: Due stagioni da 10 puntate ognuna. La serie di Aziz Ansari racconta con brio e credibilità la vita di un trentenne a New York, come tutti noi alle prese con le difficoltà legate alla ricerca di un posto nel mondo. Divertente, profonda, malinconia, a tratti fa pensare a Woody Allen, ed è un complimento. Consigliatissima (vai alla recensione).

Narcos: Altra serie Netflix, un piccolo cult. Per ora due stagioni, qualitativamente ottime, abbastanza coinvolgenti, incentrate sulla figura di Pablo Escobar e sui due agenti della DEA che gli danno la caccia. L’espressione “Plata o plomo” è ormai entrata nell’immaginario collettivo delle serie tv. Molto bella.

Stranger Things: La più imperdibile serie targata Netflix. Se vi piace il cinema anni 80, la fantascienza e l’avventura, penso non possiate fare a meno di guardarla, e anche alla svelta. 1 stagione di 8 episodi, in attesa del sequel che arriverà il 31 ottobre (vai alla recensione).

Tredici: Una delle ultime arrivate in casa Netflix. Un prodotto di buonissimo livello: originale, coinvolgente, con una bella colonna sonora. Temi non semplici affrontati con un’eccellente idea di partenza. Talvolta scende di tono, ma resta molto interessante (anche se destinato più a un pubblico adolescenziale).

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Cinema, Speciali e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Cosa vedere su Netflix?

  1. M ha detto:

    Aggiungo alcune serie:

    Black Sails: navi pirata, inganni e tradimenti.
    Bloodline: nell’arcipelago delle Florida Keys una famiglia e i suoi oscuri segreti; con un Ben Mendelsohn da urlo (e se hai visto Animal Kingdom sai di cosa parlo!)
    Broadchurch: un thriller che ha tutti gli elementi del classico giallo: cittadina sul mare, una comunità con tanti scheletri negli armadi e un omicidio. Tennant e la Colman da brividi.
    The Americans: due spie russe nell’America degli anni ottanta. Keri Russell e Matthew Rhys danno prova di essere due grandi attori. E il supporting cast non è da meno.
    Peaky Blinders: ambientata a Birmingham, nel primo dopoguerra, vede come protagonista uno stratosferico Cillian Murphy e la sua famiglia/gang. Il poliziotto Sam Neill gli darà del filo da torcere e ad un certo punto salta fuori pure un certo Tom Hardy…
    Doctor Foster: una serie poco conosciuta ma molto ben fatta, e sono solo 5 puntate.
    (martedì su Rai 1, tra l’altro)

  2. giosi ha detto:

    Molto utile, grazie!

  3. dani ha detto:

    sei un mito! grazie mille…

  4. dani ha detto:

    ne farei una dedicata alle serie… THE OA imperdibile (anche se data la particolarità dell’argomento può non piacere) x esempio…. o tavanate tipo Helix orrenda e falling sky ancora più orrenda.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...